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30 settembre 2009 3 30 /09 /settembre /2009 18:53

"In questo momento l'Italia in Afghanistan e' in missione di guerra e non di pace. Non ha piu' militari che costruiscono ponti e distribuiscono caramelle, ma la Folgore e altri appartenenti a corpi speciali che non sono in quel luogo per la pace. Gli italiani stanno facendo la guerra in Afghanistan."
(Maso Notarianni, direttore di PeaceReporter e membro del consiglio direttivo di Emergency)

stiamo tornando alla guerra, al nazionalismo, al patriottismo, al fascismo: tutte BUGIE utili al Potere che distruggeranno noi, il nostro paese, le nostre vite.
il piccolo Simone con il basco del papà è riuscito a far perdere il lume della ragione anche a Sofri, che ricorda commosso i bimbi afghani uccisi dal terrorismo ma dimentica quelli uccisi nel conflitto, ossia dai "buoni"... la sua forse è soltanto umana debolezza, che finisce però per tornare utile al Potere. invece di commuoversi per il soldato "buono" e per il figlio "buono" col basco in testa, perchè non inorridisce per le vittime civili innocenti provocate da USA e NATO nella cosiddetta "guerra al terrore" in Afghanistan? sono difficili anche da guardare...ma non è certo questo il motivo per cui non ce le mostra nessuno!!!

QUESTA è ragionevolezza, consapevolezza:
"Simone, due anni, ignaro di quello che succedeva attorno a lui, era al suo posto, perché un bambino deve stare in braccio alla mamma. Solo una cosa era fuori luogo e, per me, costituisce il segno della perdita della ragione: il berretto da parà in testa a Simone.
Quella immagine è terribile perché proietta la pazzia degli adulti nel mondo e nell’immaginario dei bambini perché li usa per alimentare la commozione e condizionare il mondo infantile degli adulti.
Quel berretto da parà in testa a Simone è un’ipoteca sul suo futuro perché lo trasforma in simbolo che continua la «missione» del padre. Crescendo ne resterà schiacciato e non potrà uscirne perché gli adulti irresponsabili lo hanno caricato di un compito che è la sua condanna."

QUESTA, invece (l'esatto opposto delle parole di Farinella), è FOLLIA PURA. quella verso la quale ci stanno conducendo:
"Il papà di Simone è morto in guerra, in una guerra giusta, onorevole, necessaria (???). E quand’anche fosse guerra sbagliata nei metodi di conduzione e infarcita di errori di strategia, questo non muta di un millimetro e di un grammo la sostanza della guerra per il cui il papà di Simone era partito. (...) Vanno a combattere e talvolta morire non solo per gli afghani, di cui la gente in fondo se ne frega, ma per la gente, quella italiana. Quella che grida “ritirateli” pensando di onorare la memoria dei soldati e invece così facendo i soldati li tradisce e ferisce. Quella gente da cui esce quello che grida: «Pace subito» ai funerali, pensando di essere testimone dell’unica buona causa e difensore di ultima istanza della vita dei soldati e invece è un disperato che non sa e non vuole sapere non solo cosa è davvero la guerra ma anche cosa è davvero la pace(???). (...) Gli dovremmo a Simone, gli avremmo dovuto una città piena di bandiere tricolori alle finestre(???), bandiere che invece a Roma non c’erano."

autore: 

mk

 

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29 settembre 2009 2 29 /09 /settembre /2009 15:26

un testo dedicato alle donne e al loro coraggio .

Il quartiere di Niguarda è stato un punto di riferimento di primo piano per il movimento antifascista e per la lotta di Liberazione a Milano . E all' interno della sua storia un ruolo ancor più significativo lo rivestirono le donne dei suoi cortili e del Gruppo di Difesa delle Donne: quest' ultimo vantava a Milano ben 40.000 aderenti, 3.000 partigiane attive; era supporto indispensabile per le azioni dei G.A.P. e di altre formazioni militari; assisteva i militari abbandonati da un esercito allo sbando ; assisteva economicamente le famiglie in cui il marito, il padre, era nei lager o in carcere ; era parte integrante dei Gruppi Volontari della Libertà e del comitato cittadino nel C.L.N. ; compiva manifestazioni e comizi improvvisati nei mercati rionali o in altre zone della città ; forniva staffette in operazioni delicate ; stampava 'Noi Donne', un foglio clandestino che può essere considerato precursore del femminismo e dell' emancipazione della donna . Erano donne, infermiere e suore, le organizzatrici delle fughe rocambolesche che si verificarono dall' Ospedale di Niguarda, dove venivano ricoverati appositamente partigiani e combattenti . Inoltre, sulle spalle delle donne ricadeva gran parte del peso della realtà quotidiana, fatta di bambini - ed anziani da accudire nel freddo, nella fame e nelle malattie . All' interno della grande pagina dell' antifascismo, il quartiere di Niguarda a Milano, e le donne dei suoi cortili, ebbero un ruolo particolare . E lo spettacolo Nome di battaglia Lia, basato su una raccolta di testimonianze, mette in evidenza sia l' uno che l' altro . Niguarda si liberò il 24 aprile 1945, con un giorno di anticipo su Milano . E fu proprio in quel giorno che si consumò uno degli episodi più tragici della Liberazione della città : colpita al ventre da una raffica di mitra di nazisti sulla via della fuga, moriva - incinta di otto mesi - Gina Galeotti Bianchi, nome di battaglia Lia, una delle figure più importanti del Gruppo di Difesa della Donna . Emblematica di questa tragedia una delle ultime frasi di Lia : "Quando nascerà il bambino non ci sarà più il fascismo" . Un vivace ritratto della Niguarda resistente

 

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23 settembre 2009 3 23 /09 /settembre /2009 17:30

Meglio una “crisi costituzionale” contro il governo che tenersi un governo che viola sistematicamente la Costituzione!

