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17 novembre 2009 2 17 /11 /novembre /2009 15:30

Lo stato per definizione è l'apparato che detiene l'uso della violenza legittima e (aggiungo io) la possibilità di stabilire fin dove arriva questa legittimità. Combattere uno stato ingiusto ed assassino senza l'uso della violenza (in diverse forme, modi e contenuti) non solo vuol dire non avere alcuna speranza di vittoria ma anche omettere dalla propria analisi e dalla propria azione politica il principio fondante su cui lo stato si basa.
Il rifiuto della violenza dovrebbe passare attraverso il rifiuto dello stato e di qualsiasi forma di organizzazione sociale. Non esiste infatti organizzazione senza norme ed ogni norma è violenta nella sua necessità di essere applicata.
Basta con i finti moralismi, basta con i perbenismi da borghesi progressisti. La rivoluzione per necessità passa attraverso la violenza.
Se poi non vogliamo la rivoluzione.....

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15 novembre 2009 7 15 /11 /novembre /2009 09:19

Nessuno si senta escluso dalla storia, nessuno si senta offeso, ma tutti sappiano e non facciano finta di dimenticarlo che la storia dà torto e dà ragione recita così la bella canzone di De Gregori, ascoltatela si chiama La storia, ed è un giusto antipasto, per chi gradisce, di questo post.

Tra un lodo ed un condono mentre l’opinione pubblica è distratta ad arte dai temi economici che scottano, tutte cose tralasciate da un governo dannoso e nullafacente - ecco che alcuni provano a far passare nel silenzio improponibili parificazioni storiche ed arditi revisionismi.

Conoscete un paese d’Europa che si sia sognato anche lontanamente di riabilitare i collaborazionisti della repubblica fantoccio di Vichy, i franchisti spagnoli o i nazisti tedeschi?

Ebbene si, lo conoscete benissimo perchè ci vivete dentro: è l’Italia di Berlusconi che prova a far passare in cavalleria un vera e propria riscrittura della storia italiana cercando di non far troppo rumore, sì che la sinistra dormiente non si svegli e se ne accorga.

Aveva iniziato l’ineffabile La Russa che tempo fa chiedeva di “accomunare i morti (della seconda Guerra Mondiale ndr) di entrambe le parti”.

Poi hanno pensato bene di trovare un parlamentare non troppo schierato e quindi sperabilmente insospettabile per fargli fare il cavallo di Troia ed hanno trovato Lucio Berani del nuovo Psi. Ma vi rendete conto? Un socialista che si presta a proporre una legge per i fascisti…e l’hanno messo primo firmatario del disegno di legge 1360 del Pdl.

Di socialisti traditori se ne trovano anceh in passato, prionti a vendersi al potere della controparte, come fece del resto lo stesso loro duce che tanti anni prima aveva tradito la causa del socialismo. Che aspettarsi quindi da gente che ha costruito le porprie fortune sul tradimento e sull’opportunismo?

Mussolini da direttore de L’Avanti era in poco tempo divenuto il braccio armato del potere , utile a frenare con la forza dei propi sgherri e con la compiacenza delle forze dell’ordine, le prime richieste sindacali ed i primi scioperi del biennio 1919-1921, le attività dei rossi0 e dei bianchi – esistevano anche sindacati cattolici - che atterrirono la borghesia latifondista ed industriale del tempo che pensò bene di inventarsi un Mussolini alla bisogna. Certo che, fatto il lavoro sporco, non se ne andò subito ma questa è un’ altra storia.

Tornando al disegno di legge 1360 è chiaro che ormai le loro intenzioni le hanno messe nero su bianco: riabilitare i fascisti e il fascismo in modo da equipararlo per legge in tutto e per tutto alla resistenza partigiana.

Nel disegno di legge, si vuole istituire l’Ordine del Tricolore che assegna indistintamente ai partigiani, ai deportati, ai militari, ai combattenti della Repubblica di Salò e nientepopodimeno che alle CAMICIE NERE (il testo apre infatti la porta anche alla legittimazione per tutti coloro che facevano parte delle formazioni che facevano riferimento alla Rsi) lo status di combattente e addirittura un vitalizio che peserà per 200 milioni di euro l’anno a partire dal 2009 e che ovviamente saranno pagati dai cittadini.

