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La pressione dell’omologazione, l’egoismo altrui lo hanno spinto verso la più triste e irreversibile delle scelte Con lui si è chiusa l’epoca degli ideali della società nuova. Ora, in questa fase di passaggio, dove il ricordo di quegli ideali fluttua nell’aria, sta a noi restituire fiato alle travolgenti spinte del secolo scorso.

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Attacco della Chiesa contro le politiche razziste del governo

La Commissione migrantes critica le scelte del governo:"Straniero non significa delinquente"
Cei: "Basta pacchetto sicurezza
servono misure per l'integrazione"

ROMA - Oltre alla sicurezza, in tema di immigrazione l'Italia deve puntare sull'integrazione, perché "senza un 'pacchetto integrazione' non c'è una vera politica migratoria". Lo ha detto monsignor Bruno Schettino, presidente della Commissione episcopale migrazioni e migrantes, nel commentare il XIX rapporto caritas/migrantes sull'immigrazione presentato oggi a Roma.

"Da più di un anno sentiamo parlare del pacchetto sicurezza - ha detto monsignor Schettino - che, con la sua insistenza, ha rafforzato il malinteso che sia fondato equiparare gli immigrati ai delinquenti. Poco, invece, si è sentito parlare del 'pacchetto integrazione', di un'impostazione più equilibrata che non trascura gli aspetti relativi alla sicurezza, ma li contempera con la necessità di considerare gli immigrati come nuovi cittadini portandoli a e essere soggetti attivi e partecipi nella società che li ha accolti".

Per la Cei, ha ricordato Schettino, "la vera sicurezza nasce dall'integrazione". E tale posizione nasce dalla "concezione del migrante come persona portatrice di diritti fondamentali inalienabili, concezione collegata direttamente con la fede in Dio Padre di tutti. Le decisioni politiche trovano un limite nel rispetto della dignità delle persone". Criticando l'eccesso di enfasi posta spesso nel collegamento tra immigrati e sicurezza, Schettino ha poi sottolineato che in realtà, "parlando di immigrazione prevalgono di gran lunga i benefici che essa arreca sugli inconvenienti che comporta". "Inoltre - dice Schettino -, non si tratta di un fenomeno eliminabile a piacere, anche perché la presenza immigrata è funzionale allo sviluppo del Paese, essendo un puntello al nostro malandato andamento demografico e alle carenze del mercato occupazionale".

Secondo il presidente della commissione migrantes, tra l'altro, i dati del nuovo Dossier Caritas ridimensionano l'allarme criminalità legato agli immigrati ed al contempo sembrano far "vacillare anche il cliché degli 'italiani brava gente' a seguito dei ricorrenti atti di razzismo e intolleranza nei confronti degli immigrati". Per questo, conclude monsignor Schettino, "bisogna cambiare e favorire condizioni di vita più serene per noi stessi e per gli immigrati" e "favorire un loro inserimento nella società". Un processo che comporta diritti e doveri, sostiene la Cei, ma che può passare anche attraverso le regolarizzazioni per chi lavora, la concessione della cittadinanza e maggiori aperture sul voto amministrativo.

 

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