Il governo della banda Berlusconi è un governo di assassini, di criminali e di razzisti!

Il governo della banda Berlusconi agisce in completa illegalità!

Cacciare il governo degli assassini, dei criminali e dei razzisti!

Negare ogni collaborazione al governo degli assassini, dei criminali e dei razzisti!

Promuovere la disobbedienza e lo sciopero fiscale contro il governo degli assassini, dei criminali e dei razzisti! È un governo illegale e illegittimo!

Disobbedire al governo degli assassini, dei criminali e dei razzisti è giusto e legittimo!

I soldati possono e devono rifiutare di andare in Afghanistan!

I soldati devono rifiutare di obbedire agli ordini del governo degli assassini, dei criminali e dei razzisti!

I soldati devono rifiutare di obbedire agli ordini di ufficiali manutengoli di questo governo e traditori del loro giuramento di fedeltà alla Costituzione della Repubblica Italiana!

I sei soldati italiani abbattuti e i quattro messi fuori combattimento dalla Resistenza afghana ieri a Kabul confermano che il governo della banda Berlusconi è un governo di assassini, di criminali e di razzisti.

Esso segue le peggiori tradizioni di Mussolini che aveva messo soldati italiani a disposizione delle armate naziste di Hitler per trarre anche lui profitto dall’aggressione e dall’occupazione dell’Unione Sovietica.

Il governo Berlusconi anche in questo si allinea sulle peggiori posizioni del governo Prodi che lo ha preceduto.

I governi di ambedue questi individui hanno mandato e mandano soldati italiani a uccidere, ferire, torturare e terrorizzare la popolazione afghana, partecipando alla guerra americana. Non c’è alcun motivo giusto o dignitoso per fare la guerra in Afghanistan. I gruppi imperialisti USA hanno aggredito, occupano e saccheggiano l’Afghanistan perché vogliono dominare il Medio Oriente e l’Asia centrale. Fa parte della loro ostinazione a dominare il mondo, per saccheggiarlo e fare profitti. Barack Obama continua la politica di Bush e degli altri suoi predecessori che è la politica dell’imperialismo USA. I gruppi e governi imperialisti dei paesi europei e di altri paesi, soprattutto dell’Occidente bianco, capitalista e razzista partecipano alla guerra americana. Alcuni per avere voce in capitolo nella spartizione del bottino e non lasciare gli imperialisti USA unici padroni del terreno. Altri per servilismo e asservimento ai gruppi finanziari e al governo USA che li proteggono contro i loro stessi popoli.

Il Vaticano e la Chiesa cattolica sono complici di questa sporca guerra, che porta morti e distruzione in Afghanistan e in altri paesi, perché hanno tutti i mezzi per porvi fine e non lo fanno. Basterebbe infatti che chiamassero le masse popolari cattoliche a opporsi a questo governo, a disobbedire ai suoi ordini assassini e razzisti almeno con la stessa energia con cui le chiamano a opporsi alla “pillola del giorno dopo” e all’assistenza sanitaria alle donne che abortiscono.

La sporca guerra afghana mostra e smaschera la vera natura filopadronale, razzista e antipopolare della Lega Nord e degli altri componenti della coalizione governativa berlusconiana. Bossi, Maroni e i loro soci sono al servizio della Chiesa cristiana cattolica romana contro i musulmani e dell’America razzista e imperialista contro il popolo italiano del nord e del sud. Il carattere popolare e nazionale della concezione e della politica di questi signori consiste nel mandare soldati italiani a fare da macellai e da bersaglio delle masse popolari afghane e della loro giusta guerra contro gli occupanti. Bossi, Maroni e i loro soci sono razzisti contro i lavoratori immigrati in Italia, complici dell’aggressione dei paesi oppressi, conniventi con i padroni che licenziano, chiudono aziende e delocalizzano.

Gli oppositori borghesi e “democratici” del governo Berlusconi, se la loro opposizione è reale e non un paravento per strappare voti e condividere il potere, se è opposizione vera e non collaborazione camuffata, devono promuovere la disobbedienza al governo Berlusconi e lo sciopero fiscale.

Contro la politica criminale di questo governo, si combatte scendendo in piazza, non disdicendo manifestazioni e proteste per attenuare l’indignazione popolare contro il suo l’arbitrio e il suo comportamento illegale e illegittimo.

Il governo Berlusconi agisce in aperta e sistematica violazione della Costituzione della Repubblica Italiana che vieta al governo di ricorrere alla guerra per risolvere controversie internazionali. Il governo Berlusconi anche in questo conferma che è un’autorità apertamente illegale e illegittima. Non solo viola accordi internazionali che tutelano i diritti umani degli emigranti, non solo condanna milioni di italiani alla disoccupazione, alla precarietà e alla miseria. Esso viola apertamente le leggi e persino la Costituzione. Nessuna obbedienza a questo governo è legale e tanto meno legittima. Chi può opporsi e non lo fa, è complice.

I partiti, i sindacati di regime, le grandi associazioni hanno i mezzi, il prestigio e il seguito necessari per promuovere la disobbedienza generale e di massa a questo governo e per promuovere lo sciopero fiscale: neanche un euro a questo governo!

Se non lo fanno, è perché con l’opposizione di facciata nascondono la complicità e la collaborazione con il governo Berlusconi: contro i lavoratori, gli immigrati, i settori perseguitati da questo governo e dai suoi fautori e sostenitori, contro le masse popolari italiane.

I soldati italiani possono e devono rifiutare di andare in Afghanistan e di obbedire agli ordini di un governo che viola leggi e Costituzione e di ufficiali felloni e traditori del loro stesso giuramento di fedeltà alla Costituzione della Repubblica Italiana!

