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26 novembre 2009 4 26 /11 /novembre /2009 11:48

Ritirata una partita del farmaco

Un numero insolito di reazioni allergiche «gravi» al vaccino contro il virus H1N1 dell’influenza pandemica è stato registrato recentemente in Canada, dove un lotto della casa farmaceutica GlaxoSmithKline è stato richiamato. Lo ha annunciato l’Oms (Organizzazione mondiale della Sanità).«Un numero insolito di allergie gravi al vaccino è stato registrato in Canada», ha dichiarato un portavoce dell’Oms, Thomas Abraham.

«Le autorità canadesi hanno richiamato un lotto del vaccino di Gsk» ed «effettuano le ricerche» necessarie per stabilire le cause di queste allergie, ha aggiunto senza dare ulteriori precisazioni, soprattuto sul numero esatto di casi gravi accertati. Ha assicurato che l’Oms non raccomanda allo stato attuale di osservare un’attenzione particolare ai vaccini e non cambia le sue raccomandazioni al riguardo. «Dobbiamo innanzi tutto comprendere ciò che è accaduto in Canada», ha insistito il portavoce.

Allarme anche per un possibile mix tra l'influenza aviaria e la A. Il virus dell’aviaria si è risvegliato in Nord Africa e in Asia, e l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) invita i Paesi interessati a tenerlo sotto stretto controllo. Il timore è infatti che l’H5N1 si combini con il virus H1N1 dell’influenza A, dando origine a una nuova variante più letale per l’uomo. L’allerta arriva dall’Ufficio regionale Ovest Pacifico dell’agenzia ginevrina, che mette in guardia contro nuovi focolai di aviaria tra il pollame in Egitto, Indonesia, Thailandia e Vietnam. L’Ufficio Oms con sede a Manila, nelle Filippine, ricorda che le popolazioni a stretto contatto con gli uccelli malati rischiano di l’infezione. E assicura di monitorare da vicino l’eventualità che il virus della nuova influenza A si combini con l’H5N1, generando un pericoloso ’mix’ potenzialmente più mortale dell’H1N1 responsabile della pandemia che ha già ucciso oltre 6 mila persone nel pianeta.

«Non sappiamo se accadrà - precisa Shin Young-Soo, direttore dell’Ufficio regionale Oms Ovest Pacifico - ma siamo consapevoli del rischio e siamo in allerta», impegnati a controllare ogni possibile evoluzione dello scenario attuale. La stessa attenzione deve essere messa in atto da ogni Paese, è l’appello dell’Oms che ribadisce l’imprevedibilità di tutti i virus influenzali. «Nelle aree in cui l’H1N1 è endemico - spiega Shin - noi, con i nostri partner e i governi nazionali, stiamo lavorando per costruire sistemi di sorveglianza in grado di individuare eventuali cambiamenti nel comportamento virale». L’obiettivo è potenziare la «capacità di risposte rapide per ridurre potenziali minacce per la salute dell’uomo». Dal 2003 focolai epidemici di virus aviario H5N1 sono stati segnalati nel pollame di 60 Paesi tra Asia, Europa e Nord Africa, portando alla soppressione di milioni di uccelli.

 

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21 novembre 2009 6 21 /11 /novembre /2009 08:06

GINEVRA - E' stata registrata in Norvegia una mutazione del virus h1n1 della nuova influenza in tre casi distinti. Lo ha annunciato oggi l'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms). Il virus era stato isolato da due casi di decessi avvenuti in Norvegia e da un paziente con la malattia allo stato avanzato. Gli scienziati hanno analizzato 70 pazienti in condizioni cliniche senza però riscontrare il cambiamento e questo proverebbe la lenta espansione nel Paese.

L'Oms ha fatto notare che mutazioni dello stesso tipo erano già state riscontrate in Brasile, Cina, Giappone, Messico, Ucraina e Usa all'inizio di aprile ma non c'era stata alcuna evidenza di ulteriori contagi o casi di morte. L'analisi fa parte del sistema di sorveglianza sul virus pandemico attivato in Norvegia che, con 23 casi di morti per influenza, è tra gli stati meno colpiti d'Europa. Secondo il documento dell'Istituto il cambiamento del virus non appare influire sull'efficacia del vaccino o del trattamento antivirale.

L'Oms ha infatti precisato che la mutazione resta sensibile agli antivirali, Oseltamivir-Tamiflu e Zanamivir e che gli "studi mostrano come i vaccini pandemici attualmente disponibili conferiscano protezione". Secondo Gianni Rezza, epidemiologo dell'Istituto superiore di Sanità: "La mutazione lascia inalterata l'efficacia di antivirali e vaccino. Inoltre il fatto che tali mutazioni sporadiche si riscontrino da un certo periodo indica che il virus mutato non ha una grande capacità diffusiva ed è meno contagioso". Non è della stessa opinione il professor Fabrizio Pregliasco, virologo all'università di Milano, che ha detto: "La mutazione del virus dell'influenza A può invece incidere sul vaccino, riducendo la percentuale di protezione".

Le autorità sanitarie statunitensi hanno comunicato in serata che quattro persone nello stato del North Carolina sono risultate positive a un tipo di virus della nuova influenza resistente in effetti al farmaco Tamiflu. I quattro casi sono stati registrati presso il centro medico della Duke University, a Durham, nelle ultime sei settimane.

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8 novembre 2009 7 08 /11 /novembre /2009 10:14

 

 

  • Incidenza settimanale dell’influenza nella popolazione: 0,9 per cento
  • Numero dei casi settimanali stimati in base all’incidenza: 540mila
  • Percentuale di decessi in rapporto ai malati dall’inizio della pandemia : 0,0032 per cento
  • Decessi dall’inizio della pandemia: 29
  • Vaccinati al 1 novembre: 41 mila

 

 

 

Sorveglianza dell’epidemia

 
 

Casi e incidenza

In base al dati del sistema di sorveglianza Influnet basato sui medici sentinella, i casi di influenza settimanali stimati sono circa 540mila. In totale dal 19 ottobre, giorno di avvio della sorveglianza Influnet, al 1 novembre, sono stimati 785 mila casi nel nostro Paese.

Le Regioni dove si registra la più ampia diffusione del virus sono la Campania con un incidenza dell’1,5 per cento e la Lombardia (1,3), seguite da Emilia Romagna, Marche e Lazio (1,1).

I più colpiti sono bambini e adolescenti, da zero a 14 anni, con un’incidenza pari al 2,8 per cento dei casi in media (1,7 nei più piccoli da zero a 4 anni e 3 per cento dai 5 ai 14). Tra i giovani e gli adulti dai 15 ai64 anni l’incidenza dell’influenza è dello 0,5 per cento mentre tra persone dai 65 anni in su è lo 0,1 per cento.

 

 

Casi che necessitano di assistenza respiratoria

Le Regioni hanno segnalato fino ad oggi al Ministero 161 ricoveri in ospedale per complicanze di cui 75 che richiedono cure di alta specializzazione e assistenza respiratoria: una quota pari allo 0,014 per cento delle persone che hanno contratto l’influenza dall’inizio della pandemia.

 

Decessi

La percentuale delle vittime correlate all’influenza A è lo 0,0054 per cento dei malati contro lo 0,2 per cento dei  decessi correlati alla normale influenza.

