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31 agosto 2009 1 31 /08 /agosto /2009 11:08
La Lega Nord incita a torturare gli immigrati clandestini? Ma che stupidaggine! Ma quando mai! Tutto falso, inventato di sana pianta. Scemo chi ci ha creduto. L’ormai famosissimo manifesto «Immigrati clandestini: torturali! È legittima difesa» scovato sul profilo Facebook della Lega Nord di Mirano è in realtà una vignetta satirica disegnata da Mauro Biani nel lontano 2004. Resta da capire come sia finita sul sito ufficiale di una sezione della Lega di un piccolo comune in provincia di Venezia. Dopo qualche giorno di imbarazzo, Alberto Semenzato, vicesindaco di Mirano ha ammesso che la pagina è sua, sì, ma quell’immagine gliel’ha messa qualcun altro, sicuramente un malitenzionato, forse qualcuno che gli ha rubato la chiavetta usb in cui custodiva incautamente tutte le sue password. Quindi possiamo tutti dormire sonni tranquilli: tra i leghisti ci sono forse degli idioti smemorati, ma sicuramente nessun potenziale torturatore. O forse no? Facciamo un passo indietro. Tra le varie dichiarazioni di “dissociazione” dal falso manifesto, ci ha colpito quella di Roberto Cota, capogruppo della Lega Nord alla Camera, segretario del partito in Piemonte e illustre ex “amico” della sezione di Mirano: «L’amicizia su Facebook si dà in buona fede a centinaia di soggetti ogni giorno e non si può in alcun modo essere responsabili delle condotte altrui». Tortura, amicizia e responsabilità, dunque, questi i termini della questione, per quanto possa stridere un discorso simil-etico tra le fauci di un leghista. A proposito di amicizia, facciamo un passo avanti. Proprio oggi il Presidente del consiglio italiano è tornato in Libia a celebrare con Gheddafi il trattato di amicizia italo-libica, siglato giusto un anno fa a Bengasi. Come tutti sanno, il trattato prevede in soldoni il subappalto alla Libia del “contrasto dell’immigrazione clandestina”diretta verso l’Italia, in cambio del libero accesso dell’Eni allo sfruttamento delle risorse energetiche libiche. Ma lasciamo perdere questi dettagli e andiamo al sodo così come è presentato dalla propaganda di entrambi i regimi: Silvio Berlusconi e la Muammar Gheddafi sono amici, così come amici sono (o erano) Cota e la Lega di Mirano. E cosa c’entra? Bene. Se c’è qualcuno che ha tutte le carte in regola per dire «Immigrati clandestini: torturali! È legittima difesa», quello è proprio il colonnello Gheddafi, la cui polizia ha recentemente ucciso a colpi di pistola e di coltello almeno venti rifugiati somali che tentavano di fuggire della prigione di Bengasi, frendone gravemente altri cinquanta. Se non è tortura questa… naturalmente per “legittima difesa” delle coste italiane, come sancirebbe qualunque corte di tribunale. Eccoci dunque alla fine del nostro ragionamento: se Gheddafi fosse su Facebook, allora lui sì che potrebbe affermare che è giusto torturare i clandestini. In fondo si tratta del secondo livello di quell’altro famoso giochino inventato dal figlio di Umberto Bossi. E gli amici di Gheddafi, sempre su Facebook, sarebbero giustamente Silvio Berlusconi, Roberto Maroni, Roberto Cota e la Lega di Mirano, sempre che si ricordino la password. E tutti questi amici, vermi della terra, sono senza dubbio responsabili di tutti gli eccidi, piccoli e grandi, che avvengono sistematicamente in terra libica, italiana, e nel mare che sta in mezzo. (Per concludere, questa storia del finto manifesto ce ne ricorda un’altra, quella della «solidarietà ai cinque di Verona. Li chiamano naziskin… sono eroi padani!» . Anche allora, Roberto Cota e altri suoi amici si dissociarono dal presunto falso, minacciando querele a destra e a manca. Ne riparleremo alla prima vittima delle ronde. Nel frattempo, sempre a proposito di etica e responsabilità, potete rileggervi Il cuscino di Maroni, Divertiamoci anche noi, Il volto dell’uomo nuovo, La stessa firma e Sorvegliateci i Maroni) Inserito da Anonimo il Lun, 31/08/2009

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31 agosto 2009 1 31 /08 /agosto /2009 08:15
Un post chiaro e preciso,merita ...

