Overblog
Segui questo blog Administration + Create my blog
9 settembre 2009 3 09 /09 /settembre /2009 16:15

Alcune scritte ingiuriose [wow! che ingiuria! ndr], con accanto i simboli della falce e martello e la stella a cinque punte [davvero gravissimo! ndr], contro il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, sono state fatte, nella notte, nella parco di Forte Bravetta, a Monte Verde. Nelle scritte, tracciate con una vernice spray di colore rosso, sul muro perimetrale di Forte Bravetta, dove domani il sindaco inaugurerà un parco, è stato scritto: «Alemanno sporco fascista», «10-100-1000 piazzale Loreto» e «Viva il comunismo. Con il lavoro contro il capitalismo». Sul posto gli investigatori della polizia che stanno effettuando i rilievi scientifici e avviato indagini.

ALEMANNO: "IO MAI STATO FASCISTA" «Io non sono mai stato fascista, sono stato solo missino». Questa la risposta del sindaco Gianni Alemanno ad una donna che, nel corso delle celebrazioni per la ricorrenza dell'otto settembre a Roma, gli ha chiesto «il perchè si trovasse a Porta S. Paolo visto che era fascista». «Credo che si sia voluta creare una spirale di odio nella nostra città - ha spiegato il sindaco - e rinfocolare vecchi odi e divisioni. La risposta migliore è nella fiaccolata che lanceremo oggi insieme con tutte le istituzioni per rispondere agli episodi di intolleranza, violenza e razzismo».

SOLIDARIETA' DA LUXURIA «Esprimo la mia solidarietà al sindaco di Roma. Alemanno è stato eletto sindaco con il voto dei romani e ogni forma di dissenso va espressa sul terreno della politica e del dibattito culturale, non certo con la violenza e le intimidazioni». Lo ha detto Vladimir Luxuria, l'ex parlamentare e figura storica del movimento Lgbt in Italia.

Ringraziamo entrambi i personaggi per le due chicche storica la prima e culturale la seconda.
Va da sé che la politica si fa anche su leggi che presiedono il mercato, il do ut des, la mazzetta, la tutela e il tacito accordo, come quello fittizio di non aggressione, sempre con l'obiettivo di spartirsi la torta. Ma glielo hanno detto che la panna è acida e la ciliegina (rossa rossissima) è indigesta?

alcuni precedenti:

Luxuria: Roma come Teheran Alemanno chieda consiglio a Fini

PER Vladimir Luxuria è «Aleman the taliban». Il sindaco di una città «ormai diventata come Mosca o Teheran: le uniche a cui si può paragonare la capitale d' Italia.
(3/06/2009)

Vladimir Luxuria: Alemanno è schizofrenico
(28/08/2009)

P.S. Sull'altro, ovvero Alemanno non crediamo necessario aggiungere dichiarazioni che lo attestino fascista a tutti gli effetti.

 

Condividi post

Repost0
8 settembre 2009 2 08 /09 /settembre /2009 20:17

«La Resistenza ha ridato all'Italia dignità e le ha restituito i valori fondamentali della libertà e dell'indipendenza». È il messaggio che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano affida al paese al termine della cerimonia a Porta San Paolo, nel 66° anniversario dell'8 settembre 1943 che segna l'inizio della Resistenza contro l'occupazione nazista a Roma.

«Tanti partigiani e tanti militari hanno combattuto e hanno perso la vita per ridare dignità, indipendenza e libertà all'Italia. Questi sono valori fondamentali», rimarca Napolitano che poi ricorda: «Siamo alla vigilia, io spero, dell'inizio dell'attività celebrativa del 150° anniversario dell'Unità d'Italia». E in tal senso, il capo dello Stato rimarca «la continuità tra le battaglie del Risorgimento e le altre che hanno garantito lo sviluppo dello Stato nazionale, unitario e democratico», fino appunto alla Resistenza celebrata oggi a Roma, alla presenza di numerose autorità.

Per questo motivo dobbiamo ritornare ad imbracciare le armi come i nostri partigiani e sovvertire questi governi che ci stanno uccidendo non con le armi ma con loro leggi,riducendoci ad una povertà sia economica che morale.

Chi si può sentire libero…………………….

Condividi post

Repost0
8 settembre 2009 2 08 /09 /settembre /2009 11:49

Per qualche mese è stato solo un timore distante, ricacciato indietro prima delle ferie («tanto c´è ancora l´estate davanti»). Da oggi è un fatto con cui confrontarsi. Settembre è arrivato, le scuole, gli uffici e i negozi riaprono e la Nuova influenza è qua. Dobbiamo averne paura?

Nel giro di qualche settimana finirà a letto un bel numero di persone. Impossibile dire quando arriverà il picco massimo di malati, è una delle tante domande ancora senza risposta riguardo all´H1N1. È un quesito in buona compagnia: il virus muterà per diventare imprendibile anche per il vaccino? Si combinerà con quello stagionale? Sarà più aggressivo e dannoso? Non si sa. Sono tutti temi su cui virologi e infettivologi al momento possono fare solo previsioni, studiare le pandemie del passato e augurarsi che vada tutto bene.