Alle ore 17,00 del 7 novembre le vittime  correlate alla nuova influenza A sono 29. Si tratta di casi accertati, per  altri  casi segnalati sono incorso ulteriori approfondimenti. Tutti i soggetti tranne uno, presentavano gravi patologie pregresse.

 

Situazione in Italia

Totale decessi Italia                                                            29

Regione                                                                   

Campania                                                                   11

Lombardia                                                                 5

Emilia Romagna                                                        3

Piemonte                                                                   3

Lazio                                                                          2

Molise                                                                        1

Sicilia                                                                         1

Toscana                                                                     1

Umbria                                                                       1

Veneto                                                                       1

 

Situazione europea (fonte ECDC)

Totale decessi                                                          389

di cui                                                            

Gran Bretagna                                                           154

Spagna                                                                       73

Francia                                                                                  49

 

 

Situazione mondiale (fonte ECDC)

Totale decessi                                                          6394

di cui                                                            

Brasile                                                                        1368

Stati Uniti d’America                                                 1004

Argentina                                                                   593

 

 

 

Vaccinazione della popolazione

 
 

Distribuzione

La Conferenza Stato-Regioni ha raggiunto il 5 novembre un’Intesa in base alla quale entro fine novembre verranno consegnate 5 milioni di dosi di vaccino in vari tipi di confezionamento. Ciò consente la programmazione della offerta attiva, da parte delle Regioni, della vaccinazione pandemica a tutti i soggetti a rischio individuati dalle Ordinanze ministeriali.

Intanto continua la distribuzione dei vaccini alla Regioni, iniziata il 12 ottobre. Con la terza distribuzione, che si concluderà  domenica 8 novembre saranno distribuite alle Regioni complessivamente quasi 2,5 milioni di dosi.

Al 1 novembre la vaccinazione è stata avviata in 18 Regioni e Province autonome. Entro il 9 novembre sarà avviata in tutte le Regioni. 

 

 

Vaccinati

In base ai dati pervenuti all’Istituto superiore di sanità sono state vaccinate al 1° novembre oltre 41 mila persone nelle 18 Regioni che hanno iniziato la vaccinazione, sulla base della pianificazione della campagna prevista da ciascuna Regione.

Entro il 9 novembre in tutte le Regioni sarà avviata la vaccinazione.

In particolare le Regioni sono state sollecitate a vaccinare con la maggiore rapidità le donne al secondo e terzo trimestre di gravidanza e i soggetti dai 6 mesi ai 64 anni appartenenti alle categorie a rischio per patologie preesistenti, con priorità assoluta per i bambini.

 

 

 

Azioni di governo

 
 

L’Organizzazione mondiale della sanità l’11 giugno 2009 ha dichiarato lo stato di pandemia influenzale con il passaggio alla fase di massima allerta.

La pandemia è causata da un nuovo virus influenzale A/H1N1 che si è diffuso da marzo 2009 a partire dal Messico in tutto il mondo.

Il Governo ha immediatamente assunto tutte le misure per fronteggiare la pandemia influenzale e tutelare la salute dei cittadini.

Il Ministero ha istituito il 24 aprile un’apposita Unità di Crisi presieduta dal Viceministro Ferruccio Fazio. Ecco le principali azioni:

 

  • Controlli e contenimento fase iniziale

Nella prima fase della diffusione della malattia sono state applicate tutte le misure di controllo e contenimento dell’infezione atte a limitare il diffondersi del virus. Ciò ha evitato nel nostro Paese una prima ondata epidemica prima dell’estate 2009 che invece si è verificata in altri Paesi europei. Tra le misure di prevenzione più efficaci si ricorda la pronta identificazione dei casi nei viaggiatori provenienti da zone affette, la profilassi dei loro contatti stretti, la promozione delle regole di igiene e protezione individuali come il lavaggio delle mani.

 

  • Vaccinazione della popolazione

Il Governo ha predisposto una strategia vaccinale per fronteggiare l’ondata epidemica di nuova influenza A (H1N1) in atto nella stagione influenzale 2009-2010 ed eradicare l’epidemia da nuovo virus A(H1N1) nel nostro Paese. E’ prevista a vaccinazione del 40% della popolazione italiana a partire dai lavoratori dei servizi essenziali, come il personale sanitario, e delle categorie a rischio di complicanze (bambini e adulti con malattie croniche nella fascia di età dai 6 mesi ai 64 anni, donne in gravidanza nel secondo e terzo trimestre). E’ attivo il monitoraggio della campagna vaccinale.

 

  • Scorte farmaci antivirali

Il Ministero dispone di quaranta milioni di dosi di farmaci antivirali, tre dei quali sotto forma di principio attivo in polvere che, mano a mano che sono progressivamente incapsulate dall’Istituto Chimico Farmaceutico Militare di Firenze, sono distribuite alle Regioni. Il Ministero ha inoltre emanato raccomandazioni puntuali per l’uso corretto degli antivirali.

 

  • Gestione casi gravi

Il Ministero ha fornito un primo orientamento agli operatori nella gestione delle forme gravi e complicate di influenza da nuovo virus A(H1N1) e promosso presso le Regioni e Province autonome l’identificazione dei centri a cui far afferire i pazienti colpiti da insufficienza respiratoria acuta. Vengono inoltre definiti i criteri per la gestione dei pazienti, in particolare riguardo l’accesso alla terapia intensiva e il successivo percorso all'interno dei centri di terapia intensiva che compongono le reti regionali.

 

  • Sorveglianza dell’epidemia

A partire dal 19 ottobre 2009, la sorveglianza dell’influenza è basata sul sistema Influnet, che raccoglie i casi della rete dei medici sentinella registrati tra i propri assistiti nonché i dati sui virus circolanti dalla rete dei laboratori accreditati.

Viene inoltre effettuato il monitoraggio dei casi ospedalizzati, delle forme gravi e dei decessi.

 

  • Sorveglianza sentinella degli accessi ai Pronto Soccorso

Il Ministero e l’Istituto superiore di sanità hanno avviato in collaborazione con le Regioni una specifica sorveglianza degli accessi ai Pronto Soccorso. I dati saranno trasmessi su base settimanale.

  • Farmacovigilanza

Nell’ambito degli interventi coordinati dall'Unità di crisi, l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA)  ha predisposto un Piano Nazionale di Farmacovigilanza per il monitoraggio della sicurezza dei vaccini pandemici e degli antivirali in corso di pandemia influenzale. Il sistema è attivo dal mese di ottobre.

 

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1 ottobre 2009 4 01 /10 /ottobre /2009 10:04

Documento aggiornato in base alla “Guida all’uso di mascherine facciali e respiratori”; fornisce

linee guida provvisorie, passibili di aggiornamento

Premessa

Il virus della nuova influenza AH1N1v può provocare un’ampia gamma di sintomi e segni, in

particolare febbre, tosse, mal di gola, dolori muscolari e articolari, brividi, debolezza, malessere

generale; sono stati segnalati anche segni e sintomi come diarrea e vomito. Come l’influenza

stagionale o “classica”, anche la nuova influenza da virus AH1N1v può presentarsi in forme di

gravità variabile, da molto lievi a forme gravi e complicate da polmonite e insufficienza respiratoria

e può essere, in rari casi mortale. Il tasso di letalità della nuova influenza H1N1v nei paesi

dell’Unione Europea e dell’EFTA attualmente è dello 0,21 %, mentre a livello globale è dello

0,98% (Dati ECDC ed OMS, aggiornati agosto 2009)

Alcuni gruppi di popolazione, tra cui le donne in stato di gravidanza ed i soggetti con malattie

croniche preesistenti (diabete, malattie cardiovascolari e polmonari, obesità patologica) possono

presentare un maggiore rischio di forme gravi e complicate in seguito ad infezione da virus

AH1N1v. Talvolta si possono verificare infezioni batteriche possono verificarsi

contemporaneamente (superinfezioni) o subito dopo l’infezione da virus influenzale (sia quelli

classici che il nuovo virus AH1N1v) con conseguenti polmoniti, otiti o sinusiti.