Abbiamo capito che l'Italia, grazie agli italiani risparmiosi e mal disposti a contrarre debiti - almeno fin'ora - riuscirà, forse, a cavarsi dalla crisi prima e meglio degli altri Paesi europei e, certamente, prima degli USA. Il vero nostro problema è che ad indebitarci fino al collo ci hanno pensato i nostri politici, succedutisi a partire dall'egr. sig. Craxi in poi, per finire al suo degno discepolo e grande ammiratore (è solo ammirazione o anche riconoscenza?): l'attuale Presidente del Consiglio. Ricordo male? non è stato lui a sostenere che in Italia era lecito evadere le tasse, data l'alta incidenza di queste sul reddito sia personale, che aziendale? Non è stato lui a criticare il fatto che in Italia, data la presenza di go verni spreconi, egli era costretto a lavorare fino a giugno per coprire il dovuto all'erario? E' evidente che questo signore, abituato a smentire ciò che ha dichiarato solo qualche ora prima, con ciò dimostrando una notevole faccia di .... camaleonte, ha dimenticato le sue stesse dichiarazioni, tendendo a massacrare i cittadine con oneri tali da costringerli a lavorare non più fino a giugno ma, ormai, anche sin dopo dicembre. Per mantenere lui e quelli come lui, che dimostrano ogni giorno di ben amministrare la disponibilità dell'erario. E non parlo solo delle tasse dirette perchè a queste vanno aggiunte le indirette e non solo per l'IVA, ma per i vari tickets e balzelli che ogni giorno ci affliggono. Un esempio? le multe, divenute ormai vere e proprie vessazioni, al punto da imporre il ricorso ad un provvedimento restrittivo immaginato di recente per riportare la gestione delle infrazi oni da autovelox nel più costituzionale ambito dell'emerita P.S.. Ma l'italiano è debole di memoria; oppure, come ha sostenuto qualche quotidiano estero, sia inglese, che australiano: o è stupido o è colluso. Scegliete voi! Sta di fatto che solo in Italia viene votato un politico come il sig Cesa il quale - e lo cito solo per fare un esempio fra i tanti - all'indomani dello scandalo del droga party riguardante un onorevole del suo partito, ha avuto il coraggio di sostenere come la circostanza mettesse in evidenxza la necessità di increnetare gli emolumenti elargiti agli uomini politici "per consentire loro il ricongiungimento alla famiglia ogni fine settimana"; e questo sig. Cesa, è sempre lo stesso politico che si è assunto l'onere di candidare nelle liste del partito che rappresenta un esponente di casa Savoia, ignaro, forse, di quel che tale real casa ha saputo esprimere nei confronti della nostra Italia in diversi momenti storici: dall'abbandono, alla richiesta di risarcimento, a proposito del quale proprio il rampollo candidato, ha dichiarato nel corso di una delle tante interviste:"..... ma di soldi ne sprecate così tanti che......".poi anche lui, come qualcun altro, ha subito dopo dichiarato di dissociarsi dalla richiesta, scusandosi col dir che fu formulata non da lui. Ed anche qui cito solo degli esempi, perchè ben lunga sarebbe la elencazione degli episodi che caratterizzano questa reale stirpe, come l'esplicito rifiuto a riconoscere la nostra Costituzione repubblicana espresso pubblicamente dal papà dell'attuale candidato a rappresentare quella nostra stessa repubblica a livello europeo. E poi ci meravigliamo che il mondo intero ci rida dietro, checchè ne dica il nostr Silvio nazionale. Ma tant'è, per la poltrona questo ed altro  ;si è disposti a fare, vero sig. Cesa?Il vero guaio è che non ci rendiamo conto dello spessore degli uomini che rappresentano tutti noi e non soltanto chi li elegge, anche se questi dovrebbero solo che vergognarsi di tanta ..... non so proprio come definirla, scegliete voi, ognuno secondo propria capacità. Ma questo non solo è possibile ma, secondo i benpensati,  è il bello della democrazia! Che grande stronzata! Questa è la legge dei numeri che, per me, equivale alla "legge del più forte". E' cioè l'espressione più pura della violenza ardita, feroce e costante, perpetrata dai pochi sulla totalità, ma sempre nel nome e