I neo fascisti oggi al potere (a questo punto non si possono utilizzare più giri di parole), continuano ad alzare il tiro, dopo che nella loro storia hanno conquistato , innanzitutto, l’amnistia di Togliatti del 22 giugno 1946.

Tale atto comprendeva i reati comuni e politici, compresi quelli di collaborazionismo con il nemico e reati annessi ivi compreso il concorso in omicidio, pene allora punibili fino ad un massimo di cinque anni, i reati commessi al Sud dopo l’8 settembre 1943 e l’inizio dell’occupazione militare alleata al Centro e al Nord.

Poi nonostante le disposizioni transitorie in Costituzione hanno avuto concessa la legittimazione democratica immediata attraverso la possibilità di presentare l’Msi in Parlamento (partito fondato il 26 dicembre 1946 proprio dai reduci della Repubblica Sociale Italiana).

soddisfarne gli appetiti.

Piccatissime le repliche. La più autorevole è di Giuliano Vassalli, classe 1915, arrestato e torturato durante il fascismo, presidente emerito della Corte Costituzionale, secondo cui “è assolutamente chiaro che c’è stata la continuità dello Stato anche dopo l’8 settembre e la caduta del fascismo. E non si può riconoscere a chi ha contrastato lo stato italiano sovrano schierandosi con la Repubblica sociale il titolo di combattente. La Cassazione è chiara in merito. Tutte quelle pronunce sono concordi nel definire i repubblichini come nemici“.

 

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12 novembre 2009 4 12 /11 /novembre /2009 09:43
Caro compagno.......
lo so che non vuoi che sia detto il tuo nome, un po' per pudore, un po' perché sei come tanti... il compagno che pare che non c'è ma altro se c'è!.
Sei come tutti quelli che pare che non ci sono ma eccome se ci sono! anonimi nel silenzio, di cui si sa solo quando gli accade un avvenimento "straordinario" che diventa un fatto di cronaca prima e poi..politico.
Sei come tutti quelli che pare che non si sono ma altro se ci sono, con una cosa in più, che sei un compagno, un comunista, tu ci tieni a dirlo forte, e quando mi saluti a pugno chiuso, so che non è retorica quella, la tua.
Ora questo fatto di essere comunista non è che ti aiuta nella tua situazione difficile, anzi ti carica di sensi di colpa di più, ti senti quello che non è stato capace di essere comunista coerente, compagno fino in fondo per i suoi errori per le sue "colpe".
Intanto i tuoi errori le tue cadute e ricadute incomincia a pensare che non sono solo tue, e questo non lo dico per toglierti le tue responsabilità., ma solo per dire che se errori, cadute e ricadute ci sono ci sono perché purtroppo ora non si sta più in quella ottica di condivisione che dovrebbe essere la nostra ragione vera di essere, in quella compagnitudine in cui ognuno da forza all'altro, una volta con un bacio una carezza, una volta con uno sganassone ben assestato.
E' la solitudine che porta agli errori, alle cadute e alle ricadute, in diverse forme, in diversi modi, quelle più leggere, quelle più pesanti, quelle pure che magari rischi di lasciarci la chiorba.
E chi non fa errori, cadute e ricadute?
Tutti! c'è magari chi come me si illude che errori, cadute e ricadute rafforzino, beh ognuno si trova l'alibi suo!, ma poi quando vai a fare il bilancio senza alibi di sorta, ti accorgi che ogni errore, caduta e ricaduta, e quanto ti ha segnato, ti ha ferito, quanto ti ha tolto di VITA.
No il discorso è la colpa è del sistema e dei rapporti di produzione e di.....non mi va di farlo perché ci sono degli ambiti più profondi, in cui poi si sedimentato queste forme strutturali e sovrastrutturali, e io ora voglio solo farti sapere come ti sono vicina col cuore.
Questo perché so che stai passando in un momento difficile, drammatico assai, e ciò che veramente conta ora, è che tu non ti senta solo, randagio, almeno sentiti randagio fra i randagi.
E noi compagni parloni e parlatori diamo per scontato che ci sia il compagno che pare che non c'è ma altro se c'è!
E' il compagno che sta all'angolo un tempo col ciclostile, ora col pc a mandare avanti un sito, è quello che procura la carta per i volantini, è quello che sempre al volantinaggio, ad attaccare manifesti ci sta,
è quello che è sempre pronto per questa o quella iniziativa in mezzo agli altri: è dato per scontato ed è dato per scontato pure che gli altri compagni gli danno buca; è quello che è sempre pronto a farti un piacere, non di soldi, di soldi non ce ne sono, ma è sempre pronto a darti una mano per qualsiasi cosa.
Senza il compagno che pare che non c'è, ma altro se c'è! tutti noi compagni parloni e parlatori non conteremmo nulla, ma proprio nulla.
Questo devi capire compagno che tu sei importante come gli altri, di più pure perché sei più vicino a tutti quelli che pare che non si sono ma altro se ci sono!
E proprio per questo conosci la vita, le cose più di noi compagni parloni e parlatori.
Come al solito ho fatto la sfacciata e mi sono permessa una grossa scorrettezza : ho parlato io per te, una di più una di meno, di scorrettezza, per una come me che vuoi che sia?
L'ho fatto per farti capire che ti siamo vicini, che siamo sempre dalla tua parte, che non sei solo e che se hai bisogno di aiuto noi faremo quello che possiamo per te. L'ho fatto perché so che tu non avresti parlato mai di te.
....noi siamo qui, ci siamo sempre con i nostri errori, le nostre cadute le nostre ricadute, ci siamo, come ci siamo per tutti quelli che soffrono con i nostri errori le nostre cadute le nostre ricadute.
NOI SEI SOLO.
un abbraccio
vittoria

