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10 agosto 2009 1 10 /08 /agosto /2009 11:36

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10 agosto 2009 1 10 /08 /agosto /2009 11:31

NEW DELHI - Almeno 39 bambini sono morti per encefalite nello stato nordorientale indiano del Bihar durante gli ultimi 15 giorni. Tutte le vittime avevano meno di 10 anni e appartenevano a famiglie povere, colpite nelle scorse settimane dalle inondazioni causate dai monsoni. Secondo le autorita' sanitarie, sono molti di piu' i bambini ricoverati negli ospedali e nelle cliniche dello Stato. Le province di Muzaffarpur e Vaishali, nel nord, le aree piu' colpite. (RCD)

 

 

 

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9 agosto 2009 7 09 /08 /agosto /2009 18:09

Il contatore delle visite giornaliere ed i commenti ai minimi storici mi dicono che siete spaparazzati al sole, e me ne compiaccio. I primi temporali, spegnendo gli incendi dolosi fanno tracimare a valle le villette abusive costruite sulle macerie di edifici sottratti alla Mafia che li aveva costruiti corrompendo i politici i cui reati sono stati condonati da un parlamento colluso.
La distribuzione dell’acqua sulle autostrade intasate da parte della Protezione Civile insieme con l’aumento dei pedaggi e della benzina, ci dicono che è Agosto.
Buone vacanze.

Non vi preoccupate, io e una manciata di fuori di testa rimaniamo qui a guardia del bidone. Perché, ormai lo avrete imparato coniglietti miei, ma nel nostro Belpaese le più efferate bassezze vengono perpetrate proprio quando siete in vacanza, o in occasione di importanti manifestazioni sportive. Se la Nazionale vince, è possibile persino far passare di notte un decreto salva-ladri…

Vabbè, ma due parole di politica estera le vogliamo dire?
No, per carità, non facciamoci il sangue amaro con quel disdicevole maestro di sci di Berlusconi casualmente parcheggiato al ministero. Parliamo proprio di Lui, il Cavagliere Smascherato che tante soddisfazioni ci ha dato durante le sue ultime uscite. Oggi si è affacciato ai teleschermi per annunciare che i peschereggi liberati dai libici è tutto merito suo, e l’altro giorno si è vantato di aver portato in porto l’accordo sul gas tra Putin ed Erdogan, subito smentito da quest’ultimo che probabilmente credeva che Papi fosse in Turchia per incontrare la d’Addario che si trovavà lì in tournèe.
Fece bene il Presidente Obama che prima di atterrare al g8 fece una scappata in Germania a chiudere l’accordo Opel, altrimenti magari $ua Emittenza si prendeva pure quel merito.
Povero Silvio, in politica estera, gli è rimasto solo il cucù.

L’altro giorno il Corriere titolava: “Esopo aveva ragione” perché nelle sue fiabe aveva fatto del corvo un animale intelligente.
Si vede che al Corriere non hanno mai letto il narratore greco perché lui fa del corvo proprio un animale vanesio, stupido e arrogante. Come quella volta che trovate alcune penne di pavone, se le appiccicò alla coda e andò in un consesso di quegli splendidi pennuti, “pavoneggiandosi”, oggi diremmo berlusconeggiando…
Bastò che uno di loro facesse la ruota però, e il corvo se ne dovette andare via, scornato e a capo chino.
Incredibile come duemila anni or sono, un poeta favoliere parlasse già di Berlusconi…

Notizie dell’ultima ora:
Berlusconi al Mattino:
“Faremo nel Sud un nuovo new deal!”
Berlusconi al pomeriggio:
“Smentisco categoricamente di aver dettto…

Sexgate Berlusconi su un giornale argentino 2008:
http://www.clarin.com/diario/2008/07/05/elmundo/i-01708762.htm

 Autore ALDO VINCENT
www.giornalismi.info/aldovincent

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8 agosto 2009 6 08 /08 /agosto /2009 19:29

Impossibile seguirne la diffusione, picco previsto a settembre
Il British Medical Journal: troppe incongruenze, difficile prendere decisioni

Il virus H1N1 ormai circola troppo rapidamente per poter essere contato". Anche l'Organizzazione mondiale della sanità ha finito con l'allargare le braccia, invitando i paesi del mondo a segnalare a Ginevra solo i casi gravi e i decessi causati dalla nuova influenza. La comunicazione diffusa gioved' dall'Oms ai paesi membri è la conferma che di fronte a H1N1 il balletto delle cifre non ha mai smesso di oscillare, e il quadro dell'infezione nel mondo continua a restare troppo sfocato per consentire scelte politiche affidabili.

