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15 novembre 2009 7 15 /11 /novembre /2009 09:19

Nessuno si senta escluso dalla storia, nessuno si senta offeso, ma tutti sappiano e non facciano finta di dimenticarlo che la storia dà torto e dà ragione recita così la bella canzone di De Gregori, ascoltatela si chiama La storia, ed è un giusto antipasto, per chi gradisce, di questo post.

Tra un lodo ed un condono mentre l’opinione pubblica è distratta ad arte dai temi economici che scottano, tutte cose tralasciate da un governo dannoso e nullafacente - ecco che alcuni provano a far passare nel silenzio improponibili parificazioni storiche ed arditi revisionismi.

Conoscete un paese d’Europa che si sia sognato anche lontanamente di riabilitare i collaborazionisti della repubblica fantoccio di Vichy, i franchisti spagnoli o i nazisti tedeschi?

Ebbene si, lo conoscete benissimo perchè ci vivete dentro: è l’Italia di Berlusconi che prova a far passare in cavalleria un vera e propria riscrittura della storia italiana cercando di non far troppo rumore, sì che la sinistra dormiente non si svegli e se ne accorga.

Aveva iniziato l’ineffabile La Russa che tempo fa chiedeva di “accomunare i morti (della seconda Guerra Mondiale ndr) di entrambe le parti”.

Poi hanno pensato bene di trovare un parlamentare non troppo schierato e quindi sperabilmente insospettabile per fargli fare il cavallo di Troia ed hanno trovato Lucio Berani del nuovo Psi. Ma vi rendete conto? Un socialista che si presta a proporre una legge per i fascisti…e l’hanno messo primo firmatario del disegno di legge 1360 del Pdl.

Di socialisti traditori se ne trovano anceh in passato, prionti a vendersi al potere della controparte, come fece del resto lo stesso loro duce che tanti anni prima aveva tradito la causa del socialismo. Che aspettarsi quindi da gente che ha costruito le porprie fortune sul tradimento e sull’opportunismo?

Mussolini da direttore de L’Avanti era in poco tempo divenuto il braccio armato del potere , utile a frenare con la forza dei propi sgherri e con la compiacenza delle forze dell’ordine, le prime richieste sindacali ed i primi scioperi del biennio 1919-1921, le attività dei rossi0 e dei bianchi – esistevano anche sindacati cattolici - che atterrirono la borghesia latifondista ed industriale del tempo che pensò bene di inventarsi un Mussolini alla bisogna. Certo che, fatto il lavoro sporco, non se ne andò subito ma questa è un’ altra storia.

Tornando al disegno di legge 1360 è chiaro che ormai le loro intenzioni le hanno messe nero su bianco: riabilitare i fascisti e il fascismo in modo da equipararlo per legge in tutto e per tutto alla resistenza partigiana.

Nel disegno di legge, si vuole istituire l’Ordine del Tricolore che assegna indistintamente ai partigiani, ai deportati, ai militari, ai combattenti della Repubblica di Salò e nientepopodimeno che alle CAMICIE NERE (il testo apre infatti la porta anche alla legittimazione per tutti coloro che facevano parte delle formazioni che facevano riferimento alla Rsi) lo status di combattente e addirittura un vitalizio che peserà per 200 milioni di euro l’anno a partire dal 2009 e che ovviamente saranno pagati dai cittadini.

I neo fascisti oggi al potere (a questo punto non si possono utilizzare più giri di parole), continuano ad alzare il tiro, dopo che nella loro storia hanno conquistato , innanzitutto, l’amnistia di Togliatti del 22 giugno 1946.

Tale atto comprendeva i reati comuni e politici, compresi quelli di collaborazionismo con il nemico e reati annessi ivi compreso il concorso in omicidio, pene allora punibili fino ad un massimo di cinque anni, i reati commessi al Sud dopo l’8 settembre 1943 e l’inizio dell’occupazione militare alleata al Centro e al Nord.

Poi nonostante le disposizioni transitorie in Costituzione hanno avuto concessa la legittimazione democratica immediata attraverso la possibilità di presentare l’Msi in Parlamento (partito fondato il 26 dicembre 1946 proprio dai reduci della Repubblica Sociale Italiana).

soddisfarne gli appetiti.

Piccatissime le repliche. La più autorevole è di Giuliano Vassalli, classe 1915, arrestato e torturato durante il fascismo, presidente emerito della Corte Costituzionale, secondo cui “è assolutamente chiaro che c’è stata la continuità dello Stato anche dopo l’8 settembre e la caduta del fascismo. E non si può riconoscere a chi ha contrastato lo stato italiano sovrano schierandosi con la Repubblica sociale il titolo di combattente. La Cassazione è chiara in merito. Tutte quelle pronunce sono concordi nel definire i repubblichini come nemici“.

 

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  • : La pressione dell’omologazione, l’egoismo altrui lo hanno spinto verso la più triste e irreversibile delle scelte Con lui si è chiusa l’epoca degli ideali della società nuova. Ora, in questa fase di passaggio, dove il ricordo di quegli ideali fluttua nell’aria, sta a noi restituire fiato alle travolgenti spinte del secolo scorso.
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