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La pressione dell’omologazione, l’egoismo altrui lo hanno spinto verso la più triste e irreversibile delle scelte Con lui si è chiusa l’epoca degli ideali della società nuova. Ora, in questa fase di passaggio, dove il ricordo di quegli ideali fluttua nell’aria, sta a noi restituire fiato alle travolgenti spinte del secolo scorso.

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POTERI SPECIALI........è finita la democrazia

Per la Corte di Giustizia europea il nostro Paese è venuto meno agli obblighi previsti dalla legislazione Ue.
Golden share, Ue condanna l'Italia

"Poteri speciali troppo generici"



BRUXELLES - Prevedendo "Golden shares" che permettono l'esercizio di "poteri speciali" dello Stato nelle imprese nelle quali la mano pubblica mantiene una partecipazione, l'Italia "è venuta meno agli obblighi" previsti dalla legislazione europea. "Ciò - si legge nella sentenza - scoraggerebbe gli investitori che intendono stabilirsi in Italia al fine di esercitare un'influenza sulla gestione delle imprese. Inoltre esso va oltre quanto necessario per tutelare gli interessi pubblici che ne costituiscono l'oggetto". E' questa la conclusione della terza sezione della corte di giustizia Ue che ha condannato il nostro Paese. Una delle clausole sui poteri speciali è stata inserita negli statuti di Eni, Telecom Italia, Enel e Finmeccanica. La sentenza precisa che il decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 10 giugno 2004 relativo, appunto, alla definizione dei criteri di esercizio dei poteri speciali detenuti dalla Stato per l'applicazione delle norme per l'accelerazione delle procedure di dismissioni di partecipazioni dello Stato e degli enti pubblici in società per azioni, "è formulato in modo generico ed impreciso". Per i giudici Ue la mancanza di precisione sulle circostanze che consentono di esercitare questi poteri pregiudicano gli investitori che non sanno quando questi poteri possono trovare applicazione. Nel mirino i poteri speciali di opposizione all'assunzione da parte di investitori di partecipazioni rilevanti, che rappresentino almeno il 5% dei diritti di voto, e alla conclusione di patti o accordi tra azionisti che rappresentino almeno il 5% dei diritti di voto; veto all'adozione delle delibere di scioglimento delle società, di trasferimento dell'azienda, di fusione, di scissione, di trasferimento della sede sociale all'estero, di cambiamento dell'oggetto sociale, di modifica dello statuto che sopprimono o modificano i poteri speciali, la nomina di un amministratore senza diritto di voto.

Tratto da:
http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/economia/condanna-golden-share/condanna-golden-share/condanna-golden-share.html?rss

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