E allora è meglio partire dai punti fermi, dalle certezze, che per adesso ci dicono di non temere. Intanto il virus non appare violento, la maggior parte dei casi si sono risolti con tre giorni di febbre leggera. Sarebbe quindi più blando di quello che provoca l´influenza stagionale, responsabile nel nostro Paese di circa 8mila morti all´anno senza finire in prima pagina.

"L'H1N1 non è aggressivo - dice Giovanni Rezza, direttore del dipartimento malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità - Questo non significa che non sia capace di provocare casi gravi, anche l'influenza stagionale lo fa. Fino a ora sono state colpite fasce di età diverse rispetto a quelle attaccate dal virus "classico", persone più giovani, ma si è trattato pur sempre di soggetti a rischio: malati cronici, donne gravide, diabetici, immunodepressi, obesi. Quello che preoccupa è la grande diffusione, anche se il 30-35% della popolazione ammalata stimato dall'Oms per me è un dato troppo pessimistico". Chi prenderà la Nuova influenza avrà a disposizione due farmaci antivirali. "Ce ne sono a sufficienza - dice Rezza - ma non bisogna abusarne. Vanno dati a chi sviluppa problemi seri. Altrimenti c'è il rischio di creare resistenze". Questi medicinali non hanno evitato gravi complicazioni al giovane ricoverato a Monza per l'H1N1. Le sue condizioni ieri dai sanitari venivano definite stazionarie.

L'arma migliore contro la malattia è il vaccino, ammesso che il picco di diffusione non arrivi prima della sua somministrazione, prevista dal 15 novembre. Lo inietteranno i medici, non si potrà comprare in farmacia. Toccherà prima a chi lavora nei servizi essenziali, gli stessi dottori e gli infermieri, e ai soggetti a rischio. Da fine gennaio sarà la volta della fascia di età dai 2 ai 27 anni. In tutto sarà coperto il 40% della popolazione. Ma il vaccino è sicuro? "Le autorità europee stanno finendo le prove cliniche - spiega Rino Rappuoli, capo della ricerca di Novartis - Ricordo che è un vaccino influenzale, identico a quelli che produciamo ogni anno e provocano pochissime e blande reazioni avverse, come arrossamento della zona dove viene fatta l'iniezione. Cambia solo il virus".

La somministrazione avverrà dai 2 anni in su. "Sono in corso studi per abbassare il tetto a 6 mesi - conclude Rappuoli - come avviene per l'influenza stagionale". E il vaccino contro questa patologia sarà disponibile da ottobre. Dal ministero, dove domani si svolgerà un vertice con medici e Regioni, invitano chi è a rischio a farlo prima possibile perché la Nuova influenza e quella stagionale non circolino insieme.

Negli ultimi giorni, dopo la proposta della Federazione medici pediatri (Fimp), si è discusso di nuovo dell'eventuale chiusura delle scuole, già ipotizzata un mese e mezzo fa dal viceministro alla salute Ferruccio Fazio. Ieri a palazzo Chigi si è svolto un vertice con Gianni Letta, il ministro del Welfare Sacconi e lo stesso Fazio, durante il quale si è deciso che "l'anno scolastico inizierà regolarmente e sarà valutata di volta in volta la presenza di manifestazioni influenzali nelle scuole al fine dell'adozione di eventuali provvedimenti mirati di contenimento". Secondo il governo la situazione "è sotto il pieno controllo delle autorità sanitarie". Fazio ha inoltre spiegato che "a oggi l'epidemia risulta leggera. Oltretutto un numero consistente di dipendenti del servizio sanitario hanno figli che studiano e sarebbero costretti a stare a casa con loro se non c'è scuola". Secondo Maurizio De Martino, ordinario di pediatria a Firenze, la chiusura non ha senso: "L'influenza non si esaurirà in un mese. Che facciamo, teniamo a casa gli studenti per tutto l'anno scolastico? Il mio consiglio per i genitori è stare tranquilli e se ci sono sintomi chiamare il medico. Il fai da te è pericoloso".

La Fimp, sindacato dei pediatri di famiglia, ha fatto un vademecum della prevenzione per gli ambulatori. Si punta sul lavaggio delle mani, in grado da solo di dare un colpo pesante alla circolazione del virus, e si indicano le "pratiche per una buona igiene respiratoria". È fondamentale coprire tosse e starnuti con un fazzoletto di carta, che va subito buttato via. Se non si hanno salviette è meglio usare l'incavo del gomito o della spalla, mai le mani giunte davanti alla bocca. I sintomi della Nuova influenza, come negli adulti, sono quelli della sua "sorella" stagionale: febbre, difficoltà respiratorie, dolori, spossatezza. Il problema con i bambini è che per loro la temperatura alta può nascere da moltissime patologie, anche un banale raffreddore.