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10 novembre 2009 2 10 /11 /novembre /2009 09:18

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8 novembre 2009 7 08 /11 /novembre /2009 10:14

 

 

  • Incidenza settimanale dell’influenza nella popolazione: 0,9 per cento
  • Numero dei casi settimanali stimati in base all’incidenza: 540mila
  • Percentuale di decessi in rapporto ai malati dall’inizio della pandemia : 0,0032 per cento
  • Decessi dall’inizio della pandemia: 29
  • Vaccinati al 1 novembre: 41 mila

 

 

 

Sorveglianza dell’epidemia

 
 

Casi e incidenza

In base al dati del sistema di sorveglianza Influnet basato sui medici sentinella, i casi di influenza settimanali stimati sono circa 540mila. In totale dal 19 ottobre, giorno di avvio della sorveglianza Influnet, al 1 novembre, sono stimati 785 mila casi nel nostro Paese.

Le Regioni dove si registra la più ampia diffusione del virus sono la Campania con un incidenza dell’1,5 per cento e la Lombardia (1,3), seguite da Emilia Romagna, Marche e Lazio (1,1).

I più colpiti sono bambini e adolescenti, da zero a 14 anni, con un’incidenza pari al 2,8 per cento dei casi in media (1,7 nei più piccoli da zero a 4 anni e 3 per cento dai 5 ai 14). Tra i giovani e gli adulti dai 15 ai64 anni l’incidenza dell’influenza è dello 0,5 per cento mentre tra persone dai 65 anni in su è lo 0,1 per cento.

 

 

Casi che necessitano di assistenza respiratoria

Le Regioni hanno segnalato fino ad oggi al Ministero 161 ricoveri in ospedale per complicanze di cui 75 che richiedono cure di alta specializzazione e assistenza respiratoria: una quota pari allo 0,014 per cento delle persone che hanno contratto l’influenza dall’inizio della pandemia.

 

Decessi

La percentuale delle vittime correlate all’influenza A è lo 0,0054 per cento dei malati contro lo 0,2 per cento dei  decessi correlati alla normale influenza.

Alle ore 17,00 del 7 novembre le vittime  correlate alla nuova influenza A sono 29. Si tratta di casi accertati, per  altri  casi segnalati sono incorso ulteriori approfondimenti. Tutti i soggetti tranne uno, presentavano gravi patologie pregresse.

 

Situazione in Italia

Totale decessi Italia                                                            29

Regione                                                                   

Campania                                                                   11

Lombardia                                                                 5

Emilia Romagna                                                        3

Piemonte                                                                   3

Lazio                                                                          2

Molise                                                                        1

Sicilia                                                                         1

Toscana                                                                     1

Umbria                                                                       1

Veneto                                                                       1

 

Situazione europea (fonte ECDC)

Totale decessi                                                          389

di cui                                                            

Gran Bretagna                                                           154

Spagna                                                                       73

Francia                                                                                  49

 

 

Situazione mondiale (fonte ECDC)

Totale decessi                                                          6394

di cui                                                            

Brasile                                                                        1368

Stati Uniti d’America                                                 1004

Argentina                                                                   593

 

 

 

Vaccinazione della popolazione

 
 

Distribuzione

La Conferenza Stato-Regioni ha raggiunto il 5 novembre un’Intesa in base alla quale entro fine novembre verranno consegnate 5 milioni di dosi di vaccino in vari tipi di confezionamento. Ciò consente la programmazione della offerta attiva, da parte delle Regioni, della vaccinazione pandemica a tutti i soggetti a rischio individuati dalle Ordinanze ministeriali.