A prendersi la briga di calcolare tutte le incongruenze nelle statistiche è stato un articolo apparso sul British Medical Journal. I ricercatori dell'Imperial College di Londra fanno notare che un enorme numero di persone contagiate dal virus non è stato conteggiato perché aveva sintomi a malapena percettibili. Anche alcuni decessi causati apparentemente da infarti o arresti cardiaci dovrebbero in realtà essere attribuite alla nuova influenza.

Il virus potrebbe infatti esser stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso in persone dalla salute già compromessa. Né ci si può aspettare che gli ospedali dei paesi più poveri siano capaci di isolare il virus responsabile di ciascun decesso. E non si comprende nemmeno, prosegue lo studio, perché il tasso di mortalità di H1N1 in Messico (119 decessi su 10.292 contagi) sia triplo rispetto a quello riscontrato negli Stati Uniti (dove il nuovo virus non ha fatto più vittime di una normale influenza stagionale) mentre in Europa si calcola un numero di vittime ancora più basso rispetto alle persone contagiate.

Da questa incertezza delle cifre nascono le dichiarazioni contraddittorie delle ultime settimane: dapprima l'Oms ha annunciato l'arrivo del vaccino per agosto, poi si è accorto del ritardo e ha rimandato l'appuntamento all'autunno. La Gran Bretagna prevede per il mese di agosto (in base a modelli piuttosto allarmistici) un numero di contagi pari a 100mila al giorno.


Mentre l'Oms stima in meno di 100mila i casi nel mondo, i Centers for disease control americani calcolano che i malati siano già più di un milione. In Italia la settimana scorsa le autorità sanitarie hanno diffuso stime sulle possibili vittime che da un giorno all'altro sono oscillate tra 2.500 e 25mila. Ieri infine il viceministro della Salute Ferruccio Fazio ha fatto sapere che i contagi a settembre potrebbero raggiungere il picco di 13 milioni. Ma in una simile babele di statistiche, è difficile capire che attendibilità possano avere queste previsioni.

La mancanza di dati certi è tanto più pericolosa in quanto H1N1 potrebbe mutare improvvisamente e acquisire quella patogenicità che finora non ha avuto. E di fronte a un salto di qualità della pandemia, l'unica arma di difesa è la capacità di rendersene conto subito per prendere le necessarie contromisure. È la stessa nota di giovedì dell'Oms a segnalare che ci troviamo in una situazione non particolarmente grave, ma comunque senza precedenti e meritevole di ogni attenzione: "La nuova influenza si è diffusa nel mondo intero a una velocità mai vista prima. Nelle pandemie del passato i virus impiegavano almeno sei mesi per diffondersi nel mondo, mentre a H1N1 sono bastate meno di sei settimane".

"La rapidità con cui H1N1 si sta diffondendo non deve comunque spaventarci" fa notare Guido Antonelli, che insegna virologia all'università di Roma La Sapienza. "Spesso infatti esiste un rapporto inverso fra la capacità di trasmissione di un virus e la sua pericolosità. Prendiamo il caso della nuova influenza, che provoca solo sintomi leggeri, ha un andamento assolutamente benigno negli individui sani e raramente impone di stare chiusi in casa a curarsi. Il ministero nelle sue linee guida prevede dei controlli sul virus solo se la febbre supera i 38 o 38,5 gradi. Tutti gli altri contagiati continuano ad andare al mare, al cinema o al ristorante, perché a malapena si accorgono di essere malati".