Sulla prevenzione hanno qualcosa da dire i medici di famiglia. "È meglio evitare i luoghi affollati - dice Giacomo Milillo, segretario nazionale della Fimmg, il sindacato dei medici di medicina generale - Certo non si può chiedere alle persone di evitare cinema e locali, si darebbe un messaggio preoccupante. E invece questa malattia va affrontata con tranquillità. Noi faremo la nostra parte vaccinando i cittadini nei nostri 50mila studi". Anche i pronto soccorso si dicono organizzati per la pandemia. "Ci aspetta un periodo di superlavoro - dice Daniele Coen, primario al Niguarda di Milano - La Nuova influenza andrà gestita soprattutto sul territorio ma finirà che molti casi non gravi verranno lo stesso da noi, perché i cittadini cercano il pronto soccorso quando sono spaventati". Sbagliato, per ora la paura non è giustificata.

 

di MICHELE BOCCI

 

Condividi post

Repost0
8 settembre 2009 2 08 /09 /settembre /2009 09:01

- Altro che 'Capitalism: a Love Story'. Per Michael Moore il capitalismo è solo una rapina e, per dimostrarlo, mette in campo in questo documentario di due ore (dopo Bowling for Columbine, Sicko e Fahrenheit 9/11) tutte le sue energie per affondare il padre di tutti i suoi nemici: il libero mercato. Una sorta di lezione, la sua, per arrivare alla conclusione che con il capitalismo non si discute, ma si può solo abbattere. E questo per applicare, non il comunismo o il socialismo, ma una sorta di democrazia perfetta non meglio identificata. 'Capitalism: a love story', in corsa per il Leone d'oro a Venezia e che uscirà negli States come in Italia distribuito il 2 ottobre da Mikado, parte appunto da immagini di repertorio di rapine, vera anima del capitalismo. Ma poi arriva subito alla tragedia recente degli Usa, quella del tracollo economico iniziato nel luglio del 2008 che ha provocato in pochi mesi, per insolvenza verso le banche, tanti sfrattati e poveri in Usa.. Non mancano in questo ultimo docu di Moore che ha, come al solito ritmo serrato e commenti più o meno divertenti, brani di repertorio con un Bush apologeta del capitalismo, quello stesso Bush che viene accusato di tutto e di più.

E soprattutto di essere un sorta di uomo ombra delle grandi banche d'affari come Goldman Sachs e Citybank. Molti degli uomini dello staff e dello stesso ministero di Bush provengono da quegli ambienti (come appunto il segretario del tesoro Larry Summers, ndr). Ma la denuncia di Moore passa anche attraverso la truffa di molte aziende americane che, scientificamente, a insaputa di alcuni loro dipendenti hanno fatto loro una ricca assicurazione sulla vita di cui le stesse aziende sono le uniche beneficiarie. In una prospettiva forse troppo didattica di insegnare le regole del capitalismo, il regista mostra come l'uno per cento delle popolazione americana gestisce circa il 90% delle ricchezze del paese e anche di alcuni recenti esperimenti di cooperative che mostrano come un'industria autogestita rende benestanti tutti i dipendenti. Ma gran parte del documentario si scaglia contro quella che Moore considera una vera vergogna: ovvero il salvataggio di Wall Street per 700 milioni di dollari. Insomma banche salvate mentre il popolo non ha neppure più casa.

L'epoca Obama lo rassicura invece un po'. Con il nuovo presidente c'é una sorta di apertura di fiducia che avrebbe contagiato anche molti americani, ma per Moore a stare meglio dei suoi compatrioti, almeno per quanto riguarda i diritti civili, sono tutti gli europei (comprese l'Italia di cui Moore cita il 1947, anno in cui viene dato il voto alla donne) e il Giappone.

Chiusura tra disperazione e speranza: ovvero le immagini dell'uragano Katrina e il proposito di abbattere il capitalismo con una democrazia ideale che lui non chiama mai però comunismo.

Condividi post

Repost0
7 settembre 2009 1 07 /09 /settembre /2009 11:52

Bugie, depistaggi, omissioni nell'Italia di 30 anni fa: un magistrato ed un giornalista hanno deciso di tornare sul caso Moro, puntando l'attenzione su quei 55 giorni che vanno dalla strage di via Fani alla morte del presidente democristiano.