Con queste informazioni si intende fornire una guida per la cura a domicilio in condizioni di

sicurezza di persone malate nel corso di una epidemia o di una pandemia influenzale

Come si trasmette l’influenza

Il modo principale con cui i virus influenzali si trasmettono da persona a persona è attraverso le

goccioline di secrezioni respiratorie emesse con la tosse, lo starnuto e mentre si parla. Con la tosse e

lo starnuto le goccioline possono arrivare anche ad un metro di distanza dalla persona che le ha

emesse, mentre parlando raggiungono una distanza di 15-20 cm, potendosi così depositarsi sulle

mucose di bocca, naso e occhi di altre persone. I virus influenzali (come altri germi) possono essere

trasmessi anche per via indiretta, toccando superfici (maniglie, rubinetti, corrimani, piani di lavoro,

telefoni) e oggetti d’uso personale (biancheria, fazzoletti) contaminati da secrezioni respiratorie di

persone infette e poi portando agli occhi, al naso e alla bocca le mani non lavate

In caso di cura a domicilio di persone con nuova influenza AH1N1:

Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria – Uffici III e V

2

Evitare contatti ravvicinati (meno di 1 metro) con altri e non andare al lavoro o a scuola se

malati

Verificare con il medico di medicina generale, il pediatra o il ginecologo la necessità di

terapie particolari in relazione a malattie croniche preesistenti come diabete, asma o

enfisema, malattie cardiache o allo stato di gravidanza.

Verificare con il medico di medicina generale, il pediatra o il ginecologo la necessità di

terapia con farmaci antivirali

Rimanere a casa per almeno 7 giorni dall’inizio dei sintomi o fino a completa risoluzione dei

sintomi per almeno 24 ore, qualunque sia stata la loro durata, a meno che non sia necessario

uscire per recarsi dal medico o per altre impellenti necessità.

Rimanere a riposo quanto più possibile

Bere in abbondanza liquidi non alcolici (come acqua, infusi e tisane, brodo, succhi di frutta,

spremute, integratori di sali minerali per attività sportive) per prevenire la disidratazione

Coprire la bocca ed il naso quando si tossisce e starnutisce, possibilmente con un fazzoletto

di carta, da gettare immediatamente nella spazzatura dopo l’uso.

Lavare spesso le mani con acqua calda e sapone o con detergenti a base di alcol e soprattutto

dopo avere tossito e starnutito e avere soffiato il naso. Ricordare che in caso di:

- Lavaggio con acqua e sapone

o Usare acqua calda

o Strofinare le mani insaponate per 15-20 secondi

- Detersione con detergenti a base di alcol

o Non aggiungere acqua

o Strofinare il prodotto sulle mani fino che queste non ritornano asciutte

Indossare una mascherina chirurgica, se disponibile e tollerata, quando si condividono spazi

comuni con altri componenti della famiglia per ridurre le possibilità di diffusione dei virus:

ciò è particolarmente importante in caso di presenza di familiari a maggior rischio di forme

gravi e complicate di influenza. Per maggiori informazioni vedere la Guida per l’uso di

mascherine facciali e respiratori.

Prestare attenzione a segni e sintomi (vedi sotto) che possono essere indicare la necessità di

chiamare il medico o rivolgersi al Pronto soccorso

I farmaci sintomatici (medicine che aiutano ad alleviare i sintomi dell’influenza)

Il medico, il pediatra il ginecologo o il farmacista vanno sempre consultati sull’uso corretto e sicuro

dei medicinali

I farmaci antivirali possono aiutare ad alleviare e ridurre i sintomi dell’influenza, ma richiedono una

prescrizione medica; la maggior parte delle persone non ha bisogno di farmaci antivirali per guarire

completamente e rapidamente dall’influenza; i farmaci antivirali vanno idealmente riservati alle

persone a rischio di complicazioni per patologie croniche preesistenti e a quelle con forme gravi e

complicate che richiedono il ricovero in ospedale(Circolare n. DGPREV.V/33297 del 22 luglio

2009: Aggiornamento delle indicazioni relative all’impiego dei farmaci antivirali per l’Influenza da

virus influenzale AH1N1v, consultabile all’indirizzo: http://www.normativasanitaria.it/normsanpdf/

0000/29449_1.pdf)

Deve essere quindi il medico a stabilire la necessità di trattamento con farmaci antivirali.

Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria – Uffici III e V

3

L’influenza può essere accompagnata o complicata da infezioni batteriche; pertanto, alcune persone

potrebbero necessitare di terapia antibiotica. Forme più gravi e prolungate di malattia, oppure il

peggioramento dei sintomi dopo una fase di miglioramento possono essere indizi di superinfezioni

o complicazioni batteriche; anche in questi casi deve essere un medico a stabilire e prescrivere la

terapia antibiotica più appropriata .

ATTENZIONE:

L’acido acetilsalicilico (aspirina) ed i farmaci a base di aspirina NON devono essere

somministrati ai bambini e ragazzi al di sotto di 18 anni con influenza, per il rischio di

sindrome di Reye (Circolare n. DGPREV.V/33541 del 23 luglio 2009: Prevenzione e

Controllo dell’Influenza, raccomandazioni per la stagione 2009-2010, indirizzo:

http://www.normativasanitaria.it/normsan-pdf/0000/29731_1.pdf.

Controllare attentamente la composizione dei farmaci da banco e dei farmaci per influenza

per vedere se contengono acido acetilsalicilico

Per mitigare i sintomi dell’influenza a bambini sopra i 5 anni e ragazzi al di sotto dei 18 anni

possono essere somministrati paracetamolo o ibuprofrene

Ai bambini di età inferiore a 5 anni NON vanno mai dati farmaci, anche se da banco, senza

avere prima consultato il pediatra

La cura migliore per bambini sotto i due anni è l’uso regolare di un umidificatore e

l’aspirazione del muco dalle cavità nasali

La febbre ed i dolori (muscolari, articolari, cefalea) possono essere trattati con paracetamolo o

ibuprofene o altri antinfiammatori non steroidei .

Si tratta di farmaci da banco, vendibili senza ricetta medica e di farmaci da vendere dietro

presentazione di ricetta medica; nell’uno o nell’altro caso, usati in modo appropriato seguendo le

istruzioni del foglietto illustrativo, sia i farmaci da banco che quelli a prescrizione medica possono

alleviare sintomi come tosse e congestione nasale, ma non hanno alcun effetto sulla contagiosità

della persona (non riducono l’infettività ) .