La mitezza dei sintomi di H1N1 è un'altra ragione dell'inaffidabilità delle statistiche. Attualmente la mortalità calcolata per il virus è di 5 decessi ogni mille contagiati (paragonabile a quello dell'influenza stagionale, almeno nei paesi occidentali dove vaccinazione e cure sono disponibili per tutti). Ma il fatto che molti malati sfuggano al conteggio suggerisce una diffusione del virus maggiore rispetto a quella misurata, e quindi una mortalità relativa ancora più bassa. Come accorgersi però di un eventuale aumento dei decessi, in mancanza dei dati mondiali dell'Oms, è una domanda destinata a restare aperta.

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5 agosto 2009 3 05 /08 /agosto /2009 11:12

Dovrebbe tacere e invece “esterna” a tutto campo il responsabile della strage alla stazione di Bologna. Non c’entro niente e neanche mia moglie, dice Giusva Fioravanti, che dopo cinque anni di libertà condizionata si vede estinto il reato. “Il mio certificato penale è composto da 27 pagine”, solo mezza sulla strage di Bologna. E’ proprio grazie a quel “vulnus” legale che ottiene la libertà piena

3 AGO 2009 - È un vero e proprio obbrobrio la libertà a Giusva Fioravanti, che secondo le sentenze passate in giudicato è uno dei peggiori assassini della storia d’Italia. Novantadue persone uccise altre duecentoventicinque ferite. Dopo cinque anni di libertà condizionata il terrorista neofascista si vede ora completamente estinto il reato di strage.

Quello che è successo lo spiega bene il presidente dell'Associazione dei familiari delle vittime della strage del 2 agosto, Paolo Bolognesi: il punto non è che Valerio Fioravanti sia già un uomo libero per effetto della libertà condizionata, ma che cinque anni fa gli è stata concessa la libertà condizionata, premessa dello 'status' di oggi. “Non doveva accedere al beneficio della libertà condizionata - ha spiegato Bolognesi - perché poi si sa che dopo cinque anni, una persona è automaticamente libera. Questo lo prevede la legge".

Un beneficio che è stato concesso a Fioravanti ma anche alla sua compagna Francesca Mambro (che sarà libera nel 2013), spiega Bolognesi, "perché sono stati zitti in questi anni, cioé non hanno detto tutto quello che sapevano sulla strage". In altre parole i magistrati "hanno fatto una cosa contra legem cinque anni fa". Secondo Bolognesi, "mancava e manca uno dei requisiti principali, ossia la consapevolezza dei danni arrecati alla società e alle vittime, e sappiamo che Fioravanti dice di essere innocente. Ogni pena serve per recuperare ma anche per redimere, e invece...".

Dovrebbe almeno tacere, Fioravanti, e invece oggi parla a ruota libera: “Ci sono spazi per lavorare ma lo devono fare persone più titolate di me. Persone competenti ed anche neutrali, visto che io sono parte in causa”. Quali siano questi spazi per lavorare lo ha spiegato da tempo: “Ora che ho finito di scontare la pena, che sono un uomo libero, chiedo di ragionare sul processo della strage di Bologna, cercare la sua verità storica. I processi non si discutono ma la storia è più complessa”.

“Non chiedo la grazia, come Sofri, né altri eventuali vantaggi giudiziari, non ne ho bisogno, ma chiedo di ragionare sul processo. Il mio certificato penale è composto da 27 pagine, mezza pagina riguarda Bologna. Io non nego nulla delle 26 pagine e mezzo. Ma quella mezza pagina non mi appartiene, né a me né a Francesca. E' una richiesta che facciamo con garbo. Non facciamo le vittime. Non ci è poi andata male nella vita, soprattutto ora che abbiamo una figlia. Ma il punto è: ora che nessuno paga più sulla propria pelle, nessuno tranne i parenti delle vittime, vogliamo o no parlare con serenità di quanto è avvenuto? E' indubbio che tante cose nel processo non tornano. Perché, ad un esempio, una giuria popolare, al secondo grado del processo, ci ha assolti? Ed un' altra giuria popolare ha assolto anche Ciavardini. Poi, invece, una parte della magistratura con ragionamenti strettamente giurisprudenziali ha invertito le decisioni della gente comune”.