Il magistrato è Ferdinando Imposimato, che ieri a Pietracatella, in un incontro organizzato dalla Pro loco Pieramurata con la collaborazione del consiglio comunale del paese, ha tracciato il quadro storico-politico dell'Italia della fine degli anni '70. Imposimato, assieme al giornalista Sandro Provvisionato, ha esposto in un libro la sua tesi sul rapimento e sull'uccisione del Presidente della Dc. Una tesi che è chiara fin dal titolo del libro: «Doveva morire. Chi ha ucciso Aldo Moro: il giudice racconta». Quel «doveva morire» serve a sottolineare che troppe persone e troppe fazioni hanno voluto la morte di un uomo considerato scomodo. «Il sequestro Moro, partito come azione brigatista alla quale non è estraneo l'appoggio della Raf e l'interessamento, per motivi opposti, di Cia e Kgb, è stato gestito direttamente dal Comitato di crisi costituito presso il Viminale. Il delitto Moro non ha avuto una sola causa», ha detto nel corso del convegno il giudice Imposimato riprendendo quanto si può leggere nel libro. L'omicidio Moro avrebbe dunque rappresentato il punto di convergenza di interessi di varia natura. Ha spiegato infatti il giudice conosciuto per la sua azione contro il terrorismo e la criminalità organizzata: «In questa operazione sono intervenuti la massoneria internazionale, agenti della Cia, del Kgb, la mafia ed esponenti del governo, gli stessi inseriti nel comitato di crisi. Tutti questi dopo il 16 marzo hanno vanificato le opportunità emerse per salvare la vita di Moro, spingendo di fatto le Br ad ucciderlo». L'assunto che fa venire i brividi è che «in sette occasioni Moro poteva essere salvato», ma nelle stanze del potere qualcuno tramò invece perché venisse ucciso. Ordini di cattura bloccati, i collegamenti provati con la RAF, il ruolo di Cossiga, i verbali del Comitato di crisi nascosti per lungo tempo. Trent'anni dopo, uno dei magistrati più impegnati a risolvere il caso, ripercorre i meandri dell'inchiesta che lui stesso cominciò nove giorni dopo la morte dello statista ed offre testimonianze e rivelazioni decisive. «Se ad assassinare il presidente furono le Br, i mandanti vanno cercati altrove»: Imposimato intende parlare di chi c'era, di chi sapeva. Ne esce il resoconto di un'Italia e di un contesto internazionale in cui la lotta per il potere non ha lasciato ben pochi completamente «candidi».

Tratto da: iltempo.ilsole24ore.com

Condividi post

Repost0
7 settembre 2009 1 07 /09 /settembre /2009 11:51

Avrà pensato che forse era l'unica soluzione, quella di affidarsi alla Madonna. E così, radunati amici e parenti, ha deciso di andarsene in pellegrinaggio a Lourdes. Non che speri in una qualche visione divina, in una qualche estatica folgorazione, ma almeno in una pietosa consolazione, forse quella sì.
S'allontana da Roma, il sindaco Alemanno, inseguito da un passato che gli ripiomba addosso e da cui, nonostante gli sforzi di riconversione culturale e rispettabilità politica, non riesce ancora a liberarsi. Un passato peraltro non lontanissimo, di ex ragazzo di destra tra ex ragazzi di destra.
Tutti protagonisti di varie malefatte che il tempo non riesce ad assopire. Come dimostra quest'ultima nomina di un noto picchiatore nazista (anzi, ex, chiediamo scusa) ai vertici di un'importante azienda comunale. Tal Stefano Andrini, condannato a quattro anni e mezzo per tentato omicidio contro due giovani di sinistra nell'89, in attività fino al '94, quando la polizia gli sequestra in casa pistole e tirapugni, e tuttora, da un rapporto della Digos del 2007, «conosciuto per la sua appartenenza a gruppi neofascisti».
Monta l'indignazione per questo ex picchiatore disinvoltamente premiato con una prestigiosa carica amministrativa nell'azienda che si occupa di rifiuti. Ma il sindaco tace: forse prega. Fanno tuttavia sapere che per la decisione non ci sono stati problemi, avendo Alemanno «constatato il possesso dei requisiti professionali adeguati». Verrebbe da chiedere quali sarebbero questi requisiti; ma, trattandosi di rifiuti, lasciamo ai lettori (e ai cittadini romani) la libertà di rispondere alla domanda nel modo che ritengono più adeguato.
Alemanno ci prova a diventare un notabile perbene, si sforza con ostinazione e rappresentarsi come un onesto benpensante, tipo i sindaci capitolini del passato, i tanti mediocri sindaci democristiani che s'avvertivano appena, che sarebbero passati alle cronache più per ciò che non facevano che per ciò che realmente avrebbero realizzato. E infatti non perde occasione per mostrarsi rassicurante, a volte anche con toni inaspettati e perfino condivisibili. Ma poi, irresistibilmente, succede qualcosa che lo risucchia nel gorgo del suo oscuro passato neofascista, di cui evidentemente non conserva soltanto la croce celtica intorno al collo. Siamo di fronte a una personalità multipla o, piuttosto, a un intenzionale dosaggio tra vecchi e impresentabili retaggi politici e la volontà di costruirsi un'impronta più consona al proprio ruolo?
L'impressione è che Alemanno si stia progressivamente consumando in un'oscillazione destinata a perdurare, che certo non aiuterà la città a crescere e a definire un suo futuro. In questo suo primo anno di governo cittadino, al di là delle massicce potature arboree, Roma non ha avvertito sensibili cambiamenti. C'è un'incessante campagna propagandistica che dai muri dei quartieri segnala ogni più piccola decisione amministrativa, ma per il resto, di concreto, poco o nulla. Ogni tanto annuncia qualcosa, che poi però pian piano s'affievolisce fino all'oblio.
D'altra parte, la città s'incattivisce. Le piaghe sociali non si risanano e gradualmente si disperde quel rapporto di fiducia con l'amministrazione comunale che nel passato era stato pazientemente costruito. Cresce la tendenza ad arrangiarsi e a cavarsela da soli, sull'onda dell'arcaica legge del più forte. Saltano regole di convivenza, ci si accoltella perfino per un parcheggio. Appassiscono le forme di aggregazione e coesione e s'estende l'area della solitudine sociale. E il risultato è un liquefarsi delle relazioni, dove finisce per sedimentarsi un largo sentimento di paura e insicurezza. Per un sindaco che è diventato tale proprio per contrastare questa deriva sociale, quest'acido prodotto delle turbolenze metropolitane, siamo di fronte a un qualcosa che somiglia molto all'insuccesso, se non proprio al fallimento.
Roma assiste angosciata a un'escalation di violenza. Una violenza contro i più esposti: zingari, stranieri, donne, omosessuali. Perpetrata da chi oggi si sente autorizzato a esercitarla. Come scarico delle proprie malintese insicurezze. E cos'è tutto ciò se non l'esito di un processo politico che ha lasciato spargere un sentimento rancoroso, il cui facile bersaglio era nient'altro che il più debole?
Alemanno apprendista stregone: ha seminato il vento della sicurezza, raccoglie la tempesta della violenza.