nell'interesse del popolo italiano. Proprio come dichiara costantemente il nostro Silvio nazionale, il quale fa bene a fare i suoi interessi avendo ampiamente dimostrato di saperli ben curare. Il nostro problema vero è l'assenza di una  opposizione degna di ta le ruolo. E' formata da uomini come il sig. Cesa o ancora peggio, da individui capaci solo di badare al proprio piccolo orticello sotto casa, mai avendo la percezione che la Storia, quella con la esse maiuscola scritta dai nostri antenati, viene giornalmente massacrata dai governi succedutisi da Craxi in poi. Forse all'epoca poteva avere anche una sua valenza l'invito a rischiare fino a rasentare il filo della legalià; ma gli effetti che ha prodotto alla lunga questa filosofia politica sono devastanti: il degrado è in ogni settore; l'arroganza è sempre più palese e manifesta; l'ignoranza, lo squallore culturale non è più un motivo di umiltà, ma un segno di pretesa sfacciata, quasi fosse colpa degli altri il mancato riscatto dalla propria condizione di bisogno.Però, siamo liberi! sostengono alcuni direttori di giornali, penne vendute, come amava chiamarli un Saviane di altri tempi.Ci guardiamo attorno e scorgia mo, proprio in questi mesi di maggiore movimento turistico, che in Italia arrivano cittadini da tutto il mondo. E perchè? per visitare luoghi obiettivamente bellissimi, siti pregevoli per storia e cultura, ma tutto lasciatoci dai nostri avi. E noi, oggi, che cosa abbiamo da mostrare come segno culturalmente rappresentativo dei nostri tempi? Come contribuiamo all'arricchimento di tale nostro patrimonio artistico e culturale? con l'immondizia, che se non è di Napoli è di Palermo o di qualsivoglia altra città italiana, specie dopo la mezzanotte; con i mari inquinati proprio da coloro che dalla bellezza naturale di quei luoghi traggono motivo di arricchimento (che squallore!); con una giustizia lenta e contraddittoria, che, come la sinistra, si giustifica col dire: ma è la legge!;con assassini in libertà perchè utlizzano la macchina come mezzo di esecuzione dei loro assassini al posto di armi più convenzional i;con falsificatori di bilanci impuniti per derubricazione di tale reato; con una delinquenza, sia spicciola, che organizzata, sempre più agguerrita ed evidente, quasi fiera di competere con quel potere politico di fatto inesistente grazie alla vacuità degli addetti. Che invece sono tanto presi o dalla barca o dal bel vestito di cachemire o dalla bella macchina rigorosamente straniera o dalla frequentazione di salotti bene. Dove sono andati a finire gli scontri per l'affermazione del bene sociale? Questa, evidentemente, è una icona del passato che mal si coniuga con gli interessi attuali, entrambi esecrabili sia che governino o che si oppongano. Fanno entrambi finta di occuparsi del bene del Paese. E poi ci meravigliamo che il 30 % dell'elettorato protesti civilmente, privandosi del diritto di voto non recandosi alle urne? Ci dovremmo meravigliare di come mai nessuno si occupi di questa manifestazione di dissenso concreta così ampia e tendente alla crescita continua e che, si badi bene, rappresenta ormani il 30% dell'intero elettorato; e non solo il 30% di coloro che hanno votato, che è un numero ben inferiore. E tuttavia, nessuno ne parla. Come mai? Cui protest? La democrazia è bella proprio per questo, peccato che è anche la nostra più grande responsabilità assunta nei confronti dei nostri figli e nipoti, ai quali competerà di sanare i danni provacati dalla manifesta incapacita di chi ci governa e nostra, per aver loro consentito di governarci. Provate a smentirmi, ma prima dimostratemi come ho fatto ad assumere un debito di oltre 30.000 euro (questa è la somma che grava sulla testa di ogni singolo italiano, da quello che sta nascendo a quello che sta morendo e che prima o poi bisognerà sanare) senza mai aver firmato una cambiale; ma assunto per me da quei famosi man tenuti di lusso dei quali continuiamo a parlare, mentre loro agiscono, sempre, benionteso, nell'interesse del Paese e nel nome del popolo italiano.