In questi anni Fioravanti si è ben guardato dal dire tutto quello che sa sulla strage, ma comunque si considera assolto, incolpevole. Non lo è e non solo per la sentenza che lo dichiara tale.
Il 17 dicembre 1976 Fioravanti uccide Antonio Leandri, 24 anni, un passante colpevole solo di essere stato scambiato per l’avvocato Giorgio Arcangeli (legale del neofascista Concutelli). Fioravanti non conosce il legale, si apposta sotto il suo studio, quando esce una persona grida “Avvocato!”. Leandri commette l’errore di voltarsi e viene freddato.
Il 6 febbraio 1980 Fioravanti uccide il poliziotto 19enne Maurizio Arnesano al solo scopo di impadronirsi del suo mitra.
Il 23 giugno 1980 uccide il sostituto procuratore della Repubblica di Roma Mario Amato. Dice il comunicato di rivendicazione: “Per le sue mani passavano tutti i processi a carico dei camerati. Oggi egli ha chiuso la sua squallida esistenza imbottito di piombo”.
Nel ’79 assalta a colpi di bombe a mano una sezione del Pci e ferisce 25 persone. Lo stesso anno assalta una radio di sinistra a Roma e ferisce a colpi di mitra quattro ragazze.

Anche “al netto” della strage di Bologna, questo è Giuseppe Valerio Fioravanti, da oggi “uomo libero”.

IL CURRICULUM DI GIUSVA FIORAVANTI
(a cura dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980)

28-02-1976: tentato omicidio.
15-12-1976: tentato omicidio; violazione disposizioni sul controllo delle armi.
23-12-1976: violazione della normativa su armi, munizioni, aggressivi chimici e congegni micidiali.
30-12- 1976: ricettazione continuata.
09-01-1977: tentato omicidio; violazione delle disposizioni sul controllo delle armi.
08-02-1977: detenzione illegale di armi e munizioni; violazione delle norme sul controllo delle armi, munizioni e esplosivi.
25-05-1977: detenzione illegale di armi e munizioni.
30-12-1977: detenzione illegale di armi e munizioni; danneggiamento.
31-12-1977: porto illegale di armi continuato.
04-01-1978: porto illegale di armi continuato.
28-02-1978: omicidio; tentato omicidio; violazione delle norme sul controllo delle armi; ricettazione
05-03-1978: rapina; ricettazione; furto.
06-03-1978: tentato omicidio; rapina; ricettazione.
08-05-1978: abbandono di posto da parte di un militare di guardia.
09-05-1978: furto militare continuato.
30-06-1978: furto continuato.
03-07-1978: rapina; porto illegale di armi.
24-11-1978: rapina.
26-12-1978: rapina; violenza privata; violazione di domicilio; detenzione illegale di armi e munizioni.
09-01-1979: incendio; lesione personale continuata; detenzione illegale di armi e munizioni (Radio Città Futura)
08-02-1979: rapina, detenzione illegale di armi e munizioni.
15-03-1979: rapina; violazione delle norme sul controllo delle armi, munizioni e esplosivi, detenzione illegale di armi e munizioni; ricettazione.
marzo 1979: violazione delle norme sul controllo delle armi.
16-06-1979: strage; violazione delle norme sul controllo delle armi, munizioni e esplosivi (sezione PCI Esquilino).
19-06-1979: ricettazione continuata.
27-11-1979: rapina (Chase Manhattan Bank); detenzione illegale di armi e munizioni; ricettazione.
05-12-1979: ricettazione continuata; violazione delle norme sulle armi, munizioni, aggressivi chimici e congegni micidiali.
11-12-1979: rapina; ricettazione; detenzione illegale di armi e munizioni.
17-12-1979: omicidio; detenzione illegale di armi e munizioni; detenzione abusiva di armi; violazione delle norme sul controllo delle armi, munizioni e esplosivi.
1980: rapina, detenzione illegale di armi e munizioni.
06-02-1980: attentato per finalità terroristiche o eversive; rapina; violazione delle norme sul controllo delle armi, munizioni e esplosivi; porto illegale di armi; omicidio.
28-02-1980: rapina; porto illegale di armi; violazione delle norme sul controllo delle armi, munizioni e esplosivi; sostituzione di persona.
07-03-1980: rapina; violazione delle norme sul controllo delle armi, munizioni e esplosivi.
30-03-1980: rapina; detenzione illegale di armi e munizioni; porto illegale di armi; lesioni personali; ricettazione.
aprile 1980: violazione delle norme sul controllo delle armi, munizioni e esplosivi.
28-05-1980: attentato per finalità terroristiche o di eversione; violazione delle norme sul controllo di armi, munizioni e esplosivi; rapina; porto illegale di armi; furto; tentata rapina; omicidio.
23-06-1980: omicidio.
10-07-1980: violazione della disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope; detenzione abusiva di armi.
31-07-1980: contraffazione delle impronte di una pubblica autenticazione.
02-08-1980: strage; omicidio; lesione personale; attentato a impianti di pubblica utilità; formazione di banda armata.
05-08-1980: rapina; danneggiamento; porto illegale di armi; furto continuato; occultamento di atti veri; ricettazione; falsità materiale.
settembre 1980: falsità materiale.
09-09-1980: omicidio; violazione delle norme sul controllo delle armi, munizioni e esplosivi.
22-09-1980: attentato per finalità terroristiche o di eversione; lesione personale; occultamento di atti veri; ricettazione; rapina; porto illegale di armi.
20-09-1980: rapina; detenzione illegale di armi e munizioni.
21-09-1980: rapina; detenzione illegale di armi e munizioni.
23-09-1980: furto.
19-10-1980: ricettazione.
22-10-1980: ricettazione; violazione del controllo delle norme sul controllo delle armi, munizioni e esplosivi.
29-10-1980: violenza privata continuata; falsità materiale.
13-11-1980: rapina; resistenza a un pubblico ufficiale; ricettazione; porto illegale di armi; falsità materiale; violazione delle norme sul controllo delle armi, munizioni e esplosivi.
26-11-1980: detenzione illegale di armi e munizioni.
19-12-1980: rapina; violazione di domicilio; sequestro di persona; ricettazione, violazione delle norme sul controllo delle armi, munizioni e esplosivi.
05-02-1981: omicidio; furto; detenzione illegale di armi e munizioni; associazione per delinquere; falsità materiale; violazione delle norme sul controllo delle armi, munizioni e esplosivi.
18-02-1983: tentata evasione; lesione personale continuata.
09-05-1985: calunnia.

