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La pressione dell’omologazione, l’egoismo altrui lo hanno spinto verso la più triste e irreversibile delle scelte Con lui si è chiusa l’epoca degli ideali della società nuova. Ora, in questa fase di passaggio, dove il ricordo di quegli ideali fluttua nell’aria, sta a noi restituire fiato alle travolgenti spinte del secolo scorso.

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GRAPPA................e la LEGA

 

 

 

«Con l'approvazione di questa legge sarà semplicemente legalizzata un'attività che già oggi è molto diffusa. Non ci saranno produttori improvvisati ma usciranno dall'ombra quelli attivi già da anni. Sanno come si fa, non creeranno nessun pericolo».

Riponete semini e fertilizzante (siete i soliti radicali): grappa, stiamo parlando di grappa. Grazie alla Lega sarà finalmente legale produrre la grappa in casa, con gli alambicchi e le damigiane e tutto l'occorrente, previa autorizzazione dell'ispettorato, ed esclusivamente per utilizzo personale o degustazioni gratuite.

Ora, non è questione di benaltrismo o di snobismo o droghismo o altri parole orribili in -ismo perlopiù inventate dal giornalismo (eccone un'altra), ma ci tengo a dire una cosa che forse è sfuggita all'onorevole Vallardi: la grappa fa male*. Intendiamoci, a me frega poco; se Vallardi consuma cinquanta litri di grappa in un anno è un problema assolutamente suo, del CICAP e dei suoi donatori di fegato. Anzi, sono molto contento che si sia deciso di legalizzare un'attività salutare e dalle importanti radici culturali e territoriali come la produzione di superalcolici potenzialmente velenosi tramite mezzi di fortuna assemblati nel garage. Spero vivamente che Vallardi abbia ragione e che questo importante provvedimento permetta di perpetuare l'antica tradizione degli assaggi gratuiti, nonché di far uscire infine dall'ombra il colossale giro d'affari costituito dal commercio di grappa fatta in casa, sottraendolo alla criminalità organizzata, ad Al Qaida e a mio nonno alpino.

Tuttavia devo ribadire: la grappa fa male**. Lo dico perché un semplice confronto (e qui forse alcuni lettori leghisti potrebbero avere difficoltà a seguire il ragionamento) tra grappa e cannabis, viste entrambe come sostanze psicotrope (nel vocabolario la P sta dopo la O (la O è quella a forma di palla)), porta rapidamente a concludere che se la pianticella di marijuana sul balcone è fuorilegge allora la distilleria di grappa nel soggiorno è crimine contro l'umanità. A questo punto dalla prossima sagra del fagiolo borlotto a Pederobba mi aspetto assaggi gratuiti di tutt'altro tipo di prodotti vegetali.

E sempre a proposito di alcool, vorrei provare a far capire ad eventuali lettori pidiellini da Montecitorio che abbassare la soglia consentita di alcool nel sangue non è una cosa che si può fare all'infinito. Se abbassi troppo aumenta il numero di falsi positivi, finché, ponendo la soglia a ZERO, stai di fatto dicendo che il test considera positivi TUTTI i risultati (regione critica di area uno: qualunque sia il valore rilevato, l'ideatore del test è un cretino). Ma la vera domanda è: a chi sto parlando? Perché cerco di spiegare queste cose a qualcuno che, se non ha abbandonato il post all'altezza della parola "potenzialmente", ha comunque difficoltà con i concetti di "zero" e di "Montecitorio"? E soprattutto, cos'è e perché esiste l'Istituto Nazionale Grappa?

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