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Odio le banche in qualunque condizione, quando trovo impiegati insicuri che ricontrollano venti volte quello che stanno facendo e quando trovo impiegati melliflui dal sorriso fisso che sembrano nati con una mazzetta dei soldi in mano.
Odio le cabine di vetro che ti chiudono in mezzo e sei costretto ad appoggiare il dito su un sensore, mentre una voce dall'alto ti dice "appoggiare il dito sul sensore". Te lo dice una volta, due, tre. Se il sistema non riconosce le impronte la voce ti ordina di arretrare e uscire subito dalla cabina, mentre tutti guardano con ancora più sospetto del solito (difficile ma possibile).
Odio i marmi lucidati che ricordano le lapidi dei cimiteri, odio le macchinette che danno il numerino e chi ha il bancomat passa avanti a quello che non ce l'ha.
Odio le registrazioni, le richieste di dati e documenti quando entri in una banca dove non sei mai stato e perdi un'ora a compilare moduli per cambiare un assegno di 50 euri.
Odio la rispettabilità e la considerazione di cui godono bancari e banchieri, ladri travestiti da persone perbene che lavorano per un sistema indecente quasi quanto la guerra.
Odio il fatto che non vengano mai nominati ed escano puliti da ogni scandalo, scoppio di bubbone, trama sotterranea. Nel caso della INNSE è come se le banche non fossero neanche esistite, entità che si muovono nell'ombra alle spalle delle grandi immobiliari.

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Presentazione

  • : Tutti contro.......!!!! by clod
  • Tutti contro.......!!!!  by clod
  • : La pressione dell’omologazione, l’egoismo altrui lo hanno spinto verso la più triste e irreversibile delle scelte Con lui si è chiusa l’epoca degli ideali della società nuova. Ora, in questa fase di passaggio, dove il ricordo di quegli ideali fluttua nell’aria, sta a noi restituire fiato alle travolgenti spinte del secolo scorso.
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