 

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4 agosto 2009 2 04 /08 /agosto /2009 11:34

Già prenotate un miliardo di dosi, business gestito da quattro colossi farmaceutici – Lotta contro il tempo per produrre il medicinale. Al via in Australia i primi test sull’uomo - di Maurizio Ricci - http://www.repubblica.it/ - Forse, alla fine, la pandemia non ci sarà. Forse, il vaccino arriverà troppo tardi. Ma i soldi, nelle casse di Big Pharma, chiamata in fretta e furia a preparare l’antidoto, stanno già entrando a fiumi. È un business da 10 miliardi di dollari: la paura non conosce recessione. Anche se ogni singola dose di vaccino è destinata a costare una decina di euro, infatti, è il volume delle vendite a fare massa. Una delle maggiori banche d’investimento mondiali, J. P. Morgan, ha calcolato che i governi dei vari paesi abbiano già prenotato, presso le 3-4 aziende in grado di produrre il vaccino su larga scala, almeno 600 milioni di dosi. 

Per un controvalore di 3 miliardi di euro, circa 4,3 miliardi di dollari. Nei giorni scorsi, si è aggiunta la Francia, con un ordine per 94 milioni di dosi e un assegno da 1 miliardo di euro. E la lista è destinata ad allungarsi.

J. P. Morgan stima che, alla fine, ai 600 milioni di dosi già prenotate se ne sommeranno altri 350 milioni, per un’ulteriore fattura di oltre 2 miliardi e mezzo di dollari, più di 1,8 miliardi di euro. Di fatto, per Big Pharma è un affare a colpo sicuro. Il miliardo di dosi prenotate, o in via di prenotazione, è largamente insufficiente a coprire una popolazione mondiale che sfiora i 7 miliardi di persone. Ma è anche, più o meno, il massimo che gli impianti attuali possano produrre, sotto forma di fiale da iniettare (in Europa) o di spray nasale (negli Usa). Non ci saranno rimanenze di magazzino.