Cordialità, Giuseppe Costanza

 

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30 agosto 2009 7 30 /08 /agosto /2009 08:31

Una mattanza che si ripete ogni anno, da sempre e che sembrava destinata a rimanere segreta. È la strage dei delfini di Taiji, una città giapponese a 500 Km a Sud-Ovest di Tokyo.

La cittadina sorge proprio in prossimità di una delle principali rotte migratorie dei mammiferi marini. Qui, quando arriva la stagione, un gruppo di pescatori va in mare e produce con i remi una barriera sonora che serve a disorientare i delfini e a farli cadere in trappola nella baia.

Qualche decina di loro viene presa e destinata agli acquari di mezzo mondo. Gli altri, invece, vengono letteralmente massacrati a bastonate e venduti sul mercato alimentare, spesso spacciati per la prelibatissima carne di balena. Parte dei mammiferi macellati, poi, finisce anche nelle mense scolastiche.

Fino ad un anno fa, la mattanza di Taiji, città dove il delfino è apparentemente venerato con tanto di statue e mosaici, si svolgeva in gran segreto.

Ora, però, il documentario «The Cove» («La Baia»), presentato e premiato all’edizione 2009 del Sundance Film Festival sta mostrando la cruda verità.

Il trailer, accessibile in Rete, viene visto da un numero sempre crescente di utenti inorriditi.

A girare il documentario sono stati Louie Psihoyos, fotografo con 18 anni di militanza nel National Geographic e Richard O’Barry, che negli Anni Sessanta addestrò il delfino della serie Tv Flipper e che ora, proprio a causa di quell’esperienza, è un feroce oppositore della cattività dei mammiferi marini.

I due si sono serviti di due esperti di apnea che hanno collocato delle telecamere nascoste sul fondo della baia. E hanno ottenuto un risultato impressionante: dopo il massacro, tutta l’acqua della baia è di colore rosso.

Psihoyos aveva anche tentato di girare il documentario per vie legali; dopo aver chiesto le autorizzazioni, però, è stato minacciato in modo non proprio velato dal sindaco della città giapponese: «Avvicinarsi alla baia», che è inaccessibile e circondata da siepi di tela catramata e telecamere a circuito chiuso, «può voler dire farsi molto male».

 

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28 agosto 2009 5 28 /08 /agosto /2009 10:01

«Immigrati clandestini. Torturali! È legittima difesa». È questo il disgustoso slogan che appare su alcuni manifesti della Lega Nord di Mirano usati come “profilo” sulla loro pagina di Facebook. A segnalare la cosa è stato Walter Veltroni durante la presentazione del suo nuovo libro «Noi», parlando di fronte ai ragazzi di un istituto scolastico di Misurina, uno dei luoghi dove è ambientato il romanzo.

«Stamattina aprendo Facebook ho visto un'email inviatami da un'amica di Brescia. È la foto che la sezione di Mirano della Lega nord usa come immagine di profilo. È un manifesto con il simbolo della Lega e sotto la scritta 'Immigrati clandestini, torturali! È legittima difesa'. Io credo che questo sia inaccettabile. È contrario ad ogni forma di civiltà, prima ancora che alla nostra storia e alla nostra tradizione di emigranti. Chiederò al ministro degli Interni Maroni di adoperarsi perché venga immediatamente cancellato».

Sul sito, intanto, appaiono anche commenti di militanti leghisti: Alessandro scrive “Son d'accordo!” e lo ripete quattro volte per sottolineare il concetto; i “colleghi” della Lega Nord di Quarto D'Altino si compiacciono anche loro: “Bella questa... ah ah ah”. Solo Giacomo ha la decenza e il coraggio di schierarsi contro e scrive un lapidario “Non sono per niente d'accordo”.
27 agosto 2009

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26 agosto 2009 3 26 /08 /agosto /2009 18:40

Ci siamo sbagliati, ancora una volta. Nel 2007 è stata approvata la legge di riforma dei servizi segreti che, tra le altre cose, ha ridotto la durata del segreto di stato da 50 a 15 anni, prorogabili fino a un massimo di trenta. La aspettavamo da trent’anni questa legge, perché l’Italia è piena di misteri con la complicità del segreto di stato, stragi e inchieste che non finiscono mai, da piazza Fontana all’Italicus, dal 904 alla strage di Bologna. L’elenco sarebbe lunghissimo. Limitare nel tempo il segreto di stato è una conquista di trasparenza e democrazia. Bene: apprendiamo, in questi giorni, che «ci sono problemi nell’applicazione di questa parte della legge». E i segreti di stato continuano a restare tali.

Ma non è finita qua. La stessa legge (n.124) ha riformato il complesso sistema delle agenzie di intelligence riorganizzando competenze e incarichi; ha dato più poteri ai nostri 007 (le cosiddette garanzie funzionali, in pratica la licenza di reato) mettendoli al pari dei colleghi stranieri e in grado di fronteggiare la sfida del terrorismo e, in parallelo, ha dato anche più poteri al Parlamento (al Copasir) per sorvegliare e controllare. Soprattutto, le legge ha riformato i modi di reclutamento degli 007, un modo per fermare il mercato delle assunzioni per questioni di parentela, amicizia e cordata. Anche questo punto delle legge «ha difficoltà di applicazione».