Intanto continua la distribuzione dei vaccini alla Regioni, iniziata il 12 ottobre. Con la terza distribuzione, che si concluderà  domenica 8 novembre saranno distribuite alle Regioni complessivamente quasi 2,5 milioni di dosi.

Al 1 novembre la vaccinazione è stata avviata in 18 Regioni e Province autonome. Entro il 9 novembre sarà avviata in tutte le Regioni. 

 

 

Vaccinati

In base ai dati pervenuti all’Istituto superiore di sanità sono state vaccinate al 1° novembre oltre 41 mila persone nelle 18 Regioni che hanno iniziato la vaccinazione, sulla base della pianificazione della campagna prevista da ciascuna Regione.

Entro il 9 novembre in tutte le Regioni sarà avviata la vaccinazione.

In particolare le Regioni sono state sollecitate a vaccinare con la maggiore rapidità le donne al secondo e terzo trimestre di gravidanza e i soggetti dai 6 mesi ai 64 anni appartenenti alle categorie a rischio per patologie preesistenti, con priorità assoluta per i bambini.

 

 

 

Azioni di governo

 
 

L’Organizzazione mondiale della sanità l’11 giugno 2009 ha dichiarato lo stato di pandemia influenzale con il passaggio alla fase di massima allerta.

La pandemia è causata da un nuovo virus influenzale A/H1N1 che si è diffuso da marzo 2009 a partire dal Messico in tutto il mondo.

Il Governo ha immediatamente assunto tutte le misure per fronteggiare la pandemia influenzale e tutelare la salute dei cittadini.

Il Ministero ha istituito il 24 aprile un’apposita Unità di Crisi presieduta dal Viceministro Ferruccio Fazio. Ecco le principali azioni:

 

  • Controlli e contenimento fase iniziale

Nella prima fase della diffusione della malattia sono state applicate tutte le misure di controllo e contenimento dell’infezione atte a limitare il diffondersi del virus. Ciò ha evitato nel nostro Paese una prima ondata epidemica prima dell’estate 2009 che invece si è verificata in altri Paesi europei. Tra le misure di prevenzione più efficaci si ricorda la pronta identificazione dei casi nei viaggiatori provenienti da zone affette, la profilassi dei loro contatti stretti, la promozione delle regole di igiene e protezione individuali come il lavaggio delle mani.

 

  • Vaccinazione della popolazione

Il Governo ha predisposto una strategia vaccinale per fronteggiare l’ondata epidemica di nuova influenza A (H1N1) in atto nella stagione influenzale 2009-2010 ed eradicare l’epidemia da nuovo virus A(H1N1) nel nostro Paese. E’ prevista a vaccinazione del 40% della popolazione italiana a partire dai lavoratori dei servizi essenziali, come il personale sanitario, e delle categorie a rischio di complicanze (bambini e adulti con malattie croniche nella fascia di età dai 6 mesi ai 64 anni, donne in gravidanza nel secondo e terzo trimestre). E’ attivo il monitoraggio della campagna vaccinale.

 

  • Scorte farmaci antivirali

Il Ministero dispone di quaranta milioni di dosi di farmaci antivirali, tre dei quali sotto forma di principio attivo in polvere che, mano a mano che sono progressivamente incapsulate dall’Istituto Chimico Farmaceutico Militare di Firenze, sono distribuite alle Regioni. Il Ministero ha inoltre emanato raccomandazioni puntuali per l’uso corretto degli antivirali.

 

  • Gestione casi gravi

Il Ministero ha fornito un primo orientamento agli operatori nella gestione delle forme gravi e complicate di influenza da nuovo virus A(H1N1) e promosso presso le Regioni e Province autonome l’identificazione dei centri a cui far afferire i pazienti colpiti da insufficienza respiratoria acuta. Vengono inoltre definiti i criteri per la gestione dei pazienti, in particolare riguardo l’accesso alla terapia intensiva e il successivo percorso all'interno dei centri di terapia intensiva che compongono le reti regionali.