A spartirsi questo imponente business dell’influenza suina è un ristretto gruppo di giganti dell’industria farmaceutica: GlaxoSmithKline, Sanofi Aventis, Novartis, Astra Zeneca. Accanto ai vaccini antinfluenza ci sono, però, anche le medicine per chi, l’influenza, l’ha già presa. Anche qui, è Big Pharma a dominare il mercato. Anzitutto con il Tamiflu della Roche. E poi con il Relenza, ancora di GlazoSmithKline. Secondo J. P. Morgan, Tamiflu e Relenza porteranno, rispettivamente a Roche e Glaxo, vendite per 1,8 miliardi di dollari nei paesi ricchi, più 1,2 miliardi di dollari nei paesi in via di sviluppo. Complessivamente, altri 3 miliardi di dollari, oltre 2 miliardi di euro. Fra vaccini e medicine, il rischio pandemia vale, per Big Pharma, circa 10 miliardi di dollari.


Di contro, senza i grandi nomi dell’industria farmaceutica, probabilmente, non ci sarebbero né le medicine, né la speranza del vaccino. Cinque anni fa, nell’inverno 2004-2005, negli Usa non si riuscì a mettere insieme le dosi previste di vaccino contro l’influenza ordinaria, prodotte da due aziende relativamente piccole: Aventis Pasteur e Chiron. In effetti, Big Pharma si teneva per lo più lontana da un settore che appariva poco promettente: nel 2004 le vendite complessive di vaccini in generale – non solo per l’influenza – raggiungevano appena gli 8 miliardi di dollari, meno degli incassi di un singolo farmaco fra i più diffusi.

Poi, alcune aziende hanno scoperto che, con i vaccini, si possono far soldi. La Wyeth con un vaccino contro lo pneumococco (84 dollari a dose). La Merck con uno contro il papilloma (130 dollari a dose). Big Pharma ha scoperto il settore: Novartis ha comprato Chiron, Sanofi ha preso Aventis Pasteur, Astra Zeneca Medimmune, Glaxo ID Biomedical, ancora Sanofi la Acambis, Pfizer ha assorbito Wyeth. Senza questa concentrazione di mezzi e di ricerca, dicono gli uomini delle grandi aziende, non ci sarebbero oggi le risorse industriali per una risposta rapida all’emergenza pandemia.

Nonostante questo spiegamento di forze, peraltro, il vaccino, anche se prenotato, è ancora un punto interrogativo. Gli scienziati della Novartis hanno fatto sapere che, nei test di laboratorio sul virus della suina, riescono a produrre solo il 30-50 per cento dell’antigene (l’antigene è l’elemento attivo del vaccino) che normalmente si ottiene per il virus dell’influenza ordinaria. Più antigene si crea, più dosi si possono produrre. Inoltre, il processo di fabbricazione è ancora lungo: una volta isolato il virus in laboratorio, le milioni di dosi di vaccino vanno coltivate in altrettanti milioni di uova di gallina, per un periodo di 4-6 mesi.

È per questo che non si sa ancora con sicurezza quando il vaccino prenotato sarà effettivamente disponibile. Esiste un metodo più rapido: la produzione del vaccino direttamente su una cultura di cellule. È una procedura già usata per altri vaccini, ma ancora non autorizzata per l’influenza. L’emergenza pandemia potrebbe costringere a bruciare i tempi.

 

L'unica cosa che rimane da fare è una sana benedizione.................................

by clod

 

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4 agosto 2009 2 04 /08 /agosto /2009 11:33

In questi giorni moltissimi di voi sono in partenza e fra le mete preferite ci sono Londra e gli States. Siete preoccupati di contrarre la nuova influenza suina? Questo post è scritto proprio per voi!