Potremmo non crederci visto che la legge di modifica dei servizi segreti è stato un lavoro lungo quindici anni, da quando s’è capito che quella del 1978 non era più adeguata perché il mondo nel frattempo è cambiato. Questo hanno scritto, sfumandolo in «ci sono difficoltà di applicazione», il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta che ha la delega ai servizi segreti e il direttore del Dis prefetto Gianni De Gennaro che coordina e sovrintende l’attività di Aise (ex Sismi) e Aisi (ex Sisde). Francesco Rutelli, presidente del Copasir, scrive nella relazione annuale appena consegnata al Parlamento che «con l’approvazione dei regolamenti applicativi è stata data effettiva attuazione alla riforma dell’intelligence». Tutto vero. Solo che i direttori delle agenzie, a regolamenti approvati, hanno rappresentato dubbi e perplessità. Il risultato è che sia le assunzioni che il vincolo del segreto di stato sono bloccati. Per l’esattezza «inapplicati».

La nuova legge prevede che per accedere nei ruoli delle agenzie sia necessario un concorso pubblico, un passaggio tecnico di valutazione di chi lo Stato sta per assumere in uno dei ruoli più delicati della propria amministrazione. È quello che accade, da anni, negli Stati Uniti per i ruoli della Cia o Dia e nel Regno Unito per Mi5 e Mi6. Là funziona, accesso con concorso pubblico. In Italia no: «Le procedure del concorso pubblico in Italia sono tali – è stato spiegato dai direttori di Dis, Aisi e Aise – per cui è impossibile conciliare i meccanismi di un concorso con la segretezza».

Non ci sta Ettore Rosato (Pd), membro del Copasir: «Se ci sono difficoltà nella procedura dei concorsi dobbiamo intervenire, ma il principio è intoccabile: per entrare nei servizi servono selezioni severe». Basta, ad esempio, con favoritismi e corsie privilegiate: nel settembre 2008, un giorno prima che entrassero in vigore i nuovi regolamenti furono assunti all’Aisi 250 agenti. L’ultima grande infornata. Poi con l’obbligo dei concorsi, c’è stato il blocco. Non meno grave è il fatto che non si possa far cadere il segreto di stato sui misteri d’Italia. «Anche qui sono segnalati problemi applicativi – si spiega dal Copasir – ci dicono che devono rinviare, pare non sappiano da quando far decorrere i termini per calcolare i tempi». Scrive Giuseppe de Lutiis (I servizi segreti in Italia, Ed. riuniti): «Il segreto di stato è diventato uno strumento di dominio di prim’ordine».

L’Italia sembra una Repubblica fondata sul segreto. Ha scritto alcune settimane fa su l’Unità Claudio Nunziata, ex pm della strage di Bologna a proposito degli ancora troppi misteri d’Italia: «Occorre che gli storici mettano alla prova la lealtà alle istituzioni esercitando il diritto di accesso agli archivi». Il problema è che quegli archivi continuano ad essere negati.

 

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24 agosto 2009 1 24 /08 /agosto /2009 19:37

Una pandemia influenzale è causata da un virus che può essere del tutto nuovo o scarsamente diffuso nella popolazione umana. Questo crea una generale vulnerabilità all’infezione. Anche se non tutta la popolazione contrae l’infezione nel corso della pandemia quasi tutti sono suscettibili di infettarsi. Il fatto che un gran numero di persone si ammali più o meno nello stesso periodo rende l’influenza una patologia che incide sia economicamente che socialmente e può comportare un sovraccarico di lavoro per le strutture sanitarie. La contagiosità del virus influenza la gravità della pandemia poiché può aumentare il numero di persone malate e bisognose di cure in un periodo breve di tempo e con concentrazione in una determinata area geografica anche se non tutti i Paesi e le aree geografiche sono interessate dalla pandemia nello stesso periodo. Anche la rapidità della diffusione sia all’interno del Paese che a livello internazionale viene influenzata dalla contagiosità del virus. La diffusione rapida della malattia può ridurre la capacità di governi e servizi sanitari di far fronte alla situazione.