 

  • Sorveglianza dell’epidemia

A partire dal 19 ottobre 2009, la sorveglianza dell’influenza è basata sul sistema Influnet, che raccoglie i casi della rete dei medici sentinella registrati tra i propri assistiti nonché i dati sui virus circolanti dalla rete dei laboratori accreditati.

Viene inoltre effettuato il monitoraggio dei casi ospedalizzati, delle forme gravi e dei decessi.

 

  • Sorveglianza sentinella degli accessi ai Pronto Soccorso

Il Ministero e l’Istituto superiore di sanità hanno avviato in collaborazione con le Regioni una specifica sorveglianza degli accessi ai Pronto Soccorso. I dati saranno trasmessi su base settimanale.

  • Farmacovigilanza

Nell’ambito degli interventi coordinati dall'Unità di crisi, l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA)  ha predisposto un Piano Nazionale di Farmacovigilanza per il monitoraggio della sicurezza dei vaccini pandemici e degli antivirali in corso di pandemia influenzale. Il sistema è attivo dal mese di ottobre.

 

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6 novembre 2009 5 06 /11 /novembre /2009 13:03

PAVIA. I detenuti di Torre del Gallo lanciano la loro accusa: la tragedia di Sami Mbarka Ben Garci, il tunisino che si è lasciato morire di fame in cella, «si poteva evitare benissimo». Lo scrivono in una lettera al legale del nordafricano e fanno riferimento a un altro caso. All’avvocato Aldo Egidi di Milano, i detenuti della prima sezione del carcere scrivono di avere assistito alla «lunga agonia del suo povero cliente, una morte lenta e umiliante». Descrivono Sami come «un prigioniero in un campo di concentramento» e aggiungono che «il suo povero cliente è stato lasciato morire sotto gli occhi di tutti noi». Parole pesanti, che vengono respinte dalla direzione del carcere. Sami, secondo alcune testimonianze, avrebbe sofferto in particolar modo per l’accusa di violenza sessuale, che ha sempre respinto, ma che lo ha portato a dover vivere in una situazione “protetta”, isolato dagli altri detenuti e messo a condividere la cella con un compagno condannato sempre per reati a sfondo sessuale. In una lettera indirizzata alla fidanzata, il 27 agosto, Sami scriveva: «Io sto muorendo, sono dimagrito troppo» e ancora «ti dico che mi dispiace io lo sciopero non lo tolgo. Di questa vita non me ne frega niente». Tornando alla lettera spedita all’avvocato Egidi, i detenuti della prima sezione (che alla notizia del decesso hanno protestato battendo le stoviglie contro le sbarre) si offrono di fornire la loro testimonianza. E fanno riferimento a un altro caso. Quello di Luca Campanale, un ventottenne che si è impiccato a San Vittore lo scorso 12 agosto. La vicenda del ragazzo è riassunta in un’interrogazione che la senatrice radicale Donatella Poretti ha rivolto al ministro della Giustizia, Angelino Alfano.
Il giovane in questione avrebbe avuto una pesante invalidità psichica dopo un incidente stradale verificatosi quando aveva 17 anni. In seguito, anche a causa dell’abuso di alcol e cocaina, il giovane commise alcune rapine. I giudici gli riconobbero solo un vizio parziale di mente, condannandolo a due anni di reclusione. Nel giugno 2009, Luca Campanale fu portato nel carcere di Torre del Gallo, dove rimase sino al 30 luglio. Il padre, Michele Campanale, contattò più volte le direzioni sanitarie degli istituti di pena, manifestando il timore che il giovane potesse farsi del male. In particolare, in una lettera indirizzata il 20 giugno alla direzione sanitaria di Torre del Gallo, si parla di “graffi ripetuti” notati sul collo del giovane e di una sua lettera “delirante” all’avvocato. Il 12 agosto, Luca Campanale si è impiccato in cella a San Vittore.