Allora inziamo col dire che non dovete preoccuparvi più di tanto perchè fino ad oggi stiamo parlando di una sempliccisima influenza e la domanda che sorge spontanea è: vi siete mai preoccupati più di tanto per la normale influenza? No! Questo discorso era valido ieri, è valido oggi e sarà valido finchè non sentirete dire dal Ministro della Salute che c’è stata una mutazione nel virus dell’influenza A.

Detto questo ora vi spiego cosa fare nel caso sfortunatissimo vi doveste ammalare di Influenza A.

Cosa fare da un punto di vista medico

La prima cosa da fare (essendo dei turisti) sarà quella di recarsi presso il pronto soccorso di qualsiasi ospedale londinese portando con voi la tessera sanitaria. Da un punto di vista medico non vi servirà altro perchè sapranno benissimo cosa fare. Nella maggioranza dei casi non vi ricovereranno ma vi prescriveranno solo degli antivirali da prendere in albergo.

Cosa fare da un punto di vista organizzativo

Il problema è infatti più organizzativo che medico perchè ci saranno spese impreviste da sopportare ma se vi organizzate per tempo non perderete neanche un euro.

Le spese sono di due tipi:

1. Mediche: sono completamente gratuite. Oltre alla tessera sanitaria vi conviene recarvi presso la vostra ASL di appartenenza con un documento di riconoscimento valido e richiedere il rilascio del Modello E 111.

Nel caso non facciate in tempo a richiedere il modello E 111 le spese vi saranno comunque rimborsate una volta tornati in Italia (vi basterà chiedere il rimborso alla sua ASL). Il modello E 111 e quindi il rimborso totale delle spese mediche non è valido per tutti i paesi del mondo ma solo a in 14 Paesi dell’Unione Europea (Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Lussemburgo, Olanda, Portogallo, Spagna, Svezia) e in 3 Paesi dello Spazio Economico Europeo - S.E.E. (Norvegia, Islanda e Liechtenstein). Per gli altri Stati vi conviene stipulare una polizza assicurativa privata.

2. Organizzative: per le spese alberghiere e del viaggio aereo di ritorno l’unico modo per tutelarsi è quello di stipulare un’assicurazione di viaggio privata. Chiedete informazioni alla vostra agenzia di viaggio o visitate questo sito worldnomads.it per stipularla online.

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4 agosto 2009 2 04 /08 /agosto /2009 10:41

Il ministro dell'Interno Roberto Maroni firmerà in settimana il decreto attuativo per le ronde "e dall'8 agosto si parte". E' lui stesso ad annunciarlo in una intervista a quotidiano della Lega nord, la Padania. Maroni precisa che ci saranno regole "precise e anche molto severe", e che sarà "il primo cittadino a decidere se e dove si faranno. Dopodiché si avvia tutta una procedura di garanzia che impegna la Prefettura. Per i cittadini che si mettono a disposizione per partecipare alle ronde sono previsti, infine, un periodo di formazione controlli molto accurati". Rispondendo a una domanda sugli scontri di Massa tra cittadini di destra e di sinistra, il ministro dice che "l'episodio di massa non c'entrava nulla con le ronde" ma si è trattato "solo di un episodio di delinquenza politica". E con le nuove regole, aggiunge, dare vita a ronde politicizzate "non sarà più consentito".

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3 agosto 2009 1 03 /08 /agosto /2009 12:16
CE UNA NOTEVOLE DIFFERENZA FRE VOI E DIO,NON CONFONDETEVI.....................

VIVERE E' UN DIRITTO..........NON UN DOVERE CHE ESERCITANO ALTRI

by clod

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3 agosto 2009 1 03 /08 /agosto /2009 11:27

Il quotidiano online Affaritaliani intervista Paola Binetti a proposito della pillola abortiva («RU486/ Paola Binetti ad Affari: “L’aborto torna alla clandestinità”», 31 luglio 2009):

“Non ne farei una questione di scomunica: non è il modo che cambia la sostanza e l’aborto è sempre sbagliato per un cattolico – spiega la senatrice – Qui invece si sta andando verso l’aborto fai da te, l’aborto bricolage, che restituisce le donne alla loro solitudine”.