Controllare attentamente la composizione per verificare se i farmaci contengono già

paracetamolo o ibuprofene prima di prendere dosi aggiuntive di tali farmaci

NON raddoppiare le dosi

I pazienti con malattie renali o problemi gastrici (ulcera, gastrite) debbono consultare il medico

prima di assumere farmaci antinfiammatori non steroidei

Quando rivolgersi al Pronto Soccorso

Se la persona ammalata a casa presenta:

Difficoltà di respiro o dolore toracico

Dolore o senso di oppressione al torace o all’addome

Colorito violaceo o bluastro delle labbra

Vomito e incapacità di trattenere i liquidi ingeriti

Segni di disidratazione come vertigini, anuria (assenza di orinazione) oppure nei bambini

assenza di lacrime quando piangono

Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria – Uffici III e V

4

ConvulsioniConfusione e assenza di responsività

Chiedere immediatamente l’intervento del medico di famiglia, del pediatra o della Guardia Medica,

o rivolgersi al Pronto Soccorso per un eventuale ricovero in ospedale

Azioni per ridurre la diffusione dell’influenza in ambito domestico

Quando si presta assistenza ad un familiare ammalato di influenza, i mezzi migliori per proteggere

se stessi e gli altri componenti della famiglia sono:

Tenere per quanto possibile l’ammalato separato dagli altri, ed in particolar modo da quelli a

maggior rischio di forme gravi complicate di influenza e dalle donne incinte

Ricordare all’ammalato di coprire la bocca ed il naso quando starnutisce e tossisce e di

lavare spesso, specialmente dopo avere tossito e starnutito, le mani con acqua e sapone o

detergenti a base di alcol .

Fare in modo che ognuno a casa lavi spesso le mani con acqua e sapone o detergenti a base

di alcol; fare particolare attenzione ai bambini ed aiutarli a tenere pulite le mani.

Ricordare che in caso di :

o Lavaggio con acqua e sapone

Usare acqua calda

Strofinare le mani insaponate per 15-20 secondi

o Detersione con detergenti a base di alcol

Non aggiungere acqua

Strofinare il prodotto sulle mani fino che queste non ritornano asciutte

Chiedere al medico se i contatti familiari della persona malata, particolarmente coloro a

maggior rischio di forme gravi e complicati perché con patologie croniche o in stato di

gravidanza, debbano assumere farmaci antivirali (oseltamivir : Tamiflu® oppure zanamivir

Relenza®) a scopo di profilassi

Le persone appartenenti a gruppi a maggior rischio di forme gravi e complicate di influenza

dovrebbero cercare di astenersi da contatti ravvicinati (meno di 1,5 metri) con familiari

ammalati di influenza: se il contatto ravvicinato non è evitabile può essere utile indossare

una mascherina chirurgica o un respiratore con filtrante facciale. I neonati ed i lattanti non

dovrebbero essere accuditi da familiari ammalati (vedere Guida per uso di mascherine e

respiratori) .

Collocazione della persona malata

Tenere la persona malata in una stanza separata dalle aree comuni della casa (cucina,

soggiorno; etc…): la soluzione ideale sarebbe una stanza “per ospiti” con bagno separato.

La porta della stanza dove si trova la persona malata deve essere tenuta chiusa.

A meno di impellenti necessità (quali le visite mediche o l’acquisto di viveri) le persone

malate di influenza devono rimanere a casa e ridurre al minimo indispensabile i contatti con

altre persone (familiari inclusi) evitando di uscire, mettersi in viaggio, andare al lavoro o a

scuola per 7 giorni dall’inizio dei sintomi o fino a completa risoluzione dei sintomi per

almeno 24 ore, qualunque sia stata la loro durata; tenere presente che i bambini, e

specialmente quelli più piccoli possono rimanere infettanti per gli altri per periodi più lunghi

di 7 giorni dall’inizio dei sintomi.

Fare indossare alla persona malata una mascherina, se disponibile e tollerata, e coprire il

naso e la bocca con un fazzoletto quando tossisce e starnutisce, nel caso debba lasciare

l’abitazione per una necessità urgenti (esempio visita medica o ricorso al Pronto Soccorso),

Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria – Uffici III e V

5

Fare indossare alla persona malata una mascherina, se disponibile e tollerata, e coprire il

naso e la bocca con un fazzoletto, nel caso debba soggiornare in parti comuni della casa e

venire a contatto con altre persone.

Fare usare, se possibile, un bagno separato, da pulire giornalmente con disinfettanti ad uso

domestico (esempio: varechina e altri prodotti a base di cloro,detergenti a base di ammonio

quaternario, lisoformio)

Proteggere le altre persone della casa

La persona malata non dovrebbe ricevere visite se non quelle del medico.

Se possibile, affidare la cura del malato/i ad un solo adulto. Le persone a maggior rischio di

formi gravi e complicate di influenza e le donne incinte debbono essere escluse – se

possibile – dall’assistenza alla persona malata.

Le persone a rischio di complicazioni da influenza dovrebbero cercare di mantenere una

distanza di almeno 1,5 metri dai familiari ammalati di influenza; nel caso in cui contatti più

avvicinati siano inevitabile, può essere utilizzata una mascherina o un facciale filtrante, se

disponibili e tollerati (vedere Guida per uso di mascherine e respiratori)

Evitare, se possibile, che siano le donne in stato di gravidanza a prendersi cura dei familiari

malati: in gravidanza si può verificare uno stato di relativa immunosoppressione e le donne

incinte sono a maggior rischio di forme gravi e complicate di influenza (vedere anche

Circolare n. DGPREV.V/33541 del 23 luglio 2009: Prevenzione e Controllo dell’Influenza,

raccomandazioni per la stagione 2009-2010, consultabile all’indirizzo:

http://www.normativasanitaria.it/normsan-pdf/0000/29731_1.pdf.)

Evitare, se possibile, che familiari ammalati accudiscano neonati e lattanti e altri soggetti

facenti parti di gruppi a maggior rischio di forme gravi e complicate di influenza

TUTTI i componenti del nucleo familiare o occupanti lo stesso alloggio dovrebbero lavare

le mani con acqua calda e sapone o detergenti a base di alcol frequentemente e in ogni caso

ogni volta che si sia venuti in contatto con la persona malata, la stanza ed il bagno utilizzata

da questa, ed i suoi effetti personali, in particolar modo biancheria, fazzoletti e stoviglie.

La biancheria da letto, da tavola e da bagno, e le stoviglie usate dalle persone malate, non

necessitano di essere lavate separatamente da quelle degli altri ospiti, ma non debbono

essere utilizzate in comune e prima del lavaggio. La biancheria deve essere lavata in acqua

calda con sapone (idealmente in lavatrice, a temperatura di 60° o più) e fatta asciugare

accuratamente; chiunque maneggi la biancheria sporca, deve lavare le mani con acqua calda

e sapone (vedi sopra) immediatamente dopo averla toccata.

Usare, se possibile, asciugamani di carta per asciugare le mani, oppure usare asciugamani

“dedicati” per ogni componente della famiglia, contraddistinti da colori diversi o altri

segnali.

Aprire, per quanto possibile, frequentemente le finestre per permettere una buona aerazione

e ventilazione dei locali, in particolare quelli di uso comune (soggiorno, cucina, stanze da

bagno ).

Per l’eventuale uso di farmaci antivirali consultare sempre il proprio medico ed attenersi

scrupolosamente alle sue indicazioni .

Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria – Uffici III e V

6

Per la persona incaricata dell’assistenza al malato

Evitare contatti faccia a faccia con la persona malata

Quando si prendono in braccio lattanti e bambini piccoli ammalati, fare appoggiare il mento

sulla spalla, in modo che non tossiscano o starnutiscano in faccia.

