La pressione dell’omologazione, l’egoismo altrui lo hanno spinto verso la più triste e irreversibile delle scelte Con lui si è chiusa l’epoca degli ideali della società nuova. Ora, in questa fase di passaggio, dove il ricordo di quegli ideali fluttua nell’aria, sta a noi restituire fiato alle travolgenti spinte del secolo scorso.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha annunciato di aver inviato in Libia un’equipe di esperti che dovranno valutare la situazione riguardante una sospetta epidemia di peste bubbonica, che stando alle stesse autorità del paese si starebbe diffondendo nella zona della città Tobruk. I vertici di Tripoli hanno inoltre reso noto il numero dei primi casi, che per il momento si attestano tra i 16 e i 18.
Vent’anni dopo l’ultimo episodio di peste, la Libia torna quindi a dover fare i conti con la pericolosa malattia, che solitamente viene trasmessa da insetti, in particolar modo dalla pulce del ratto, e si presenta con fastidi alle articolazioni e ai muscoli, febbre, nausea e ingrossamento delle ghiandole. Intanto John Jabbour, specialista dell’Oms al Cairo, ha spiegato che l’Organizzazione Mondiale della Sanità non ha ancora chiarito al meglio la situazione e solo domani partirà la missione sul campo per definire al meglio lo stato delle cose e prendere così delle contro misure. Sempre Jabbour ha infine ricordato che nel XVI secolo la peste nera provocò 75 milioni di vittime, per la maggior parte residenti in Europa, e che la stessa città di Tobruk più di recente ha dovuto affrontare già un’altra emergenza dovuta sempre alla peste bubbonica.
Liso Pietro