Nessun tribunale della Repubblica oserebbe condannarli per questa disobbedienza e questo rifiuto di obbedire a ordini illegali e criminali. In Inghilterra un soldato ha apertamente e pubblicamente rifiutato l’ordine di partire per l’Afghanistan e la magistratura non ha osato dargli torto, dato il carattere inumano della guerra contro il popolo afghano, sebbene in Inghilterra nessuna Costituzione vieti al governo di fare la guerra a suo piacere.

Papa Benedetto XVI benedicendo questa guerra sporca mostra e conferma la vera natura del Vaticano, complice e promotore del razzismo dell’Occidente bianco e capitalista. Esso biascica parole di pietà per i soldati italiani colpiti dalla Resistenza afghana, ma non ha niente da dire sui civili e sui combattenti afghani uccisi, feriti, torturati, terrorizzati dagli aggressori. Così faceva anche Pio XII sessanta anni fa, finché i nazisti e i fascisti erano all’attacco e vincevano.

Noi comunisti chiamiamo tutti i giovani a rifiutare di partecipare alla sporca guerra americana di aggressione alle masse popolari afghane.

Noi comunisti rendiamo omaggio ai combattenti della Resistenza afghana e a tutti quelli che, in ogni parte del mondo, combattono contro gli aggressori del loro paese.

La morte è sempre un avvenimento drammatico e senza ritorno, per chi muore e per chi resta. Ma chi muore per una causa giusta è un eroe e tutti gli uomini che hanno il senso della dignità e dell’onore li ricorderanno con riconoscenza. Chi muore per una causa infame è oggetto del disprezzo o al massimo della commiserazione.

Noi comunisti chiamiamo tutti i lavoratori italiani a opporsi a questa guerra, come li chiamiamo a opporsi alla disoccupazione, ai licenziamenti, alla riduzione del lavoro, alla chiusura delle aziende! Si tratta della stessa battaglia, perché è la stessa classe e sono gli stessi interessi quelli che scatenano le guerre di aggressione e di rapina contro i popoli all’estero e quelli che gettano nella miseria i lavoratori nel nostro paese.

I partiti, i sindacati di regime, le grandi associazioni, i vescovi e la loro Chiesa se vogliono impedire la guerra e impedire la politica d’arbitrio, di illegalità e di morte, razzista e criminale del governo Berlusconi ne hanno da subito i mezzi se solo vogliono usarli, se sono più amici delle masse popolari che complici dei padroni e del loro governo: devono chiamare alla disobbedienza civile e allo sciopero fiscale.

I lavoratori per far fronte a questo governo di criminali e di razzisti, devono anzitutto organizzarsi in organismi antigovernativi, anticapitalisti e di lotta. Solo organizzati in organismi decisi a porre fine allo stato attuale delle cose i lavoratori sono una forza e hanno voce in capitolo nella politica del paese.

Il nuovo Partito comunista italiano chiama i lavoratori più avanzati, le donne e i giovani più generosi, gli immigrati a organizzarsi nelle organizzazioni di massa che lottano efficacemente contro la borghesia e il clero, che lottano per instaurare il socialismo, che lottano per formare un governo di blocco popolare che attuerà immediatamente tutti i provvedimenti necessari per realizzare le sei misure che riassumono le esigenze delle masse popolai del nostro paese:

1. Assegnare a ogni azienda compiti produttivi (di beni o servizi) utili e adatti alla sua natura, secondo un piano nazionale (nessuna azienda deve essere chiusa).

2. Distribuire i prodotti alle famiglie e agli individui, alle aziende e ad usi collettivi secondo piani e criteri chiari, universalmente noti e democraticamente decisi.

3. Assegnare ad ogni individuo un lavoro socialmente utile e garantirgli, in cambio della sua scrupolosa esecuzione, le condizioni necessarie per una vita dignitosa e per la partecipazione alla gestione della società (nessun lavoratore deve essere licenziato).

4. Eliminare attività e produzioni inutili e dannose per l’uomo o per l’ambiente, assegnando alle aziende altri compiti.

5. Avviare la riorganizzazione delle altre relazioni sociali in conformità alla nuova base produttiva e al nuovo sistema di distribuzione.

6. Stabilire relazioni di collaborazione o di scambio con gli altri paesi disposti a stabilirle con noi.

Queste sei misure costituiscono la base e la condizione dell’ordine pubblico e della sicurezza per le masse popolari nel nostro paese e della loro fraterna collaborazione con le masse popolari degli altri paesi, ivi comprese le masse popolari dell’Afghanistan e degli altri paesi oppressi.

Per questo lotta il nuovo Partito comunista italiano!

Per questa lotta il nuovo PCI chiede il concorso e il contributo della parte più generosa e onesta, della parte più avanzata delle masse popolari del nostro paese!

Compagni, operai, proletari, donne, immigrati e giovani: arruolatevi nel (nuovo)Partito comunista italiano!

Partecipate alla campagna di organizzazione del Partito!

Costituite clandestinamente in ogni azienda, in ogni zona e in ogni organizzazione di massa un Comitato di Partito!