Il virus A (H1N1) responsabile dell’attuale influenza pandemica è un virus nuovo che non era stato precedentemente osservato sia nell’uomo che negli animali. Anche se per ora non è possibile avere certezze, i ricercatori sostengono che l’immunità preesistente al virus è bassa o inesistente, o limitata alle persone anziane. Il virus A (H1N1) sembra essere più contagioso del virus responsabile dell’influenza stagionale, si diffonde cioè rapidamente. La percentuale di individui colpiti da influenza stagionale, nella seconda ondata, è compresa tra il 5% e il 15%. Per quanto riguarda il virus A (H1N1) si prevede una percentuale compresa tra il 22% e il 33% di persone affette. Al di fuori del Messico il virus A (H1N1) tende a causare una forma lieve nelle persone sane, quasi tutti i casi di malattia più grave o letali riguardano individui affetti da malattie croniche. In termini di vulnerabilità della popolazione, il virus A (H1N1) può causare una forma seria o addirittura letale in persone che si trovano in condizioni di salute precarie (OMS - maggio 2009).

Raccomandazioni dell'OMS sull'impiego del vaccino

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, in data 11 giugno 2009, ha dichiarato il passaggio alla fase 6 della influenza da virus A H1N1. Conseguentemente, la stessa Organizzazione ha diramato, il 13 luglio, le raccomandazioni del SAGE (Strategic Advisory Group of Experts) sull’impiego del vaccino contro l’influenza pandemia da virus A H1N1.

Il SAGE ha esaminato la corrente situazione pandemica, lo stato di produzione del vaccino antinfluenzale stagionale e la capacità produttiva del potenziale vaccino contro il virus A H1N1 ed ha considerato le possibili opzioni d’uso.

Gli esperti hanno identificato tre differenti obiettivi che i Paesi possono considerare nel disegno della strategia vaccinale pandemia:

  • Proteggere l’integrità del sistema sanitario e delle infrastrutture del Paese
  • Ridurre la morbosità e la mortalità
  • Ridurre la trasmissione del virus pandemico nella collettività

L'OMS sottolinea che qualunque strategia vaccinale dovrebbe essere armonizzata con la situazione epidemiologica nazionale, con le risorse e la capacità di accesso alla vaccinazione, per implementare la campagna vaccinale nelle categorie individuate e applicando altre misure di mitigazione non farmacologiche. Sebbene la gravità di questa pandemia sia attualmente considerata moderata, autolimitantesi e senza complicanze nella maggior parte dei pazienti, alcuni soggetti, quali le donne in gravidanza, gli affetti da asma e altre patologia croniche, sembrano essere a maggior rischio per complicanze e decessi, conseguenti all’infezione.

Pertanto, l’OMS raccomanda di immunizzare prioritariamente gli operatori sanitari per mantenere le prestazioni sanitarie e, poiché il vaccino prodotto inizialmente dalle ditte non sarà sufficiente per tutti, di procedere alla vaccinazione, per livelli successivi, dei gruppi di popolazione considerati a rischio. Ogni Paese dovrebbe stabilire le proprie priorità sulla base della situazione sanitaria del territorio e procedere identificando i gruppi da vaccinare, ad esempio: donne incinte, bambini sopra i 6 mesi con patologie gravi, giovani e adulti tra i 15 e i 49 anni di età, bambini sani, adulti sani tra i 50 e i 65 anni di età e adulti sani oltre i 65 anni.

Linee del Governo italiano per la vaccinazione

La programmazione della campagna vaccinale pandemica, secondo il parere espresso dall’Istituto Superiore di Sanità, è fortemente in sintonia con quanto raccomandato dall’OMS. Secondo quanto illustrato alla Camera il 22 luglio dal Ministro Sacconi, la vaccinazione pandemica sarà offerta prioritariamente al personale sanitario, che dovrà assistere i malati, e ai soggetti a rischio di complicanze per patologie, per un totale di 8,6 milioni di persone entro la fine del 2009. Poiché i bambini e i giovani sono maggiormente suscettibili di tale infezione, e quindi sono serbatoi di diffusione della stessa, si sta considerando di vaccinare dal gennaio 2010anche tale fascia di popolazione, che va dai 2 ai 27 anni (15,4 milioni di soggetti).

Un ciclo vaccinale è costituito da due dosi di vaccino, pertanto verranno acquisite 48 milioni di dosi di vaccino pandemico, dalla fine di novembre a gennaio 2010, secondo la programmazione di produzione delle industrie farmaceutiche con le quali il nostro Paese ha stipulato contratti di prelazione dal 2005.

