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15 luglio 2009 3 15 /07 /luglio /2009 14:14

L’influenza è ben conosciuta da secoli ma il virus influenzale è stato identificato solo nel 1933; il virus infetta sia gli uomini che una larga fascia di uccelli e mammiferi. I virus influenzali umani sono raggruppati in tre tipi: A, B e C, l’ultimo dei quali di scarsa importanza per l’uomo. Il virus influenzale di tipo A è quello maggiormente diffuso, causa generalmente malattie più gravi rispetto agli altri due, è la causa della maggior parte delle epidemie stagionali ed è l’unico che abbia generato pandemie. Alla base della epidemiologia dell'influenza vi è la marcata tendenza di tutti i virus influenzali a variare, cioè ad acquisire cambiamenti nelle proteine di superficie che permettono loro di aggirare la barriera immunitaria presente nella popolazione che ha contratto l’infezione negli anni precedenti.

Dalla fine del 2003, da quando cioè i focolai di influenza aviaria da virus A/H5N1 sono divenuti endemici nei volatili nell'area estremo orientale, ed il virus ha causato infezioni gravi anche negli uomini, è diventato più concreto e persistente il rischio di una pandemia influenzale.
Per questo motivo l'OMS ha raccomandato a tutti i Paesi di mettere a punto un Piano pandemico e di aggiornarlo costantemente seguendo linee guida concordate. L’Italia ha predisposto il Piano nazionale di preparazione e risposta per una pandemia influenzale, secondo le indicazioni dell'OMS del 2005.
Il Piano si sviluppa secondo le sei fasi pandemiche dichiarate dall'OMS, prevedendo per ogni fase e livello, obiettivi ed azioni.
Consulta lo schema: Fasi e i livelli di rischio di una eventuale pandemia (pdf, 48 KB).

Il Piano contiene, come allegato, le linee guida per la stesura dei Piani pandemici regionali.
L’obiettivo del Piano è rafforzare la preparazione alla pandemia a livello nazionale e locale, in modo da:

  • Identificare, confermare e descrivere rapidamente casi di influenza causati da nuovi sottotipi virali, in modo da riconoscere tempestivamente l’inizio della pandemia
  • Minimizzare il rischio di trasmissione e limitare la morbosità e la mortalità dovute alla pandemia
  • Ridurre l’impatto della pandemia sui servizi sanitari e sociali ed assicurare il mantenimento dei servizi essenziali
  • Assicurare una adeguata formazione del personale coinvolto nella risposta alla pandemia
  • Garantire informazioni aggiornate e tempestive per i decisori, gli operatori sanitari, i media ed il pubblico
  • Monitorare l’efficienza degli interventi intrapresi.


Per quanto riguarda l’infuenza “A”, i cui focolai iniziali sono stati registrati in Messico, l'Organizzazione mondiale della sanità dopo l’ identificazione di alcuni casi confermati anche in altri paesi e in Europa, ha elevato in pochi giorni il livello di attenzione per la preparazione e la risposta a una pandemia influenzale a 5 su 6, fase in cui sono già attivi tutti i sistemi di controllo e sono già predisposti tutti i provvedimenti per l’adozione delle misure nella fase di effettiva pandemia. Il periodo pandemico (livello 6) dell'influenza "A" è stato dichiarato dall'Oms l'11 giugno.

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  • : Tutti contro.......!!!! by clod
  • Tutti contro.......!!!!  by clod
  • : La pressione dell’omologazione, l’egoismo altrui lo hanno spinto verso la più triste e irreversibile delle scelte Con lui si è chiusa l’epoca degli ideali della società nuova. Ora, in questa fase di passaggio, dove il ricordo di quegli ideali fluttua nell’aria, sta a noi restituire fiato alle travolgenti spinte del secolo scorso.
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