Lavare le mani con acqua calda e sapone o con detergente a base di alcol dopo ogni contatto

con la persona malata, i suoi effetti personali, la sua biancheria o i fazzoletti usati.

Consultare il medico di famiglia sull’opportunità di profilassi con farmaci antivirali

La cura della persona malata non va affidata, se possibile, a soggetti facenti parte di gruppi a

maggior rischio di forme gravi e complicate di influenza, e a donne in stato di gravidanza

Le persone a maggior rischio di forme gravi e complicate di influenza, e le donne in stato di

gravidanza dovrebbero cercare di mantenere una distanza di almeno 1,5 metri con la persona

malata.

Se i contatti ravvicinati con la persona malata sono indispensabili e non è possibile

individuare altri familiari per l’assistenza al malato, prendere in considerazione l’uso di una

mascherina chirurgica o di un filtrante facciale, se disponibili e tollerati (vedere Guida per

uso di mascherine e respiratori)

MONITORARE ATTENTAMENTE IL PROPRIO STATO DI SALUTE PER COGLIERE IMMEDIATAMENTE

SEGNI E SINTOMI DI INFLUENZA (IN PRIMO LUOGO LA FEBBRE) E RIFERIRLI AL PROPRIO MEDICO

.

Uso di mascherine e facciali filtranti (respiratori)

Evitare, PER QUANTO POSSIBILE, contatti ravvicinati (meno di 1,5 metri) con la persona

malata

Nel caso i contatti ravvicinati siano inevitabili (per esempio, per accudire un bambino

piccolo) cercare di limitare il più possibile il tempo di contatto ed usare una mascherina o un

filtrante facciale (respiratore) FFP2

Un filtrante facciale FFP2 (corrispondente al N95 degli standard statunitensi), indossato in

modo da ottenere una stretta aderenza al viso, è in grado di filtrare le piccole particelle che

potrebbero passare in corrispondenza dei bordi di una mascherina, ma rispetto ad una

mascherina è ben più difficile da tollerare per la difficoltà di respirarvi attraverso per lunghi

periodi di tempo.

Mascherine e respiratori filtranti facciali possono essere acquistati presso farmacie, negozi

per articoli sanitari; alcuni tipi di mascherine protettive possono essere reperibili anche in

negozi di ferramenta e forniture per edilizia ;

Il respiratore o filtrante facciale FFP2 è consigliabile soprattutto nel caso di debba assistere

una persona malata nell’esecuzione di una terapia aerosol. Le terapie aerosol, per la

maggiore possibilità di nebulizzazione nell’ambiente di goccioline infettanti, andrebbero

SEMPRE eseguite, per quanto possibile, in stanze separate e non nelle aree comuni della

casa.

Le mascherine ed i respiratori (filtranti facciali) usati vanno immediatamente smaltiti nella

spazzatura, per evitare che possano essere anche inavvertitamente toccati da altre persone.

Evitare per quanto possibile il ri-uso di mascherine e filtranti facciali monouso; le

mascherine riutilizzabili debbono essere lavate con acqua calda e sapone, possibilmente in

Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria – Uffici III e V

7

lavatrice; in assenza di asciugatrice a caldo, possono essere ripassate con ferro da stiro ben

caldo: l’alta temperatura ha un effetto disinfettante

Lavare accuratamente le mani con acqua calda e sapone o detergenti a base di alcol (vedere

sopra le istruzioni per il lavaggio delle mani ) prima di togliere e dopo avere tolto (ogni

volta, sia prima che dopo) le mascherine o i filtranti facciali, ovvero si toccano

inavvertitamente mascherine o i filtranti facciali usati.

Pulizie domestiche, lavaggio della biancheria, smaltimento di rifiuti

Gettare immediatamente fazzoletti di carta ed altri oggetti monouso utilizzati dalla persona

malata nella spazzatura e lavare accuratamente le mani dopo avere toccati fazzoletti sporchi

e simili rifiuti. E’ consigliato l’utilizzo di un doppio sacchetto al fine di evitare la fuoriuscita

del materiale in caso di rottura.

Smaltire come d’ordinario i rifiuti domestici, avendo cura di chiudere bene il sacchetto e

usando l’accortezza di utilizzare un doppio sacchetto per evitare lo spargimento del

contenuto del primo in caso di rotture, al momento della raccolta.

Pulire regolarmente le superfici (specialmente comodini, lavandini e sanitari, piani di lavoro

e maniglie, telefoni e telecomandi, giocattoli dei bambini, etc…) con un

detergente/disinfettante (esempio, varechina, prodotti a base di cloro, lisoformio, prodotti a

base di ammoni quaternario) ad uso domestico, attendendosi alle istruzioni riportate in

etichetta.

Tovaglioli, stoviglie e piatti usati dalla persona non necessitano di lavaggio separato, ma

non debbono essere utilizzati da altre persone prima di un accurato lavaggio a mano con

acqua ben calda e detergente apposito, o se possibile in lavastoviglie

Lavare lenzuola, asciugamani ed altra biancheria con acqua ben calda e sapone,

possibilmente in lavatrice, con temperature superiori a 60° e fare asciugare bene in ambiente

caldo; in assenza di asciugatrice a caldo, può essere utile stirare con ferro da stiro ben caldo:

l’alta temperatura ha un effetto disinfettante e uccide i virus influenzali

Non maneggiare troppo e stringere la biancheria prima del lavaggio, per prevenire la

contaminazione

LAVARE le mani con acqua ben calda e sapone o detergenti a base di alcol dopo ogni

contatto con biancheria sporca, prima di togliere mascherine e/o respiratori e dopo avere

tolto mascherine e respiratori (se utilizzati) e dopo avere rimosso i guanti, se utilizzati.

Altre informazioni sulla cura di persone con sospetta influenza, da virus classici o da nuovo

virus AH1N1 possono essere reperite agli indirizzi :

- http://www.ministerosalute.it/dettaglio/principaleFocusNuovo.jsp?id=13&area=influenzaA&colore=2

- http://www.ministerosalute.it/influenza/influenza.jsp

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14 settembre 2009 1 14 /09 /settembre /2009 15:40

Situazione epidemiologica e casi confermati


La sorveglianza nazionale dell’influenza A(H1N1) si è basata sulla segnalazione individuale dei casi che venivano tutti confermati dal Centro Nazionale Influenza presso l’Istituto Superiore di Sanità fino al 26 luglio 2009. Successivamente, le modalità operative per la sorveglianza epidemiologica e la conferma dei casi sono state aggiornate nella circolare del 27 luglio 2009. Da tale data, la diagnosi di influenza da virus A(H1N1) si basa sul solo criterio clinico e i casi vengono segnalati settimanalmente in forma aggregata dalle Regioni/PP.AA. La conferma dei casi viene effettuata su un campione dei casi notificati settimanalmente.


CASI IN ITALIA

(Fonte: Ministero, ISS - Rapporto 9 settembre 2009 )

totale casi

casi confermati

totale decessi

6961

2186

1

Inoltre l'Ufficio V - malattie infettive della Direzione generale della prevenzione sanitaria pubblica i rapporti del sistema di sorveglianza Influnet relativi all'andamento nazionale della pandemia. In particolare nei rapporti di sorveglianza virologica vengono riportati i dati relativi ai casi italiani confermati e la distribuzione geografica per regione dei campioni relativi al nuovo virus umano A(H1N1); nei rapporti di sorveglianza epidemiologica viene descritta l'incidenza settimanale totale dell'influenza, suddivisa per singole fasce di età.