Condividi post

Repost0
4 settembre 2009 5 04 /09 /settembre /2009 16:49

Per qualche mese è stato solo un timore distante, ricacciato indietro prima delle ferie («tanto c´è ancora l´estate davanti»). Da oggi è un fatto con cui confrontarsi. Settembre è arrivato, le scuole, gli uffici e i negozi riaprono e la Nuova influenza è qua. Dobbiamo averne paura?

Nel giro di qualche settimana finirà a letto un bel numero di persone. Impossibile dire quando arriverà il picco massimo di malati, è una delle tante domande ancora senza risposta riguardo all´H1N1. È un quesito in buona compagnia: il virus muterà per diventare imprendibile anche per il vaccino? Si combinerà con quello stagionale? Sarà più aggressivo e dannoso? Non si sa. Sono tutti temi su cui virologi e infettivologi al momento possono fare solo previsioni, studiare le pandemie del passato e augurarsi che vada tutto bene.

E allora è meglio partire dai punti fermi, dalle certezze, che per adesso ci dicono di non temere. Intanto il virus non appare violento, la maggior parte dei casi si sono risolti con tre giorni di febbre leggera. Sarebbe quindi più blando di quello che provoca l´influenza stagionale, responsabile nel nostro Paese di circa 8mila morti all´anno senza finire in prima pagina.

"L'H1N1 non è aggressivo - dice Giovanni Rezza, direttore del dipartimento malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità - Questo non significa che non sia capace di provocare casi gravi, anche l'influenza stagionale lo fa. Fino a ora sono state colpite fasce di età diverse rispetto a quelle attaccate dal virus "classico", persone più giovani, ma si è trattato pur sempre di soggetti a rischio: malati cronici, donne gravide, diabetici, immunodepressi, obesi. Quello che preoccupa è la grande diffusione, anche se il 30-35% della popolazione ammalata stimato dall'Oms per me è un dato troppo pessimistico". Chi prenderà la Nuova influenza avrà a disposizione due farmaci antivirali. "Ce ne sono a sufficienza - dice Rezza - ma non bisogna abusarne. Vanno dati a chi sviluppa problemi seri. Altrimenti c'è il rischio di creare resistenze". Questi medicinali non hanno evitato gravi complicazioni al giovane ricoverato a Monza per l'H1N1. Le sue condizioni ieri dai sanitari venivano definite stazionarie.

L'arma migliore contro la malattia è il vaccino, ammesso che il picco di diffusione non arrivi prima della sua somministrazione, prevista dal 15 novembre. Lo inietteranno i medici, non si potrà comprare in farmacia. Toccherà prima a chi lavora nei servizi essenziali, gli stessi dottori e gli infermieri, e ai soggetti a rischio. Da fine gennaio sarà la volta della fascia di età dai 2 ai 27 anni. In tutto sarà coperto il 40% della popolazione. Ma il vaccino è sicuro? "Le autorità europee stanno finendo le prove cliniche - spiega Rino Rappuoli, capo della ricerca di Novartis - Ricordo che è un vaccino influenzale, identico a quelli che produciamo ogni anno e provocano pochissime e blande reazioni avverse, come arrossamento della zona dove viene fatta l'iniezione. Cambia solo il virus".

La somministrazione avverrà dai 2 anni in su. "Sono in corso studi per abbassare il tetto a 6 mesi - conclude Rappuoli - come avviene per l'influenza stagionale". E il vaccino contro questa patologia sarà disponibile da ottobre. Dal ministero, dove domani si svolgerà un vertice con medici e Regioni, invitano chi è a rischio a farlo prima possibile perché la Nuova influenza e quella stagionale non circolino insieme.