"La Provincia pavese", 16 settembre 2009

 

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4 novembre 2009 3 04 /11 /novembre /2009 15:40
                                                               Lasciare ogni remora contro chi non ne mai avute.
Cosa abbiamo  da perdere ? La routine grigia della nostra vita?... abbiamo famiglie e a volte anche uno straccio di lavoro.... cosa cambia di fronte allo scempio che ormai avanza senza tregua?
Non arrendiamoci. Facciamoci coraggio

Alla prima occasione insorgere  senza tregua.

Siamo realisti....
VOGLIAMO L'IMPOSSIBILE !

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30 ottobre 2009 5 30 /10 /ottobre /2009 12:47


Un grandissimo a mia moglie e tutta la mia famiglia per aver organizzato una festa meravigliosa.
E' riuscita a stupirmi e mi ha dimostrato quanto amore prova per me.
Un ringraziamennto a tutte le persone che hanno condiviso con me questo magnifico momento.
GRA.................ZIE

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29 ottobre 2009 4 29 /10 /ottobre /2009 15:52

La Commissione migrantes critica le scelte del governo:"Straniero non significa delinquente"
Cei: "Basta pacchetto sicurezza
servono misure per l'integrazione"

ROMA - Oltre alla sicurezza, in tema di immigrazione l'Italia deve puntare sull'integrazione, perché "senza un 'pacchetto integrazione' non c'è una vera politica migratoria". Lo ha detto monsignor Bruno Schettino, presidente della Commissione episcopale migrazioni e migrantes, nel commentare il XIX rapporto caritas/migrantes sull'immigrazione presentato oggi a Roma.

"Da più di un anno sentiamo parlare del pacchetto sicurezza - ha detto monsignor Schettino - che, con la sua insistenza, ha rafforzato il malinteso che sia fondato equiparare gli immigrati ai delinquenti. Poco, invece, si è sentito parlare del 'pacchetto integrazione', di un'impostazione più equilibrata che non trascura gli aspetti relativi alla sicurezza, ma li contempera con la necessità di considerare gli immigrati come nuovi cittadini portandoli a e essere soggetti attivi e partecipi nella società che li ha accolti".

Per la Cei, ha ricordato Schettino, "la vera sicurezza nasce dall'integrazione". E tale posizione nasce dalla "concezione del migrante come persona portatrice di diritti fondamentali inalienabili, concezione collegata direttamente con la fede in Dio Padre di tutti. Le decisioni politiche trovano un limite nel rispetto della dignità delle persone". Criticando l'eccesso di enfasi posta spesso nel collegamento tra immigrati e sicurezza, Schettino ha poi sottolineato che in realtà, "parlando di immigrazione prevalgono di gran lunga i benefici che essa arreca sugli inconvenienti che comporta". "Inoltre - dice Schettino -, non si tratta di un fenomeno eliminabile a piacere, anche perché la presenza immigrata è funzionale allo sviluppo del Paese, essendo un puntello al nostro malandato andamento demografico e alle carenze del mercato occupazionale".

Secondo il presidente della commissione migrantes, tra l'altro, i dati del nuovo Dossier Caritas ridimensionano l'allarme criminalità legato agli immigrati ed al contempo sembrano far "vacillare anche il cliché degli 'italiani brava gente' a seguito dei ricorrenti atti di razzismo e intolleranza nei confronti degli immigrati". Per questo, conclude monsignor Schettino, "bisogna cambiare e favorire condizioni di vita più serene per noi stessi e per gli immigrati" e "favorire un loro inserimento nella società". Un processo che comporta diritti e doveri, sostiene la Cei, ma che può passare anche attraverso le regolarizzazioni per chi lavora, la concessione della cittadinanza e maggiori aperture sul voto amministrativo.

 

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28 ottobre 2009 3 28 /10 /ottobre /2009 12:51

Compra donna del Mozambico e la violenta per otto mesi. Condannato

15:39 CRONACA Cinque anni di reclusione per Agostino Ardigò, il pensionato 58enne che ha segregato la donna, costringendola a prostituirsi. Nel novembre del'anno scorso la fuga, e la denuncia

Bestia feroce??????????

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Presentazione

  • : Tutti contro.......!!!! by clod
  • : La pressione dell’omologazione, l’egoismo altrui lo hanno spinto verso la più triste e irreversibile delle scelte Con lui si è chiusa l’epoca degli ideali della società nuova. Ora, in questa fase di passaggio, dove il ricordo di quegli ideali fluttua nell’aria, sta a noi restituire fiato alle travolgenti spinte del secolo scorso.
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