CASI CONFERMATI IN EUROPA
(Fonte: ECDC - Report del 10 settembre 2009)

totale casi

totale decessi

50015

127

La tabella completa con i casi confermati in laboratorio nei diversi Paesi è consultabile sul sito dell'ECDC che riporta i dati forniti ufficialmente dalle Autorità Sanitarie nazionali.

CASI CONFERMATI NEL MONDO
(Fonte: OMS - Comunicato n. 64 del 4 settembre 2009)

totale casi

totale decessi

254206

2837

La tabella completa con i casi confermati in laboratorio nei diversi Paesi è consultabile sul sito dell'OMS che riporta i dati forniti ufficialmente dalle Autorità Sanitarie nazionali.
L'ufficio V - malattie infettive della Direzione generale della prevenzione sanitaria del Ministero pubblica, nella sezione Eventi epidemici all'estero,  le note informative riguardanti eventi epidemici rilevanti, tra cui l'aggiornamento della situazione internazionale della pandemia, inviate alle Autorità Sanitarie regionali, agli Uffici di Sanità marittima ed aerea, ai Ministeri dei trasporti e della navigazione, della Difesa e degli Affari Esteri e al Dipartimento del turismo.

 

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4 settembre 2009 5 04 /09 /settembre /2009 16:49

Per qualche mese è stato solo un timore distante, ricacciato indietro prima delle ferie («tanto c´è ancora l´estate davanti»). Da oggi è un fatto con cui confrontarsi. Settembre è arrivato, le scuole, gli uffici e i negozi riaprono e la Nuova influenza è qua. Dobbiamo averne paura?

Nel giro di qualche settimana finirà a letto un bel numero di persone. Impossibile dire quando arriverà il picco massimo di malati, è una delle tante domande ancora senza risposta riguardo all´H1N1. È un quesito in buona compagnia: il virus muterà per diventare imprendibile anche per il vaccino? Si combinerà con quello stagionale? Sarà più aggressivo e dannoso? Non si sa. Sono tutti temi su cui virologi e infettivologi al momento possono fare solo previsioni, studiare le pandemie del passato e augurarsi che vada tutto bene.

E allora è meglio partire dai punti fermi, dalle certezze, che per adesso ci dicono di non temere. Intanto il virus non appare violento, la maggior parte dei casi si sono risolti con tre giorni di febbre leggera. Sarebbe quindi più blando di quello che provoca l´influenza stagionale, responsabile nel nostro Paese di circa 8mila morti all´anno senza finire in prima pagina.

"L'H1N1 non è aggressivo - dice Giovanni Rezza, direttore del dipartimento malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità - Questo non significa che non sia capace di provocare casi gravi, anche l'influenza stagionale lo fa. Fino a ora sono state colpite fasce di età diverse rispetto a quelle attaccate dal virus "classico", persone più giovani, ma si è trattato pur sempre di soggetti a rischio: malati cronici, donne gravide, diabetici, immunodepressi, obesi. Quello che preoccupa è la grande diffusione, anche se il 30-35% della popolazione ammalata stimato dall'Oms per me è un dato troppo pessimistico". Chi prenderà la Nuova influenza avrà a disposizione due farmaci antivirali. "Ce ne sono a sufficienza - dice Rezza - ma non bisogna abusarne. Vanno dati a chi sviluppa problemi seri. Altrimenti c'è il rischio di creare resistenze". Questi medicinali non hanno evitato gravi complicazioni al giovane ricoverato a Monza per l'H1N1. Le sue condizioni ieri dai sanitari venivano definite stazionarie.

L'arma migliore contro la malattia è il vaccino, ammesso che il picco di diffusione non arrivi prima della sua somministrazione, prevista dal 15 novembre. Lo inietteranno i medici, non si potrà comprare in farmacia. Toccherà prima a chi lavora nei servizi essenziali, gli stessi dottori e gli infermieri, e ai soggetti a rischio. Da fine gennaio sarà la volta della fascia di età dai 2 ai 27 anni. In tutto sarà coperto il 40% della popolazione. Ma il vaccino è sicuro? "Le autorità europee stanno finendo le prove cliniche - spiega Rino Rappuoli, capo della ricerca di Novartis - Ricordo che è un vaccino influenzale, identico a quelli che produciamo ogni anno e provocano pochissime e blande reazioni avverse, come arrossamento della zona dove viene fatta l'iniezione. Cambia solo il virus".

La somministrazione avverrà dai 2 anni in su. "Sono in corso studi per abbassare il tetto a 6 mesi - conclude Rappuoli - come avviene per l'influenza stagionale". E il vaccino contro questa patologia sarà disponibile da ottobre. Dal ministero, dove domani si svolgerà un vertice con medici e Regioni, invitano chi è a rischio a farlo prima possibile perché la Nuova influenza e quella stagionale non circolino insieme.

Negli ultimi giorni, dopo la proposta della Federazione medici pediatri (Fimp), si è discusso di nuovo dell'eventuale chiusura delle scuole, già ipotizzata un mese e mezzo fa dal viceministro alla salute Ferruccio Fazio. Ieri a palazzo Chigi si è svolto un vertice con Gianni Letta, il ministro del Welfare Sacconi e lo stesso Fazio, durante il quale si è deciso che "l'anno scolastico inizierà regolarmente e sarà valutata di volta in volta la presenza di manifestazioni influenzali nelle scuole al fine dell'adozione di eventuali provvedimenti mirati di contenimento". Secondo il governo la situazione "è sotto il pieno controllo delle autorità sanitarie". Fazio ha inoltre spiegato che "a oggi l'epidemia risulta leggera. Oltretutto un numero consistente di dipendenti del servizio sanitario hanno figli che studiano e sarebbero costretti a stare a casa con loro se non c'è scuola". Secondo Maurizio De Martino, ordinario di pediatria a Firenze, la chiusura non ha senso: "L'influenza non si esaurirà in un mese. Che facciamo, teniamo a casa gli studenti per tutto l'anno scolastico? Il mio consiglio per i genitori è stare tranquilli e se ci sono sintomi chiamare il medico. Il fai da te è pericoloso".

La Fimp, sindacato dei pediatri di famiglia, ha fatto un vademecum della prevenzione per gli ambulatori. Si punta sul lavaggio delle mani, in grado da solo di dare un colpo pesante alla circolazione del virus, e si indicano le "pratiche per una buona igiene respiratoria". È fondamentale coprire tosse e starnuti con un fazzoletto di carta, che va subito buttato via. Se non si hanno salviette è meglio usare l'incavo del gomito o della spalla, mai le mani giunte davanti alla bocca. I sintomi della Nuova influenza, come negli adulti, sono quelli della sua "sorella" stagionale: febbre, difficoltà respiratorie, dolori, spossatezza. Il problema con i bambini è che per loro la temperatura alta può nascere da moltissime patologie, anche un banale raffreddore.

Sulla prevenzione hanno qualcosa da dire i medici di famiglia. "È meglio evitare i luoghi affollati - dice Giacomo Milillo, segretario nazionale della Fimmg, il sindacato dei medici di medicina generale - Certo non si può chiedere alle persone di evitare cinema e locali, si darebbe un messaggio preoccupante. E invece questa malattia va affrontata con tranquillità. Noi faremo la nostra parte vaccinando i cittadini nei nostri 50mila studi". Anche i pronto soccorso si dicono organizzati per la pandemia. "Ci aspetta un periodo di superlavoro - dice Daniele Coen, primario al Niguarda di Milano - La Nuova influenza andrà gestita soprattutto sul territorio ma finirà che molti casi non gravi verranno lo stesso da noi, perché i cittadini cercano il pronto soccorso quando sono spaventati". Sbagliato, per ora la paura non è giustificata.