Negli ultimi giorni, dopo la proposta della Federazione medici pediatri (Fimp), si è discusso di nuovo dell'eventuale chiusura delle scuole, già ipotizzata un mese e mezzo fa dal viceministro alla salute Ferruccio Fazio. Ieri a palazzo Chigi si è svolto un vertice con Gianni Letta, il ministro del Welfare Sacconi e lo stesso Fazio, durante il quale si è deciso che "l'anno scolastico inizierà regolarmente e sarà valutata di volta in volta la presenza di manifestazioni influenzali nelle scuole al fine dell'adozione di eventuali provvedimenti mirati di contenimento". Secondo il governo la situazione "è sotto il pieno controllo delle autorità sanitarie". Fazio ha inoltre spiegato che "a oggi l'epidemia risulta leggera. Oltretutto un numero consistente di dipendenti del servizio sanitario hanno figli che studiano e sarebbero costretti a stare a casa con loro se non c'è scuola". Secondo Maurizio De Martino, ordinario di pediatria a Firenze, la chiusura non ha senso: "L'influenza non si esaurirà in un mese. Che facciamo, teniamo a casa gli studenti per tutto l'anno scolastico? Il mio consiglio per i genitori è stare tranquilli e se ci sono sintomi chiamare il medico. Il fai da te è pericoloso".

La Fimp, sindacato dei pediatri di famiglia, ha fatto un vademecum della prevenzione per gli ambulatori. Si punta sul lavaggio delle mani, in grado da solo di dare un colpo pesante alla circolazione del virus, e si indicano le "pratiche per una buona igiene respiratoria". È fondamentale coprire tosse e starnuti con un fazzoletto di carta, che va subito buttato via. Se non si hanno salviette è meglio usare l'incavo del gomito o della spalla, mai le mani giunte davanti alla bocca. I sintomi della Nuova influenza, come negli adulti, sono quelli della sua "sorella" stagionale: febbre, difficoltà respiratorie, dolori, spossatezza. Il problema con i bambini è che per loro la temperatura alta può nascere da moltissime patologie, anche un banale raffreddore.

Sulla prevenzione hanno qualcosa da dire i medici di famiglia. "È meglio evitare i luoghi affollati - dice Giacomo Milillo, segretario nazionale della Fimmg, il sindacato dei medici di medicina generale - Certo non si può chiedere alle persone di evitare cinema e locali, si darebbe un messaggio preoccupante. E invece questa malattia va affrontata con tranquillità. Noi faremo la nostra parte vaccinando i cittadini nei nostri 50mila studi". Anche i pronto soccorso si dicono organizzati per la pandemia. "Ci aspetta un periodo di superlavoro - dice Daniele Coen, primario al Niguarda di Milano - La Nuova influenza andrà gestita soprattutto sul territorio ma finirà che molti casi non gravi verranno lo stesso da noi, perché i cittadini cercano il pronto soccorso quando sono spaventati". Sbagliato, per ora la paura non è giustificata.

Condividi post

Repost0
4 settembre 2009 5 04 /09 /settembre /2009 11:04

Viviamo sotto regime, se c’è ancora chi non lo vede è perché non vuole vederlo.
Lo spazio della città è controllato e militarizzato centimetro per centimetro. Poliziotti ,reti,telecamere e vetrine luccicanti sono l’unico sfondo possibile nelle maglie frenetiche della metropoli.
Nella guerra per il controllo totale dello spazio il potere si accanisce contro tutti quei luoghi in cui l’aggregazione e le relazioni tra le persone possono sfuggire al suo controllo .Da Vetra, al Sempione; dal Mom alle Colonne . “Distruggere ogni luogo di potenziale sedizione”

 

In tutto ciò quello che spaventa di più non è la violenza del regime ma l’inerzia dei sudditi. Esseri atomizzati e belanti incapaci di tessere legami ,di organizzarsi e di reagire.
Nonostante tutto questo, noi siamo ancora qui. Siamo sempre pronti a prenderci i nostri spazi e i nostri tempi, tra le vie della città.
Oggi, dopo un lungo silenzio, ci rendiamo nuovamente visibili con il nostro portato di gioia e rabbia , in una festa per dissacrare e sbeffeggiare il Magnifico e i suoi divieti. Domani, chissà, ci troverete su una barricata.

 

Condividi post

Repost0
1 settembre 2009 2 01 /09 /settembre /2009 17:10

L'influenza costituisce un importante problema di sanità pubblica a causa della sua ubiquità, contagiosità, variabilità antigenica dei virus. Si stima che in Italia l'influenza stagionale causi ogni anno circa 8.000 decessi. 
Il mezzo più efficace e sicuro per contrastarne la diffusione è rappresentato dalla vaccinazione. 
 