 

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22 settembre 2009 2 22 /09 /settembre /2009 11:41
Analisi perfetta ma, temo, ancora ottimistica perchè non tiene conto del ruolo che, nell'ipotesi malaugurata di elezioni anticipate, giocherebbe la stupidità dell'elettorato medio. Ancora oggi mi capita di parlare con persone e purtroppo sono tante e non proprio delle più ignoranti, le quali osannano il fatto che questo governo ha abbolito l'ICI sulla prima casa; poco conta quello che ci sta costando il prezzo indotto, che tale provvedimento ha scatenato: è come se all'italiano sfuggisse la capacità di analisi della situazione complessiva nella quale pur ognuno di noi vive, buon Dio. E Berlusconi tutto ciò l'ha capito perfettamente e ci dimostra, ogni giorno di più, di saper trarre vantaggio da tanta insipienza. Ad esempio, come viene gestito l'intero triste accadimento della morte del sig. Mike Bongiorno: il sig. Berlusconi ha capito più di altri la capacità dello show man e l'ha utilizzata per anni, per i suoi interessi di uomo d'affari; ed in quanto tale, se ne è disfatto al momento in cui il rapporto costo-beneficio non ha più giustificato il permanere di un tale rapporto cantrattuale. E sin qui niente di criticabile, anzi, lode alla capacità imprenditoriale dimostrata. Dov'è allora l'inghippo? Nel fatto che approfittando, il Berlusconi, della sua posizione di presidente del consiglio, ha praticamente girato un evento, triste solo per la famiglia Bongiorno, a suo esclusivo vantaggio. Infatti, ha trasformato quell'evento in un fatto mediatico, ha proposto il Bongiorno come un eroe nazionale, con tutti i media che ne hanno parlato a profusione proprio come fosse un eroe nazionale, funerale di stato compreso. E la regia! tutta impostata alle regole del grande show e curata in ogni minimo dettaglio, per essere piegata al solo scopo di far apparire lui, il Silvio nazionale, quale depositario della capacità unica di grande riconoscenza nei confronti dell'amico defunto. Ma in Italia è rimasto qualche altro che, insieme a me, si chiede: ma è proprio tutto vero? Oppure il cinismo di quest'uomo non si ferma neanche dinanzi a valori come la morte? E che cosa c'è da attendersi, allora, da un individuo siffatto? Ricordate bene, italiani miei contemporanei: questo presidente del consiglio ha disertato l'inaugurazione della Fiera del Levante di Bari per esibirsi ai funerali di stato, da lui voluti, del sig. Bongiorno: quanti italiani hanno seguito il primo episodio e quanti il secondo? Solo che quella inaugurazione di Bari ha da sempre rappresentato un momento storico particolare per il nostro Paese perchè, essendo la prima manifestazione politico-culturale-economica impegnativa dopo le ferie estive, ha rappresentato storicamente il palco dal quale, insieme al rendiconto sul già fatto, soprattutto si è sempre parlato dei programmi in pectore per riavviare l'autunno produttivo. E considerate le proporzioni della crisi in atto, forse, un maggiore impegno del presidente del consiglio in eventi economicamente significativi sarebbe stato più auspicabile. Il Presidente degli USA è stato a Wall Street per parlare alla nazione degli impegni che attendono tutti in questo autunno, se si vuole dare corpo ai timidi segnali di ripresa in atto. Lo stesso Presidente USA ha inuagurato l'anno scolastico in corso chiedendo agli studenti quel che il sig. Berlusconi non ha mai nemmeno immaginato di voler fare. Ma qui, forse centra anche la diversa scelta formativa operata dai due personaggi. Oh! giusto, dimenticavo! il Berlusconi è l'uomo che agisce, mentre gli altri parlano! vedi la consegna delle case ad Olona e la democratica imposizione di seguirlo a "Porta a porta". Meditate gente, meditate!
Con simpatia, Giuseppe Costanza

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14 settembre 2009 1 14 /09 /settembre /2009 17:44

Oltre alla speculazione edilizia che cresce di numero con le sue 5000 gru nella sola Milano c'è una speculazione quasi invisibile e che riguarda la vita delle persone, di mamme, famiglie, anziani, che in queste settimane stanno venendo sgomberati in massa dalle loro case, viene loro negato qualsiasi diritto umano, oltre a qualsiasi legalità, perchè proprio coloro che vorrebbero diventare regolari affittuari si vedono rifiutare la richiesta dalla regione in quanto appunto occupanti.
Legalità che paradossalmente viene riconosciuta a coloro che usano un bisogno vitale delle persone per guadagnare e farci affari come la mafia, ormai piu partner in affari che nemica dello stato, come le vicende di expo insegnano.
Tutto questo configura un vero saccheggio in cui la preda piu ambita è rappresentata dai palazzi delle poste e palazzi dell'Aler, agenzia che da strumento di tutela delle fasce deboli, di coloro che non possono permettersi una casa agli esorbitanti "prezzi di mercato", si trasforma in polmone finanziario di un amminisistrazione comunale in perenne crisi fiscale. Gli alloggi vengono sgomberati infatti, non per essere assegnati agli "aventi diritto" ma per essere venduti in asta a privati, il tutto a prezzi di favore, sottocosto e pronta cassa, qualunque cosa pur di partecipare al banchetto.
La cosa piu curiosa è notare come la stessa assistenza negata ai meno abbienti viene poi dispensata nei confronti dei compratori, che, a differenza dei primi, possono vantare legami ed intrallazzi con gli stessi amministratori: in poche parole liberismo spietato per i poveri e stato sociale per i possidenti.
Ma il culmine dell' assurdo lo si raggiunge se consideriamo che, le stesse case vendute probabilmente non verranno "utilizzate" per viverci, con ogni probabilita sarenno mantenute sfitte, tenute a bilancio da qualche immobiliare per ingrassare il bilancio, oppure quelle stesse case verranno mantenute sfitte per esere utilizzate come dispositivo finanziario di controllo del prezzo degli alloggi, mediante una scarsità artificialmente indotta

by Anonimo.