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1 settembre 2009 2 01 /09 /settembre /2009 17:10

L'influenza costituisce un importante problema di sanità pubblica a causa della sua ubiquità, contagiosità, variabilità antigenica dei virus. Si stima che in Italia l'influenza stagionale causi ogni anno circa 8.000 decessi. 
Il mezzo più efficace e sicuro per contrastarne la diffusione è rappresentato dalla vaccinazione. 
 
Occorre sottolineare che il vaccino stagionale è diverso e distinto sia per composizione sia per modalità di somministrazione dal vaccino per la pandemia influenzale da nuovo virus A(H1N1). Il vaccino stagionale non offre, infatti, protezione nei confronti del nuovo virus influenzale pandemico, in quanto i due virus sono diversi.
Tuttavia vaccinarsi contro l'influenza stagionale rappresenta soprattutto quest'anno un'importante misura di protezione individuale e di tutela della salute pubblica, proprio per la possibile circolazione concomitante dei due virus, semplificando la diagnosi, riducendo le complicanze e favorendo l'efficienza dell'assistenza sanitaria.

La composizione del vaccino stagionale viene aggiornata di anno in anno, in base ai virus circolanti durante la stagione precedente. 
Per la stagione 2009-2010 è stata decisa la seguente composizione del vaccino:

  • antigene analogo al ceppo A/Brisbane/59/2007 (H1N1)
  • antigene analogo al ceppo A/ Brisbane /10/2007 (H3N2)
  • antigene analogo al ceppo B/ Brisbane /60/2008

Il periodo consigliato per la vaccinazione va dall'inizio di ottobre fino a fine dicembre
Poiché la maggior parte della popolazione è stata, con tutta probabilità, infettata dai virus influenzali A/H3N2, A/H1N1 e B nel corso degli ultimi anni, una sola dose di vaccino antinfluenzale è sufficiente per i soggetti di tutte le età, con esclusione dell’età infantile. 
Per i bambini al di sotto dei 9 anni di età, mai vaccinati in precedenza, si raccomandano due dosi di vaccino antinfluenzale stagionale, da somministrare a distanza di almeno quattro settimane

La vaccinazione è raccomandata a:

1. Soggetti di età pari o superiore a 65 anni;

2. Bambini di età superiore ai 6 mesi, ragazzi e adulti affetti da:

  • malattie croniche a carico dell'apparato respiratorio
  • malattie dell’apparato cardio-circolatorio, comprese le cardiopatie congenite e acquisite
  • diabete mellito e altre malattie metaboliche
  • malattie renali con insufficienza renale
  • malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie
  • tumori
  • malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi, immunosoppressione indotta da farmaci o da HIV
  • malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinale
  • patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici
  • patologie associate ad un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie (ad es. malattie neuromuscolari)

3. Bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale

4. Donne che all’inizio della stagione epidemica si trovano nel secondo e terzo trimestre di gravidanza

5. Individui di qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti
Particolarmente fragili nei periodi di maggiore circolazione dei virus influenzali, i pazienti risultano generalmente portatori di condizioni individuali o di specifiche patologie che predispongono alle complicanze e rendono particolarmente severo il decorso della malattia influenzale. 

6. Medici e personale sanitario di assistenza

  • il rischio personale di contrarre l’influenza essendo a continuo contatto con soggetti ammalati di forme respiratorie e di influenza specie nei periodi di diffusione epidemica dei virus
  • l’assenteismo dal lavoro per influenza proprio nel periodo in cui vi è maggiore richiesta di assistenza da parte della popolazione
  • il rischio di diventare trasmettitore di infezione da virus influenzali nella comunità dove esercitano la loro attività lavorativa (ospedale, strutture per lungodegenti etc.), comunità che richiedono invece il massimo di tutela Esiste un’ampia letteratura che documenta l’utilità della vaccinazione del personale sanitario.

7. Familiari e contatti di soggetti ad alto rischio
Tale categoria di soggetti diventa un importante elemento per ridurre il rischio di trasmissione.

8. Soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo e categorie di lavoratori
come le forze di polizia, i vigili del fuoco, considerato il ruolo essenziale svolto nell’ambito della sicurezza ed emergenza ed altre categorie socialmente utili.

9. Personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani
Ai lavoratori a contatto con specie animali, che sono serbatoi naturali dei virus influenzali o che si ammalano a causa di questi, va raccomandata, ed offerta attivamente, la vaccinazione antinfluenzale.

  • allevatori
  • addetti all’attività di allevamento
  • addetti al trasporto di animali vivi
  • macellatori e vaccinatori
  • veterinari pubblici e libero-professionisti

10. Informazioni aggiuntive riguardo alla vaccinazione di ulteriori gruppi di popolazione

- Bambini non compresi nelle categorie a rischio:
L’inserimento nelle categorie da immunizzare prioritariamente contro l’influenza di tutti i bambini da 6 mesi a 24 mesi (o fino a 5 anni) è un argomento attualmente al centro di discussione da parte della comunità scientifica internazionale.
Questa scelta è gia stata fatta dalla Sanità Americana ma i dati di copertura vaccinale finora raggiunti non consentono di valutare l’impatto di tale intervento.
Pertanto i Servizi di Sanità Pubblica dei Paesi europei, compresi quelli italiani, non hanno finora ritenuto di promuovere programmi di offerta attiva gratuita del vaccino influenzale ai bambini che non presentino fattori individuali di rischio.
Ciò non significa che vi siano controindicazioni alla vaccinazione dei bambini “sani” di età superiore a 6 mesi, qualora il loro pediatra optasse per tale scelta. Valgono per loro le stesse regole (dosaggio, numero di dosi) indicate per i bambini appartenenti ai gruppi di rischio.

- Popolazione generale
Possono scegliere di vaccinarsi contro l’Influenza tutte le persone che desiderano evitare la malattia influenzale per varie motivazioni (timore della malattia, viaggi, lavoro, etc.) salvo quelle per cui esistono specifiche controindicazioni. Il vaccino è disponibile presso le farmacie, ma è bene che tale scelta sia sempre effettuata di concerto con il proprio medico.

Redazione Ministerosalute.it - 28 agosto 2009

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24 agosto 2009 1 24 /08 /agosto /2009 19:37

Una pandemia influenzale è causata da un virus che può essere del tutto nuovo o scarsamente diffuso nella popolazione umana. Questo crea una generale vulnerabilità all’infezione. Anche se non tutta la popolazione contrae l’infezione nel corso della pandemia quasi tutti sono suscettibili di infettarsi. Il fatto che un gran numero di persone si ammali più o meno nello stesso periodo rende l’influenza una patologia che incide sia economicamente che socialmente e può comportare un sovraccarico di lavoro per le strutture sanitarie. La contagiosità del virus influenza la gravità della pandemia poiché può aumentare il numero di persone malate e bisognose di cure in un periodo breve di tempo e con concentrazione in una determinata area geografica anche se non tutti i Paesi e le aree geografiche sono interessate dalla pandemia nello stesso periodo. Anche la rapidità della diffusione sia all’interno del Paese che a livello internazionale viene influenzata dalla contagiosità del virus. La diffusione rapida della malattia può ridurre la capacità di governi e servizi sanitari di far fronte alla situazione.