Occorre sottolineare che il vaccino stagionale è diverso e distinto sia per composizione sia per modalità di somministrazione dal vaccino per la pandemia influenzale da nuovo virus A(H1N1). Il vaccino stagionale non offre, infatti, protezione nei confronti del nuovo virus influenzale pandemico, in quanto i due virus sono diversi.
Tuttavia vaccinarsi contro l'influenza stagionale rappresenta soprattutto quest'anno un'importante misura di protezione individuale e di tutela della salute pubblica, proprio per la possibile circolazione concomitante dei due virus, semplificando la diagnosi, riducendo le complicanze e favorendo l'efficienza dell'assistenza sanitaria.

La composizione del vaccino stagionale viene aggiornata di anno in anno, in base ai virus circolanti durante la stagione precedente. 
Per la stagione 2009-2010 è stata decisa la seguente composizione del vaccino:

  • antigene analogo al ceppo A/Brisbane/59/2007 (H1N1)
  • antigene analogo al ceppo A/ Brisbane /10/2007 (H3N2)
  • antigene analogo al ceppo B/ Brisbane /60/2008

Il periodo consigliato per la vaccinazione va dall'inizio di ottobre fino a fine dicembre
Poiché la maggior parte della popolazione è stata, con tutta probabilità, infettata dai virus influenzali A/H3N2, A/H1N1 e B nel corso degli ultimi anni, una sola dose di vaccino antinfluenzale è sufficiente per i soggetti di tutte le età, con esclusione dell’età infantile. 
Per i bambini al di sotto dei 9 anni di età, mai vaccinati in precedenza, si raccomandano due dosi di vaccino antinfluenzale stagionale, da somministrare a distanza di almeno quattro settimane

La vaccinazione è raccomandata a:

1. Soggetti di età pari o superiore a 65 anni;

2. Bambini di età superiore ai 6 mesi, ragazzi e adulti affetti da:

  • malattie croniche a carico dell'apparato respiratorio
  • malattie dell’apparato cardio-circolatorio, comprese le cardiopatie congenite e acquisite
  • diabete mellito e altre malattie metaboliche
  • malattie renali con insufficienza renale
  • malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie
  • tumori
  • malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi, immunosoppressione indotta da farmaci o da HIV
  • malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinale
  • patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici
  • patologie associate ad un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie (ad es. malattie neuromuscolari)

3. Bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale

4. Donne che all’inizio della stagione epidemica si trovano nel secondo e terzo trimestre di gravidanza

5. Individui di qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti
Particolarmente fragili nei periodi di maggiore circolazione dei virus influenzali, i pazienti risultano generalmente portatori di condizioni individuali o di specifiche patologie che predispongono alle complicanze e rendono particolarmente severo il decorso della malattia influenzale. 

6. Medici e personale sanitario di assistenza

  • il rischio personale di contrarre l’influenza essendo a continuo contatto con soggetti ammalati di forme respiratorie e di influenza specie nei periodi di diffusione epidemica dei virus
  • l’assenteismo dal lavoro per influenza proprio nel periodo in cui vi è maggiore richiesta di assistenza da parte della popolazione
  • il rischio di diventare trasmettitore di infezione da virus influenzali nella comunità dove esercitano la loro attività lavorativa (ospedale, strutture per lungodegenti etc.), comunità che richiedono invece il massimo di tutela Esiste un’ampia letteratura che documenta l’utilità della vaccinazione del personale sanitario.

7. Familiari e contatti di soggetti ad alto rischio
Tale categoria di soggetti diventa un importante elemento per ridurre il rischio di trasmissione.

8. Soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo e categorie di lavoratori
come le forze di polizia, i vigili del fuoco, considerato il ruolo essenziale svolto nell’ambito della sicurezza ed emergenza ed altre categorie socialmente utili.

9. Personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani
Ai lavoratori a contatto con specie animali, che sono serbatoi naturali dei virus influenzali o che si ammalano a causa di questi, va raccomandata, ed offerta attivamente, la vaccinazione antinfluenzale.

  • allevatori
  • addetti all’attività di allevamento
  • addetti al trasporto di animali vivi
  • macellatori e vaccinatori
  • veterinari pubblici e libero-professionisti

10. Informazioni aggiuntive riguardo alla vaccinazione di ulteriori gruppi di popolazione

- Bambini non compresi nelle categorie a rischio:
L’inserimento nelle categorie da immunizzare prioritariamente contro l’influenza di tutti i bambini da 6 mesi a 24 mesi (o fino a 5 anni) è un argomento attualmente al centro di discussione da parte della comunità scientifica internazionale.
Questa scelta è gia stata fatta dalla Sanità Americana ma i dati di copertura vaccinale finora raggiunti non consentono di valutare l’impatto di tale intervento.
Pertanto i Servizi di Sanità Pubblica dei Paesi europei, compresi quelli italiani, non hanno finora ritenuto di promuovere programmi di offerta attiva gratuita del vaccino influenzale ai bambini che non presentino fattori individuali di rischio.
Ciò non significa che vi siano controindicazioni alla vaccinazione dei bambini “sani” di età superiore a 6 mesi, qualora il loro pediatra optasse per tale scelta. Valgono per loro le stesse regole (dosaggio, numero di dosi) indicate per i bambini appartenenti ai gruppi di rischio.