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14 settembre 2009 1 14 /09 /settembre /2009 17:44

Oltre alla speculazione edilizia che cresce di numero con le sue 5000 gru nella sola Milano c'è una speculazione quasi invisibile e che riguarda la vita delle persone, di mamme, famiglie, anziani, che in queste settimane stanno venendo sgomberati in massa dalle loro case, viene loro negato qualsiasi diritto umano, oltre a qualsiasi legalità, perchè proprio coloro che vorrebbero diventare regolari affittuari si vedono rifiutare la richiesta dalla regione in quanto appunto occupanti.
Legalità che paradossalmente viene riconosciuta a coloro che usano un bisogno vitale delle persone per guadagnare e farci affari come la mafia, ormai piu partner in affari che nemica dello stato, come le vicende di expo insegnano.
Tutto questo configura un vero saccheggio in cui la preda piu ambita è rappresentata dai palazzi delle poste e palazzi dell'Aler, agenzia che da strumento di tutela delle fasce deboli, di coloro che non possono permettersi una casa agli esorbitanti "prezzi di mercato", si trasforma in polmone finanziario di un amminisistrazione comunale in perenne crisi fiscale. Gli alloggi vengono sgomberati infatti, non per essere assegnati agli "aventi diritto" ma per essere venduti in asta a privati, il tutto a prezzi di favore, sottocosto e pronta cassa, qualunque cosa pur di partecipare al banchetto.
La cosa piu curiosa è notare come la stessa assistenza negata ai meno abbienti viene poi dispensata nei confronti dei compratori, che, a differenza dei primi, possono vantare legami ed intrallazzi con gli stessi amministratori: in poche parole liberismo spietato per i poveri e stato sociale per i possidenti.
Ma il culmine dell' assurdo lo si raggiunge se consideriamo che, le stesse case vendute probabilmente non verranno "utilizzate" per viverci, con ogni probabilita sarenno mantenute sfitte, tenute a bilancio da qualche immobiliare per ingrassare il bilancio, oppure quelle stesse case verranno mantenute sfitte per esere utilizzate come dispositivo finanziario di controllo del prezzo degli alloggi, mediante una scarsità artificialmente indotta

by Anonimo.

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14 settembre 2009 1 14 /09 /settembre /2009 15:40

Situazione epidemiologica e casi confermati


La sorveglianza nazionale dell’influenza A(H1N1) si è basata sulla segnalazione individuale dei casi che venivano tutti confermati dal Centro Nazionale Influenza presso l’Istituto Superiore di Sanità fino al 26 luglio 2009. Successivamente, le modalità operative per la sorveglianza epidemiologica e la conferma dei casi sono state aggiornate nella circolare del 27 luglio 2009. Da tale data, la diagnosi di influenza da virus A(H1N1) si basa sul solo criterio clinico e i casi vengono segnalati settimanalmente in forma aggregata dalle Regioni/PP.AA. La conferma dei casi viene effettuata su un campione dei casi notificati settimanalmente.


CASI IN ITALIA

(Fonte: Ministero, ISS - Rapporto 9 settembre 2009 )

totale casi

casi confermati

totale decessi

6961

2186

1

Inoltre l'Ufficio V - malattie infettive della Direzione generale della prevenzione sanitaria pubblica i rapporti del sistema di sorveglianza Influnet relativi all'andamento nazionale della pandemia. In particolare nei rapporti di sorveglianza virologica vengono riportati i dati relativi ai casi italiani confermati e la distribuzione geografica per regione dei campioni relativi al nuovo virus umano A(H1N1); nei rapporti di sorveglianza epidemiologica viene descritta l'incidenza settimanale totale dell'influenza, suddivisa per singole fasce di età.

CASI CONFERMATI IN EUROPA
(Fonte: ECDC - Report del 10 settembre 2009)

totale casi

totale decessi

50015

127

La tabella completa con i casi confermati in laboratorio nei diversi Paesi è consultabile sul sito dell'ECDC che riporta i dati forniti ufficialmente dalle Autorità Sanitarie nazionali.

CASI CONFERMATI NEL MONDO
(Fonte: OMS - Comunicato n. 64 del 4 settembre 2009)

totale casi

totale decessi

254206

2837

La tabella completa con i casi confermati in laboratorio nei diversi Paesi è consultabile sul sito dell'OMS che riporta i dati forniti ufficialmente dalle Autorità Sanitarie nazionali.
L'ufficio V - malattie infettive della Direzione generale della prevenzione sanitaria del Ministero pubblica, nella sezione Eventi epidemici all'estero,  le note informative riguardanti eventi epidemici rilevanti, tra cui l'aggiornamento della situazione internazionale della pandemia, inviate alle Autorità Sanitarie regionali, agli Uffici di Sanità marittima ed aerea, ai Ministeri dei trasporti e della navigazione, della Difesa e degli Affari Esteri e al Dipartimento del turismo.

 

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11 settembre 2009 5 11 /09 /settembre /2009 13:25