Questo della «solitudine» delle donne è un argomento molto gettonato dagli avversari della RU-486. Con l’aborto farmacologico l’espulsione dell’embrione può avvenire dopo che la donna è uscita dall’ospedale dove le è stata somministrata la pillola; ebbene, per i prolifers, in qualsiasi luogo ciò avvenga la donna vi si troverà sempre sola. Mariti, compagni, genitori, fratelli e/o sorelle, amiche, vicine di casa, passanti premurose: per qualche misterioso fenomeno la donna che ricorre alla RU non può contare su nessuno di costoro, mai. Forse sarà il senso di colpa inconsapevole – abortire, e per giunta con una pillola simile a una caramella! – che la spinge a ficcarsi in un buco sperduto ad espiare in solitudine; forse sarà la punizione divina che rende il paesaggio circostante identico a una città appena colpita dalla bomba al neutrone; il risultato comunque è quello.
Vuoi mettere invece la festosa compagnia che ti tocca con l’aborto chirurgico? L’infermiere che ti fa accomodare sul lettino, l’anestesista che ti chiede di contare alla rovescia... Forse riesci persino a vedere il chirurgo che ti opererà; e, se sei fortunata, arriva anche la polizia. Tutta un’altra cosa, decisamente.

Il problema principale delle commercializzazione della Ru486? “Si sta riportando l’aborto a una condizione di clandestinità, non legale, ma psicologica, sociale... che riconsegna le donne alla solitudine. La casa farmaceutica che produce questa pillola punta alla vendita diretta nelle farmacie”.

Certo sarebbe bello che la Binetti offrisse qualche prova di quest’ultima asserzione, così recisa: chessò, un memorandum interno della Exelgyn, una dichiarazione intercettata dei suoi manager, un dossier confidenziale prontamente divulgato da qualche sottosegretario... Senza queste pezze d’appoggio qualcuno potrebbe altrimenti essere indotto a pensare che si tratti di una illazione tendenziosa e del tutto campata in aria: il che sarebbe gravemente ingeneroso verso l’onorevole Binetti, ma purtroppo – si sa – la gente tende a pensare male.

“Inoltre – conclude – questo tipo di somministrazione prevede che debba avvenire entro la settima settimana, termine al di sotto di quello previsto dalla 194. Se però questo termine viene superato si rende necessario un raschiamento e un intervento chirurgico successivo. Insomma, stiamo uscendo da una situazione in cui l’aborto chirurgico è diventato una sorta di aborto sicuro per entrare in un’altra condizione, quella dell’aborto chimico in cui la sicurezza sembra diventata un optional”.

Temo di non riuscire bene a seguire il pensiero della Binetti, qui. Sette settimane, cioè 49 giorni, rientrano nel limite di 90 giorni per l’aborto non terapeutico previsto dalla legge 194, sì; ma non capisco in che modo questo sia significativo. Il peggio però viene subito dopo: perché mai passate le sette settimane una donna dovrebbe essere sottoposta a un raschiamento (e a un innominato «intervento chirurgico successivo»)? Se il termine per l’aborto farmacologico è passato la donna verrà sottoposta semplicemente a un comune aborto per aspirazione (il metodo chirurgico più indicato entro il primo trimestre di gestazione). Sembrerebbe che la Binetti abbia fatto confusione con ciò che succede quando l’aborto farmacologico fallisce, cioè quando l’embrione rimane in tutto o in parte nell’utero: è in questo caso che si rende necessario il raschiamento (e basta; può anche andare bene una semplice aspirazione).
Ma immagino che qui la Binetti sia stata male interpretata da chi la stava intervistando. Altrimenti dovremmo concluderne che l’onorevole non sappia di che cosa sta parlando; e questo, ne converrete, è assolutamente impossibile...

Postato da Giuseppe Regalz

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  • : La pressione dell’omologazione, l’egoismo altrui lo hanno spinto verso la più triste e irreversibile delle scelte Con lui si è chiusa l’epoca degli ideali della società nuova. Ora, in questa fase di passaggio, dove il ricordo di quegli ideali fluttua nell’aria, sta a noi restituire fiato alle travolgenti spinte del secolo scorso.
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