- Popolazione generale
Possono scegliere di vaccinarsi contro l’Influenza tutte le persone che desiderano evitare la malattia influenzale per varie motivazioni (timore della malattia, viaggi, lavoro, etc.) salvo quelle per cui esistono specifiche controindicazioni. Il vaccino è disponibile presso le farmacie, ma è bene che tale scelta sia sempre effettuata di concerto con il proprio medico.

Redazione Ministerosalute.it - 28 agosto 2009

Condividi post

Repost0
1 settembre 2009 2 01 /09 /settembre /2009 08:53
link    per vedere video clicca sul link

Giornale svedese: esercito israeliano 'rapisce' palestinesi per prelevarne gli organi

La denuncia di Aftonbladet ha provocato un terremoto diplomatico

L'articolo del principale giornale svedese, Aftonbladet, che accusa i soldati israeliani di rapire palestinesi per prelevarne gli organi, sta causando un terremoto diplomatico tra i due Paesi. L'ambasciata di Israele a Stoccolma prenderà 'provvedimenti' in queste ore, mentre è prevista la convocazione dell'ambasciatore svedese al ministero degli Esteri israeliano.

Aftonbladet è uscito la settimana scorsa con una serie di racconti di palestinesi che denunciano come nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania giovani feriti o uccisi vengano 'prelevati' dalle Forze armate israeliane (Idf) e riconsegnati alle famiglie senza alcuni organi. "I nostri figli diventano involontari donatori, mi hanno raccontato i parenti di Khaled di Nablus, o la madre di Raed di Jenin, o gli zii di Machmod e Nafes a Gaza, tutti scomparsi per alcuni giorni e riportati alle famiglie nottetempo, già cadaveri e sottoposti ad autopsia", scrive l'autore dell'articolo, Donald Bostrom. Questi cita anche un episodio risalente al 1992, durante la prima Intifada. Secondo Bostrom, l'Idf avrebbe rapito un giovane, Bilal, che tirava pietre alle truppe israeliane nell'area di Nablus. Colpito al petto, alle gambe e allo stomaco da proiettili israeliani, è stato portato in un ospedale militare in elicottero e condotto in un posto "ignoto ai parenti". Cinque notti dopo, il corpo è stato riconsegnato ai genitori, avvolto in lenzuola verdi da ospedale. Sempre secondo Bostrom, Bilal era stato aperto dallo stomaco alla gola per un preciso motivo.

L'articolo include anche un collegamento a una recente inchiesta su un gruppo criminale nel New Jersey, che include diversi rabbini statunitensi, accusati di negoziare la compravendita di un rene umano per un trapianto.

La critica alla pesante denuncia di Aftonbladet giunge dapprima da un altro giornale svedese, il liberale - e rivale - Sydsvenskan, che accusa apertamente Bostrom di antisemitismo: "Abbiamo già sentito questa storia - scrive la testata - in una forma o nell'altra. Segue il classico schema della cospirazione: i teorici prendono un numero enorme di fili sparsi e tentano il lettore a metterli insieme in un tessuto che non ha alcuna connessione. Sussurri, fonti anonime, voci. E' tutto. La difesa è ugualmente prevedibile: 'Anti-semitismo', e la risposta 'No no, solo critica di Israele".

Il ministero degli Esteri ha reagito con furore, per bocca del portavoce Yigal Palmor, che ha definito la pubblicazione un "marchio d'infamia" per la stampa svedese, un'"isteria razzista nella sua forma peggiore". "Nessuno - ha aggiunto - dovrebbe tollerare questo infame medievale libello demonizzante che sicuramente può incoraggiare a compiere crimini contro gli ebrei".

Oggi è arrivata la risposta di Donald Bostrom, l'autore dell''infamante' articolo: "Non sono antisemita - dice - e mi rattrista molto sentire persone che mi accusano di questo. Ora che la storia riemerge in superficie, la mia intenzione era di evidenziare il legame con la 'cosca' del New Jersey e il fatto che debba aprirsi un'inchiesta sul caso del prelevamento degli organi".

L'ambasciata svedese a Tel Aviv ha condannato l'articolo come "scioccante e terribile, per noi svedesi come per i cittadini israeliani. Come in Israele, la libertà di stampa prevale anche in Svezia. Ma la libertà di stampa e quella di espressione sono libertà che portano con sè una certa responsabilità", ha detto l'ambasciatrice svedese Elisabet Borsiin Bonnier.

Luca Galassi

Condividi post

Repost0

Presentazione

  • : Tutti contro.......!!!! by clod
  • : La pressione dell’omologazione, l’egoismo altrui lo hanno spinto verso la più triste e irreversibile delle scelte Con lui si è chiusa l’epoca degli ideali della società nuova. Ora, in questa fase di passaggio, dove il ricordo di quegli ideali fluttua nell’aria, sta a noi restituire fiato alle travolgenti spinte del secolo scorso.
  • Contatti

Archivi