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La pressione dell’omologazione, l’egoismo altrui lo hanno spinto verso la più triste e irreversibile delle scelte Con lui si è chiusa l’epoca degli ideali della società nuova. Ora, in questa fase di passaggio, dove il ricordo di quegli ideali fluttua nell’aria, sta a noi restituire fiato alle travolgenti spinte del secolo scorso.

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Influenza suina creata dall’uomo? L’OMS indaga

La notizia shock è stata data da Adrian Gibbs, ricercatore australiano che nelle scorse ore ha inviato all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e ai Centri statunitensi per il controllo delle malattie (Cdc) un dettagliato rapporto nel quale ha avanzato l’ipotesi che il virus A/H1N1, responsabile della meglio conosciuta influenza suina, sarebbe nato per errore umano in laboratorio. A confermare  la tesi di uno dei padri dell’antivirale oseltamivir ci sarebbero delle evidenze scientifiche, quali appunto profili genetici particolari del virus, che fanno supporre che esso sia stato coltivato in uova di laboratorio.

Al momento l’OMS non ha dato alcuna comunicazione ufficiale a riguardo, ma ha aperto un’indagine volta a far chiarezza sulla vicenda. Intanto la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità ha diffuso un bolletino contenente i dati relativi alla diffusione del virus A/H1N1. Al momento la situazione più difficile si sta vivendo in Messico, dove si sono registrati 2059 casi e 56 morti; a seguire gli Stati Uniti con 3 decessi e 2600 contagiati, il Canada con 330 casi e 1 morto e infine il Costa Rica dove è spirata solo una delle 8 persone colpite.  Nel resto del globo non si registrano decessi, ma l’allerta rimane comunque alta anche in Europa, dove la Spagna detiene il record con 95 casi d’influenza suina, seguita dall’Inghilterra con 55 contagi. Basso al momento il pericolo nel nostro paese, visti i 9 individui colpiti senza gravi ripercussioni dalla malattia.

 

Liso Pietro

Secondo Gibbs, che studia l'evoluzione dei virus, il microrganismo non sarebbe un prodotto della natura. I geni del nuovo H1N1, sostiene, mostrano di essersi evoluti troppo rapidamente di quanto ci si aspetterebbe trattandosi di un virus 'cresciuto' nei maiali. Potrebbe aver trascorso del tempo in un ospite intermedio, prima di passare all'uomo, come volatili o mammiferi marini, ma potrebbe anche essere stato coltivato in uova di laboratorio - è la tesi dello scienziato australiano - e questo spiegherebbe l'insolita rapidità della sua evoluzione. Per sopravvivere in questo ambiente nuovo, spiega, il virus deve adattarsi rapidamente, cosa che invece non farebbe a tale velocità crescendo in un 'ospite' che già ben conosce. Il risultato sono le mutazioni genetiche identificate dagli scienziati nel nuovo H1N1. Le uova sono usate nei laboratori e nei siti di produzione di vaccini, per far crescere i virus influenzali.

Gibbs, che ha presentato le sue conclusioni a una rivista scientifica per la pubblicazione, ha informato della sua teoria l'Oms nel week end appena trascorso. "Non c'era alcun segnale - ha affermato il virologo, secondo quanto si legge sul 'Canadian Press' - che le autorità stessero seriamente prendendo in considerazione la possibilità che il virus fosse un prodotto di laboratorio. Mi è sembrata una buona idea venire allo scoperto e dire 'i dati mi fanno pensare questo. Sarebbe ora di indagare'". L'Oms ha chiamato a raccolta i ricercatori dei principali laboratori di virologia per verificare se quest'ipotesi ha fondamento. Gli esperti stanno ancora lavorando, ma le prime analisi non supporterebbero la teoria di un'origine del virus in laboratorio.

Intanto le autorità cinesi hanno confermato oggi un secondo caso di influenza da virus H1N1. A denunciarne i sintomi è stato un ragazzo di 19 anni rientrato dal Canada. Il test effettuato sul paziente ricoverato in isolamento in un reparto dell'ospedale di Jinan, nella provincia di Shandong, ha confermato il contagio. Migliorano intanto le condizioni di salute del primo paziente che si è ammalato dopo il suo rientro dagli Stati Uniti.

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