 

 

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24 agosto 2009 1 24 /08 /agosto /2009 19:26

Agosto un mese pieno di notizie, tragiche , ridicole, enormi e ordinarie, dagli attentati alle elezioni da certe parti, a il solito tramtram agostano da altre parti.
Agosto...

Agosto un mese sempre scomposto
tutti quanti a cambiar posto
c'è chi sale e c'è chi scende
c'è chi vince e c'è chi perde.
Chi va in gita alla galera
chi ci sta da mattina a sera.
Chi si scopre gladiatore
poi finisce dal dottore.
Chi in mondo non perfetto
resta secco nel cassonetto.
Chi evadendo da galera
trova la risposta vera.
Chi scappando di prigione
maramao al pacco al pacchettone.
Chi con voce da trombone
agosto:
è un mese troppo scomposto!
e va presto ricomposto
con più di una nuova prigione!
...è la tiritera estiva....E...STATE BENE?
ma quando ti imbatti in una notizia così....

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=70534&sez=HOME_ROMA

ROMA (22 agosto) - Stava rovistando tra i rifiuti in un cassonetto, alla ricerca di un po' di cibo, quando all'improvviso è stato probabilmente colto da un malore ed è morto finendo con metà corpo nel bidone. È successo a un clochard romeno di 45 anni a Ostia, il cui cadavere è stato trovato oggi dalla polizia con una parte del corpo ancora nel cassonetto dei rifiuti. L'uomo, sui 45 anni e di carnagione chiara, era morto già da almeno tre ore, secondo i primi accertamenti fatti dagli operatori del servizio sanitario del 118.

Quando sono arrivati gli agenti, il cadavere dell'uomo era rigido. Una donna ha raccontato ai poliziotti di essersi accorta per la prima volta alle 11 dell'uomo, poggiato sul cassonetto e vista la posizione ha ipotizzando che stesse rovistando tra i rifiuti, in via Martinica ma alle 13.30 quando è ripassata ed ha notato l'uomo nella stessa identica posizione si è preoccupata ed ha chiamato il 113.

L'uomo, a quanto si è appreso, aveva bevuto, ma sul corpo non è stato trovato alcun segno di colluttazione o violenza. Sarà l'autopsia, disposta dal magistrato, a dare l'eventuale conferma ma allo stato l'ipotesi investigativa è che il romeno sia stato colto da un malore.

L'uomo, che aveva in tasca un documento, aveva piccoli precedenti per furto. Sarà l'esame dattiloscopico a dare la conferma anche della sua
identità.

...quando ti imbatti in una notizia così....

senza guardare il cielo, morire.
Ma si il cielo lo avrà guardato anche lui nel suo cammino, chissà quante stelle aveva di riferimento nel suo cammino, lo avrà guardato il cielo anche lui.
O forse lo immaginava quando era chiuso nei Tir nei viaggi.
Ma appena sceso avrà guardato il cielo, anche lui.
E' il cielo che non ha guardato lui: il cielo ha altro da fare! il cielo è uno stakanovista a quello....IDDIO!!!
e ha da fare il suo lavoro infinito.
Guardate il Cielo che se ne fotte di voi, guardate il Cielo
che è basato sull'equilibrio della sua Legge Universale, ed è compostissimo.... almeno all'apparenza.
Morire con la faccia nell'immondizia, morire stroncato dall'immondizia.
Come il burattino Totò nel film di Pasolini che mentre moriva guardava il cielo e le nuvole, eh non tutti i burattini quando muoiono possono guardare il cielo e le nuvole!
Lui non guardava il Cielo e le nuvole, lui era costretto a guardare l'immondizia, e chi è passetto mentre correva?
e di corsa ha "visto" un burattino nel cassonetto! normale, no? se ne vedono tanti! e dopo quando è ripassato.... ancora lì?...113.
Lui non poteva guardare il cielo, altri non guardano chi incrociano: E se guardi, poi ti tocca pure vedere!...e se metti poi è ancora vivo? quante incombenze, quante rogne?
O forse più vero è: che è un dato scontato, di normale...amministrazione che ci siano: i morti di lavoro, i morti in mare, i morti nei Tir e i morti nei cassonetti, gli stupri, le violenze, le guerre, le ecatombe familiari, i suicidi di disperazione.... è normale e...LA VITA!!!!