Berlusconi, il sedicente "torero" e "superuomo" ancora digrigna i denti, intimidisce, minaccia, ricatta, esibisce come virtù i suoi vizi e le sue perversioni, convinto che parlino al ventre profondo del Paese, al quale direttamente si rivolge. E ne ha per tutti. Ma la sua non è più la sicumera dei giorni migliori, quando tutto si riduceva ad uno scontato gioco del gatto col topo, con gli avversari - ovviamente - ma soprattutto con gli alleati, lesti a rientrare nei ranghi non appena il capo ringhiava, senza neppure dover percuotere il tavolo col pugno di ferro. I santuari del potere lo sostenevano, più o meno convintamente, o lo subivano, persuasi di poter trarre il massimo beneficio dall'uomo che più di ogni altro ha tentato di dimostrare che tutto e tutti possono avere un prezzo. Del resto, come ognuno può constatare, ciò si è ampiamente verificato. I conti, ora, non tornano più. Quel sodalizio si è logorato profondamente e su troppi fronti, perché il dispensatore di prebende non finisca per rappresentare un ingombro, un residuo antistorico, persino per una destra che vuole continuare a governare conservando integri i rapporti sociali esistenti. Berlusconi, in qualche modo prigioniero del suo atto politico di nascita e vittima del delirio onnipotente che ne accompagna il declino senile, è divenuto indecente e impresentabile, anche per le forze a lui alleate o contigue, per i poteri che dei suoi favori si sono sino a ieri avvalsi tappandosi naso e bocca. C'è la devastazione dell'immagine pubblica, l'insostenibilità del baratto patologico fra prestazioni sessuali e carriere politiche, c'è l'isolamento internazionale che travalica i tradizionali confini fra destra e sinistra, fra progressisti e conservatori, per divenire un unanime coro dileggiante. C'è, soprattutto, un sistema di potere che ha ammutolito il parlamento e fatto dell'esecutivo una muta di cortigiani. C'è l'attacco frontale alla magistratura e a ciò che resta della libera stampa. Ogni limite è stato ampiamente oltrepassato. Non solo la Costituzione è stata stracciata e vilipesa. L'inquilino di palazzo Chigi è ben difficilmente inscrivibile persino dentro le coordinate del più tiepido pensiero democratico, della stessa cultura liberale. La sindrome di Caligola lo ha portato al di lì della soglia oltre la quale egli è divenuto un pericolo per i suoi stessi sodali, i più avvertiti dei quali colgono il rischio di essere travolti con colui che fino a ieri l'altro era l'osannato e indiscusso leader. C'è da scommettere - essendo già avvenuto tante volte nella storia patria - che, al dunque, non pochi dei fedeli ascari scenderanno dal carro con la stessa disinvolta rapidità con cui vi sono saliti. Sono ormai molti gli indizi che rendono chiaro come i poteri forti stiano coalizzandosi per "mutare spalla al proprio fucile". Gli uomini pronti alla bisogna ci sono già. I loro nomi e le loro mosse sono già visibili, le diplomazie trasversali in piena fibrillazione. In quanto occorre cambiare tutto, perché nulla cambiò, affinché la transizione post-berlusconiana avvenga senza troppi scossoni, senza che gli equilibri politici vengano alterati, contando anche sul sostegno silenzioso e senza pretese di un'opposizione parlamentare che non riesce - né prova - a toccare palla. Berlusconi lo capisce, sente che il cerchio si stringe, e si dibatte nell'arena come un animale ferito. L'arroganza di cui ha sempre fatto sfoggio è ora intrisa di visibile paura. Come tutti i dittatori nella fase del crepuscolo, egli tende a non fidarsi più di nessuno. Questo - occorre averne contezza - lo rende estremamente pericoloso. Berlusconi ha ancora dalla sua un enorme potere politico, economico, mediatico ed il sostegno per ora non incrinato della Lega. Non è un cane morto e forse non è imminente il suo 25 luglio. Per mantenersi in sella userà tutti i mezzi possibili ed inimmaginabili, ivi compresa quella che fa già balenare come la soluzione estrema: le elezione anticipate, concepite - oggi come non mai - come un plebiscito sulla sua persona con annessa, implicita richiesta, direttamente rimessa nelle mani del popolo, di disporre di un potere assoluto, privo di qualsivoglia condizionamento.

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11 settembre 2009 5 11 /09 /settembre /2009 13:05

ATTO DI OPPOSIZIONE - DIFFIDA E MESSA IN MORA

al Sig. Prefetto di ____________

c/o Comando Polizia Municipale ____________

Via _____________ n.___ ____________

e p.c. al Sig. Sindaco di ____________

Oggetto: Ricorso ex artt. 203 e 204 CdS avverso verbali allegati :………………………..

notif. ………………in data…………………. a ………………………………………

per accertamento di nullità dei verbali di contravvenzione allegati in copia originale perché senza

indicazione precisa  della presunta infrazione e notificato a presunto trasgressore dal

Dipartimento di Polizia Municipale del Comune di ____________, tramite unico e inidoneo

programma informatico che identifica tutti i verbalizzanti come agenti (???), senza specificare e distinguere se il verbalizzante sia stato un ausiliario al traffico o un’agente di polizia municipale,violando la normativa vigente detta anche dal codice della Strada e i principi stabiliti dalla Cassazione, sentenza a Sezioni Unite, per cui posteggiare sulle strisce blu senza ticket è legittimo e non è dovuto pagamento se non c'è parcheggio libero in zona, nonché la legge sulla trasparenza degli atti amministrativi e sul diritto di difesa del cittadino, ma preliminarmente la giurisprudenza della Corte di Cassazione .

L’istante ……………………………………………., in virtù della normativa vigente a norma e per gli effetti dell’art. 203 C.d.s, in contestazione a verbale di contravvenzione (allegato) notificato dal Dipartimento di Polizia municipale del Comune di ____________

preliminarmente propone formale opposizione

chiedendo la sospensione dell’esecutivita’, l’annullamento e l’archiviazione dell’accertamento e del verbale stesso (allegato), per i seguenti motivi:

infondatezza, irregolarità e nullità del verbale in oggetto, a norma e per gli effetti della normativa vigente in quanto ha omesso di precisare la sua qualifica e  violando il diritto di difesa del ricorrente medesimo, come dimostrabile con prova documentale e per testi, nonchè accertabile in sede di comparizione personale, che si richiede per fornire precisi chiarimenti sulla infrazione rilevata dall’agente operante .

