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La pressione dell’omologazione, l’egoismo altrui lo hanno spinto verso la più triste e irreversibile delle scelte Con lui si è chiusa l’epoca degli ideali della società nuova. Ora, in questa fase di passaggio, dove il ricordo di quegli ideali fluttua nell’aria, sta a noi restituire fiato alle travolgenti spinte del secolo scorso.

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le navi dei veleni

Più di un mese fa veniva scoperto, a seguito delle dichiarazioni del pentito Francesco Fonti, un relitto che potrebbe appartenere alla nave Cunsky fatta affondare nelle acque di Cetraro in Calabria: a bordo un grosso carico di materiale radioattivo. Pochi giorni fa le immagini dei bidoni arrugginiti, riprese dal robot sottomarino che ha raggiunto la nave.

La notizia ha destato molto clamore e ha permesso di accendere i riflettori su una delle pagine più inquietanti della cronaca italiana: le cosiddette navi a perdere. Eppure ancora poco si sa degli affondamenti di navi mercantili con carichi tossici.
Sui fondali marini del nostro paese pare ne siano state occultate decine: in particolare al largo della Calabria, nella zona ionica. Il quotidiano Calabria Ora ha ricostruito una sorta di mappa con tanto di coordinate di dove possano essere localizzate queste carrette dei veleni. Una trentina in tutto, che viste così, fanno pensare al disastri di un tringolo delle Bermude nostrano.

Si va dal cargo italiano Aso affondato a Locri nel 1979 con 900 tonnellate di solfato ammonico a bordo, al Koraline naufragato ad Alicudi negli anni '90 con cointainer di materiali radioattivi; passando per la Yvonne A, la Jolly Rosso, la Rigel, la Michigan, la Silenzio, la Andalusia, la Barbara, la Capt Petros, la Athina R e tantissime altre che partite di solito da porti mediterranei non sono riuscite ad allontarsi troppo dallo Stivale finendo misteriosamente in fondo al mare con il loro carico.

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