E...STATE BENE???!!!!!

E...STATE BENE, SI ,PURTROPPO!!!!

Perché intanto aveva bevuto! poi aveva precedenti penali!!!!
ma sopratutto
E...STATE BENE!

perché è pronto un numero color clochard da chiamare
800.440.022, che vi metterà tranquilli che qualche... Belviso, qualche angelo custode verrà a togliere l'ingombro , relegarlo in modo che non vediate più morti così scomposte, e i cocci dei cittadini "fragili".
Oh vi potete giocare i numeri pure al nuovo 6 eh!

E...State BENE!

vittoria

L'avamposto degli Incompatibili

autore:

vittoria oliva

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22 agosto 2009 6 22 /08 /agosto /2009 10:29

Il testo è tratto da una relazione dell’Ispettorato per l’Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, Ottobre 1912.

Per chi volesse rinfrescarsi un poco la memoria le foto degli immigrati italiani in America le ho messe qui:
http://www.mamma.am/mamma/articoli/art_3204.htm

QUESTI maledetti, sporchi, inaffidabili immigrati…
“Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Non amano l’acqua, molti di loro puzzano perchè tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perchè poco attraenti e selvatici ma perchè si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro. I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali” (…)

“Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell’Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più. La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione”.

autore:

Aldo Vincent

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21 agosto 2009 5 21 /08 /agosto /2009 09:07

I nonni sono anche una risorsa per far quadrare i conti familiari. Il loro impegno come baby sitter, nell'aiuto alle pulizie di casa, a lavare e stirare, nei piccoli lavori di cucito o in cucina porta ogni anno un risparmio di circa 50 miliardi alle famiglie italiane.
Ben 5 miliardi solo considerando l'occasione di allungare le vacanze estive offerta dai nonni ai più piccoli, quando i genitori sono impegnati al lavoro.

Sono le elaborazioni della Camera di Commercio di Milano sui dati Istat 2008 e il registro delle imprese 2009. Oltre al prezioso aiuto portato alle famiglie dai nonni, da questi dati emerge comunque una società in grande trasformazione. Le imprese che si dedicano all'assistenza sociale, residenziale e non, in Italia sono 11.998, con una crescita del 7,7% tra il 2008 e il 2009. Nelle città, tra le famiglie con i bambini piccoli, quelle in cui entrambi i genitori lavorano superano oramai abbondantemente quelle in cui c'è la madre casalinga. I servizi più richiesti sono allora la baby-sitter, l'assistenza domiciliare e la collaborazione domestica.

Avere una rete parentale di supporto riduce in modo drastico il ricorso a tali servizi, così come avere contatti quotidiani con i nonni; cruciale è anche il reddito a disposizione: dove gli stipendi non bastano i nonni sono una risorsa indispensabile. I nonni fanno da baby sitter, aiutano nelle pulizie di casa, a lavare e stirare, nei piccoli lavori di cucito o in cucina.

Il conto dei 50 miliardi di risparmi corrisponde a quanto sarebbe necessario per stipendiare altrettante colf e baby-sitter per ogni bambino. In Italia sono 8 milioni quelli con meno di 14 anni. Tra le città, sono prime per risparmi Roma (2 miliardi e mezzo), Milano (oltre un miliardo), Torino (quasi 900 milioni) e Napoli (quasi 800 milioni).

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21 agosto 2009 5 21 /08 /agosto /2009 09:00

nonostante il regime di massima sicurezza imposto dalla questura di Gorizia dopo la rivolta di sabato scorso, sette reclusi del centro di Gradisca di Isonzo sono riusciti ad evadere, forzando le sbarre delle loro celle. Altri due, che hanno cercato di scappare dai tetti, sono stati purtroppo riacciuffati dalla polizia. Così come proprio da Gradisca cominciò l’ondata di rivolte e demolizioni a catena che ha attraversato l’Italia, ci auguriamo che a questa evasione ne seguano tante, tante altre, ovunque.

Ascolta un’intervista con un recluso di Gradisca
http://www.autistici.org/macerie/?p=18233

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  • : Tutti contro.......!!!! by clod
  • : La pressione dell’omologazione, l’egoismo altrui lo hanno spinto verso la più triste e irreversibile delle scelte Con lui si è chiusa l’epoca degli ideali della società nuova. Ora, in questa fase di passaggio, dove il ricordo di quegli ideali fluttua nell’aria, sta a noi restituire fiato alle travolgenti spinte del secolo scorso.
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