In subordine, comunque, il verbale opposto risulta nullo, infatti, come nel caso de quo

preliminarmente "le delibere istitutive dei parcheggi a pagamento devono essere disapplicate,

dall’Autorità adita, per avere la P.A. opposta ignorato e violato il disposto dell'articolo 9 della

legge n. 317/67 ed i principi costituzionali, non essendo stati previsti parcheggi liberi nelle

immediate vicinanze di tutte le strisce blu a pagamento. In pratica, senza le zone di sosta

libere non si possono elevare multe anche a chi non espone il tagliando di sosta, come già

stabilito dalla Cassazione, che sottolinea vizi di legittimità dei provvedimenti amministrativi

istitutivi delle zone di parcheggio a pagamento, consistenti nella violazione dell'obbligo di

prevedere anche aree di parcheggio libero". Inoltre il verbale opposto risulta nullo in quanto

copia meccanizzata e non conforme all’originale da cui è totalmente diverso, mancante della firma

dell’ accertatore in originale, come prescritto dalla legge e dalle ultime sentenza di Cassazione,

nonché della firma del responsabile dell’ufficio contravvenzioni, in violazione dell’art. 6 quater

L.15/3/91 n. 80 conv.per D.L.. Infatti il verbale notificato a mezzo posta non è rispondente a quanto

prescritto dall’articolo 385 comma 3 del regolamento di attuazione del CdS. In particolare, essendo

stata notificata copia e non originale, essa deve essere sottoscritta dall’agente accertatore. La firma

per autentica della copia, posta dal comandante del servizio di Polizia Municipale è a stampa e non

in originale come prescritto. Sul medesimo verbale non è specificato, come prescritto dalle norme

in materia, che il ricorso può presentarsi anche a mezzo posta, e non solo a mano, e non è indicato

l’indirizzo dell’ufficio al quale va presentato il ricorso, essendo genericamente riportata la dicitura

“…a questo Comando di Polizia Municipale”. Tale omissione comporta l’annullabilità dell’atto ove

eccepita nei termini come nel caso di specie, in quanto lede i diritti alla difesa costituzionalmente

garantiti.

Ai sensi del comma 1 dell’art. 204 CdS e successive modifiche, il sottoscritto chiede di essere

ascoltato dall’Autorità Prefettizia, la quale è obbligata a convocare l'audizione richiesta e a

rispondere al ricorso, il tutto entro il termine massimo di 120 giorni dal ricevimento del ricorso

medesimo. In mancanza di audizione e risposta entro il suddetto termine il ricorso – come da

sentenze della Suprema Corte di Cassazione in materia – è da intendersi accolto e ogni ulteriore

eventuale ingiunzione di pagamento è da considerarsi nulla e costituente comportamento negligente,

esponendo pertanto la P.A. alla responsabilità risarcitoria come da sentenza Cassazione n.500/99.

Inoltre il verbale originario risulta nullo, in virtù della normativa vigente, in quanto tutto potrebbe

essere solo conseguenza di un errore materiale da parte dell’ accertatore.

Alla parte ricorrente, inoltre, veniva notificato verbale di contravvenzione per presunta infrazione

del Codice della Strada dal Dipartimento di Polizia Municipale del Comune di _________, con

intimazione di pagamento di un importo di euro _____________ per le supposte violazioni. In via

preliminare, quindi, si evidenzia anche l’ingiustificata ed inammissibile maggiorazione della

sanzione indicata nei verbali causa l’indebita applicazione delle spese postali di notifica (tenuto

conto che una racc.ta a.r. normalmente costa euro 3,00) e spese di accertamento non meglio

precisate (costo della misura al p.r.a. euro 2,80 o meglio accertamento tramite terminale pari a

costo zero) addirittura calcolate in euro 13,40 che sommate alla sanzione prevista per la

presunta infrazione, fanno lievitare la contravvenzione di ulteriori 13,40 euro, somma che se non

giustificata potrebbe configurare un ingiustificato arricchimento. Inoltre la notifica del predetto

verbale in copia meccanizzata (allegato), impedisce assolutamente l’individuazione della figura

giuridica del verbalizzante e quindi del titolo e dell’autorità ad essa conferita, impedendo al

presunto trasgressore di poter esercitare regolarmente il proprio diritto di impugnazione e difesa. Si deve considerare che numerosi verbali di contravvenzione, notificati senza la dovuta e prevista distinzione della qualifica ed autorità del verbalizzante, risultano illegittimamente e confusamente attribuiti a generici agenti verbalizzanti (???) ma in realtà, invece, sono elevati e sottoscritti da semplici “ausiliari del traffico” ex art. 17 comma 132 della L. 127/97, dipendenti della____________, che più volte però sottoscrivono verbali di contravvenzione senza averne i qualificati poteri o meglio ancora, secondo la migliore dottrina e giurisprudenza, travalicando e oltrepassando i limiti di una condotta e/o di un potere lecito, autorizzato e a loro attribuiti dal Sindaco ex art. 132 L. 15/3/97 n.59 (legge Bassanini), generandosi così una violazione del diritto alla trasparenza degli atti amministrativi e del diritto di difesa del ricorrente che ritiene di essere stato multato da un effettivo pubblico ufficiale.

Per tutto quanto sopra esposto, il sottoscritto,

INVITA E DIFFIDA

L’amministrazione Comunale di ____________, in persona del Sindaco p. t. e dell’Assessore p.t.

alla viabilità, presso la Casa Comunale, non chè il Dipartimento di Polizia municipale del Comune

di ____________ :

1) a non dare seguito ed annullare e ritirare i verbali di contravvenzione notificati in modo

irregolare ed impreciso al presunto trasgressore, tramite unico ed inidoneo programma

informatico di elaborazione del verbale meccanizzato, che non specifica e chiarisce la qualifica

del verbalizzante, che spesso, invece, risulta essere un ausiliario del traffico e non un agente della

polizia municipale come indicato nei verbali notificati, oltretutto nulli ed infondati in fatto e diritto,

come recentemente stabilito dalla Cassazione in  merito alla contestata infrazione de quo;

2) a precisare e specificare il reale costo delle spese di notifica ed accertamento dei verbali

completamente addebitate al presunto trasgressore e calcolate nella complessiva somma di euro

13,40, importo risultante esagerato, ingiustificato ed inammissibile a confronto con i reali e

quotidiani costi delle spese postali e dell’eventuale accertamento di proprietà dei veicoli tramite misura p. r. a.;

, con osservanza

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10 settembre 2009 4 10 /09 /settembre /2009 18:07

LONDRA - "Roma brucia". Il titolo dell'editoriale del Times di oggi si ferma a questo, ma è chiara l'allusione a un Nerone che suona la cetra mentre tutto crolla attorno a lui. "Uno degli aspetti più deprimenti dello scandalo che avvolge il primo ministro italiano è che egli, nonostante un calo di consensi nei sondaggi, rimanga ancora al potere", afferma il commento della direzione del quotidiano londinese.