Il virus A (H1N1) responsabile dell’attuale influenza pandemica è un virus nuovo che non era stato precedentemente osservato sia nell’uomo che negli animali. Anche se per ora non è possibile avere certezze, i ricercatori sostengono che l’immunità preesistente al virus è bassa o inesistente, o limitata alle persone anziane. Il virus A (H1N1) sembra essere più contagioso del virus responsabile dell’influenza stagionale, si diffonde cioè rapidamente. La percentuale di individui colpiti da influenza stagionale, nella seconda ondata, è compresa tra il 5% e il 15%. Per quanto riguarda il virus A (H1N1) si prevede una percentuale compresa tra il 22% e il 33% di persone affette. Al di fuori del Messico il virus A (H1N1) tende a causare una forma lieve nelle persone sane, quasi tutti i casi di malattia più grave o letali riguardano individui affetti da malattie croniche. In termini di vulnerabilità della popolazione, il virus A (H1N1) può causare una forma seria o addirittura letale in persone che si trovano in condizioni di salute precarie (OMS - maggio 2009).

Raccomandazioni dell'OMS sull'impiego del vaccino

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, in data 11 giugno 2009, ha dichiarato il passaggio alla fase 6 della influenza da virus A H1N1. Conseguentemente, la stessa Organizzazione ha diramato, il 13 luglio, le raccomandazioni del SAGE (Strategic Advisory Group of Experts) sull’impiego del vaccino contro l’influenza pandemia da virus A H1N1.

Il SAGE ha esaminato la corrente situazione pandemica, lo stato di produzione del vaccino antinfluenzale stagionale e la capacità produttiva del potenziale vaccino contro il virus A H1N1 ed ha considerato le possibili opzioni d’uso.

Gli esperti hanno identificato tre differenti obiettivi che i Paesi possono considerare nel disegno della strategia vaccinale pandemia:

  • Proteggere l’integrità del sistema sanitario e delle infrastrutture del Paese
  • Ridurre la morbosità e la mortalità
  • Ridurre la trasmissione del virus pandemico nella collettività

L'OMS sottolinea che qualunque strategia vaccinale dovrebbe essere armonizzata con la situazione epidemiologica nazionale, con le risorse e la capacità di accesso alla vaccinazione, per implementare la campagna vaccinale nelle categorie individuate e applicando altre misure di mitigazione non farmacologiche. Sebbene la gravità di questa pandemia sia attualmente considerata moderata, autolimitantesi e senza complicanze nella maggior parte dei pazienti, alcuni soggetti, quali le donne in gravidanza, gli affetti da asma e altre patologia croniche, sembrano essere a maggior rischio per complicanze e decessi, conseguenti all’infezione.

Pertanto, l’OMS raccomanda di immunizzare prioritariamente gli operatori sanitari per mantenere le prestazioni sanitarie e, poiché il vaccino prodotto inizialmente dalle ditte non sarà sufficiente per tutti, di procedere alla vaccinazione, per livelli successivi, dei gruppi di popolazione considerati a rischio. Ogni Paese dovrebbe stabilire le proprie priorità sulla base della situazione sanitaria del territorio e procedere identificando i gruppi da vaccinare, ad esempio: donne incinte, bambini sopra i 6 mesi con patologie gravi, giovani e adulti tra i 15 e i 49 anni di età, bambini sani, adulti sani tra i 50 e i 65 anni di età e adulti sani oltre i 65 anni.

Linee del Governo italiano per la vaccinazione

La programmazione della campagna vaccinale pandemica, secondo il parere espresso dall’Istituto Superiore di Sanità, è fortemente in sintonia con quanto raccomandato dall’OMS. Secondo quanto illustrato alla Camera il 22 luglio dal Ministro Sacconi, la vaccinazione pandemica sarà offerta prioritariamente al personale sanitario, che dovrà assistere i malati, e ai soggetti a rischio di complicanze per patologie, per un totale di 8,6 milioni di persone entro la fine del 2009. Poiché i bambini e i giovani sono maggiormente suscettibili di tale infezione, e quindi sono serbatoi di diffusione della stessa, si sta considerando di vaccinare dal gennaio 2010anche tale fascia di popolazione, che va dai 2 ai 27 anni (15,4 milioni di soggetti).

Un ciclo vaccinale è costituito da due dosi di vaccino, pertanto verranno acquisite 48 milioni di dosi di vaccino pandemico, dalla fine di novembre a gennaio 2010, secondo la programmazione di produzione delle industrie farmaceutiche con le quali il nostro Paese ha stipulato contratti di prelazione dal 2005.

 

 

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20 agosto 2009 4 20 /08 /agosto /2009 10:00

Sinovac Biotech, un azienda cinese, ha annunciato ieri 18 agosto 2009 i risultati dei test del nuovo vaccino per la febbre suina.E' la prima azienda che arriva alla conclusione delle sperimentazioni. I clinical trials hanno mostrato sugli uomini buona immunità al virus H1N1 dopo già la prima dose. I volontari che hanno partecipato ai test non hanno mostrato reazioni negative una volta inoculato il vaccino se non leggero dolore sulla parte dell'iniezione e leggera febbre, tipica reazione. I test sono stati effettuati nell' arco di circa tre settimane, dal 22 luglio al 15 agosto 2009, su 1614 partecipanti di età superiore ai 3 anni. Qui trovate il testo del comunicato stampa dell'azienda.
C' è pero scetticismo da parte di molti addetti alla sanità sulla funzionalità ed efficacia del virus. In Inghilterra un sondaggio ha rilevato che un'infermiera su tre non si vaccinerà ed anche i dottori sono dello stesso avviso. Anche gli scienziati canadesi sono scesi sul piede di guerra. Il Dr. Arthur Schafer dell' Università di Manitoba dice che si stanno effettuando test soltanto sugli effetti collaterali a breve termine dei vaccini, non quelli a lungo termine visto che non c'è il tempo materiale. Secondo molti poi il vaccino coprirà solo la prima ondata di influenza suina, è prevista una seconda ondata in pieno inverno , sarà diversa e probabilmente più forte.

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19 agosto 2009 3 19 /08 /agosto /2009 11:36

TRENTON (Stati Uniti) - Funziona il vaccino contro l'influenza A sperimentato dall'azienda statunitense Novavax. La societa' ha annunciato l'esito positivo dei test effettuati su cavie. Il gruppo farmaceutico ha pero' precisato che le procedure per l'approvazione del farmaco implicano che non potra' essere disponibile prima di due anni sul mercato Usa. Per la sperimentazione sono stati utilizzati dei furetti che secondo Novavax sono gli animali piu' vicini all'uomo per sperimentare le reazioni su questa tipologia di virus.

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Presentazione

  • : Tutti contro.......!!!! by clod
  • Tutti contro.......!!!!  by clod
  • : La pressione dell’omologazione, l’egoismo altrui lo hanno spinto verso la più triste e irreversibile delle scelte Con lui si è chiusa l’epoca degli ideali della società nuova. Ora, in questa fase di passaggio, dove il ricordo di quegli ideali fluttua nell’aria, sta a noi restituire fiato alle travolgenti spinte del secolo scorso.
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