Ci sono varie spiegazioni di questo, continua l'editoriale, "la più pertinente sembra essere la mancanza di un'alternativa credibile in un'opposizione divisa dopo la caduta del governo Prodi e tra gli stessi alleati del premier nel centro-destra". Ma anche se per il momento Berlusconi sopravvive, il presidente della Camera Gianfranco Fini, dopo il dissidio di questi giorni con il leader del Pdl, "sta sicuramente pensando al lungo termine" e "rappresenta il meglio della destra, valori familiari e conservatorismo tradizionale".

Tre cose rendono Berlusconi "vulnerabile", scrive il Times. La prima è "il danno che egli ha causato all'immagine dell'Italia all'estero". La seconda è "la mentalità da bunker in cui si è rinchiuso, le cause per diffamazione, le smentite, il voler far finta di credere che tutto va bene, nascondono una rabbia cocente per l'incapacità del suo mondo virtuale di proteggerlo". La terza è un "non detto timore di ricatti".

Varie delle giovani donne con cui il premier si è intrattenuto, osserva l'editoriale, sembrano essere straniere. "Cosa accadrebbe se una potenza straniera decidesse di strumentalizzare questa pacchiana faccenda? Non è una preoccupazione solo per Roma. L'Italia è un importante partner occidentale nella Nato, dai Balcani all'Afghanistan. Il comportamento del primo ministro preoccupa e imbarazza tutti gli amici del suo Paese".

Oltre all'editoriale, il Times dedica un'altra pagina intera al caso Berlusconi, con due articoli, nei quali osserva che le rivelazioni sulle deposizioni di Gianpaolo Tarantini a proposito delle "30 donne fornite a Berlusconi per i suoi party aumentano la pressione sul premier", la cui bonomia e i cui sorrisi "appaiono sempre meno convincenti, perché i problemi si accumulano, distraendolo in un momento in cui l'Italia ha bisogno di una mano ferma" che guidi l'economia. Il capo del governo, conclude il quotidiano di Londra condividendo l'opinione di un commentatore italiano, dà l'impressione di essere "un uomo arrabbiato, sconfitto e depresso, che litiga con tutti".

Titoli e servizi analoghi sugli altri principali quotidiani britannici. "Altre cinque donne pagate da Berlusconi", titola il Daily Telegraph, notando che gli ultimi sviluppo "aumentano la sensazione che la permanenza al potere del premier abbia i giorni contati" a causa dei suoi conflitti con i media, la Chiesa, gli alleati interni. Anche il Guardian, come il Times, osserva che il fatto che varie delle donne incontrate da Berlusconi siano straniere potrebbe avere "compromesso la sicurezza nazionale, come afferma l'opposizione". E il Daily Mail titola su "Silvio e la sua galleria di ragazze da party", pubblicando una serie di foto delle donne coinvolte nello scandalo.

Le nuove rivelazioni figurano nei titoli di tutta la stampa europea e internazionale. "Trenta accompagnatrici per allietare le serate del Cavaliere", titola il Figaro in Francia, dove Le Monde parla di una "strategia della tensione" lanciata da Berlusconi contro i suoi avversari, che però "potrebbe rivelarsi più pericolosa di quanto lui pensi". In Spagna, il Mundo titola: "Prostituzione e cocaina sono le chiavi del successo, un imprenditore ammette che pagava droga e ragazze per Berlusconi". La Voz de Galicia scrive che Tarantini ha organizzato "fiesta con 30 chicas" per Berlusconi. El Pais titola: "Un amico di Berlusconi gli organizzò 18 feste con prostitute", ricordando, in un altro servizio, che proprio in questo momento di crisi personale e di scandali il premier italiano si appresta a incontrarsi in Sardegna con il premier spagnolo Zapatero, con il quale "ha ben poco in comune, ideologicamente e personalmente", ma l'incontro era stabilito da tempo.

In Irlanda, un altro paese fortemente cattolico che segue con grande attenzione l'evolversi della Berlusconi story, l'Irish Times la definisce "una soap opera" in cui si aggiungono sempre nuovi colpi di scena e l'Irish Independent titola sulle "esplosive rivelazioni" riguardo a "trenta call girls" che "andavano ai party di Berlusconi".

E continuano a fare il giro del mondo, la vicenda arriva fino in Australia, dove Mx scrive sulla "string of hookers", la collana di prostitute, del premier; e in Argentina, dove il Clarin titola senza mezzi termini: 30 prostitute a 18 feste per "el capo".

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Presentazione

  • : Tutti contro.......!!!! by clod
  • : La pressione dell’omologazione, l’egoismo altrui lo hanno spinto verso la più triste e irreversibile delle scelte Con lui si è chiusa l’epoca degli ideali della società nuova. Ora, in questa fase di passaggio, dove il ricordo di quegli ideali fluttua nell’aria, sta a noi restituire fiato alle travolgenti spinte del secolo scorso.
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