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30 maggio 2009 6 30 /05 /maggio /2009 13:09

 

 

 

 

Non passa giorno che non sentiamo o leggiamo notizie che riguardano i bambini  e le bambine e gli abusi sessuali che  subiscono, ignominie di tutti i tipi, le cose più schifose e vergognose alle quali non penseresti mai.  31 marzo: bimba di 11 anni fa arrestare il pedofilo settantenne di Torino che la molestava insistentemente, e non era la sola ad essere perseguitata ma anche altre sue due amichette. Il maiale (con tutto rispetto per la razza animale) si appostava nei pressi delle scuole medie per adescare le sue vittime. 1 aprile: romano di 26 anni arrestato perchè palpeggiava una bambina di 10 anni rimasta da sola davanti ai camerini di un negozio di Ciampino ad aspettare i genitori che provavano degli abiti. 2 aprile: a Matera un 61 enne abusava sessualmente di due bambine di 6 e 7 anni con la compiacenza delle mamme di queste, di 38 e 39 anni, ambedue amanti del mostro, tutti e tre arrestati; sono senza parole!

 

2 aprile: un dipendente pubblico di 51 anni, Salvatore Bracco, e un disoccupato di 42 anni, Giovanni Bonafè (stranamente sono stati fatti i loro nomi), arrestati per violenza ripetuta su due ragazzini di 13 e 15 anni, ripagati questi ultimi con figurine, ricariche telefoniche ed altro.  Sono le ultime quattro notizie in ordine cronologico, ma purtroppo questi fatti vengoni registrati tutti i santi giorni, ed ogni volta proviamo orrore e disgusto, non riusciamo più a tollerarle.

Le violenze sui minori da parte di persone malate (definiamole cosi  altrimenti rischiamo di diventare troppo volgari)  avvengono da sempre, soprattutto  in certi ambiti familiari dove le condizioni sono di sottosviluppo e di povertà, ma per paura e per vergogna di chi le subisce, sono state sempre circoscritte. Oggi invece per fortuna, i fatti vengono denunciati, smascherati, i bambini raccontano tutto a dispetto delle minacce ricevute dagli orchi per non parlare. Anche gli organi di informazione rendono più visibili queste nefandezze.

Le reazioni della gente sono forti. Di sicuro la prima cosa che in modo istintivo viene in mente è il desiderio di poter avere fra le mani i responsabili di ciò che hanno fatto o tentato di fare a quel bambino o bambina, che potevano essere nostri figli, e far rivivere loro  le medesime orrende sensazioni che hanno fatto provare alle loro vittime, e cioè il dolore, lo sconforto, la paura, la disperazione di essere stati traditi dalle stesse persone di cui avevano fiducia, la sensazione di non potersi difendere dalla violenza che stanno  subendo. E poi la tentazione sarebbe di affidare il mostro alla folla per la giusta punizione. Ma rimane solo una tentazione perchè la nostra coscienza (quella che gli schifosi non hanno) ce lo impedisce, contiamo fino a dieci, ed il senso civico e democratico hanno il sopravvento.

Ed ecco che intervengono gli avvocati difensori con i loro cavilli, i sociologi, i psichiatri, si danno un gran da fare per capire in che ambiente  ha vissuto il “povero malato pedofilo”, il suo contesto familiare, si cerca di aiutarlo, di guarirlo, di recuperarlo…e probabilmente fanno bene, è il loro mestiere.  Però succede che il più delle volte, il pedofilo si fà un pò di carcere, un pò di ospedale psichiatrico, e quando esce sovente rifà esattamente le stesse cose. Non è sempre così, ma se e quando succede, dovrebbero pagare anche coloro che gli hanno permesso di ripetere le violenze, giudici o medici che siano, perchè a quel punto ne diventerebbero complici. E ai bambini traumatizzati, violentati, con una vita davanti che potrebbe essere distrutta, compromessa per sempre, chi ci pensa? Togliere la vita ai bambini in quel modo è mostruoso.

 

Quando si ha l’assoluta certezza della colpevolezza del soggetto che si macchia di un crimine così orribile, la pietà ed il perdono diventano retorica. I cancri devono essere estirpati. A seconda della gravità dei fatti, deve essere applicata  una pena inequivocabilmente certa, senza sconti, carcere duro sino ad arrivare all’ergastolo, la pena di morte sarebbe troppo comoda. Castrazione chimica? Chirurgica, come chiede Calderoli? Ma di questo parleremo una prossima volta.

L’unica cosa certa è che non bisogna mai lasciare i bambini da soli né perderli di vista un solo istante, devono essere seguiti e accompagnati in ogni azione della giornata. Viviamo in un brutto mondo.

 

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francesco 03/08/2016 10:09

Lontano (2011)

Lontani sono i mondi che noi attraverseremo senza saper
bene dove l’inizio della nostra fine. Lontani, i mondi lassù,
ma non scorderemo il fine. Noi, figli di Yaf-het, di colui
che “prese dimora” a occidente, ora abitiamo sotto tende
di Sem, sotto le ali della Sua chiesa. Se solo sapessimo
del nostro passato per saper dove si volge il nostro passo!
Che potremmo mai ricordarcene non senza confusione?
Prosciugatesi antiche paludi, dal Mar Caspio giungemmo
al Mar Nero di terre incognite, sospese come nel sogno:
Hattilantis ne fu il nome, un’Atlantide di ceneri e lapilli
che ebbe a che fare con l’isola di Creta e dove fu fondata
la nostra Ilio. Ma i greci, antichi nemici di anatolici,
non conobbero veramente i minoici: di essi sì, ne narrano
alcuni miti, ma Minosse non era il diavolo. Esisteva,
agli inizi, lo strano culto del serpente e lì dove l’aratro
seminava primi indizi di civiltà direttamente nel solco
della storia. Nei pressi di Eridu, antica città di Shumer,
il Paese del Mare, si modellarono statuette ofidie, sotterra
furono rinvenuti gli ossi di esseri giganteschi, i dinosauri,
e l’Eden si collocava nel giardino di Guedinna, tra Umma
e Lagash; ma l’essere a noi più ostile un Neanderthal
come Lilith, allor quando Iddio rivestì l’uomo di pelli
e il lanoso pachiderma tuonava. Accadde poi il Diluvio,
e l’acque tumultuose dell’Eufrate inondarono il meridione
e tutte le terre feconde che videro poi la gloria di un re:
Ghilgamesh. Tra tutti i grandi che eressero megaliti
orientandoli secondo le cose di Padre Cielo e che presero
in moglie le figlie di una Madre Terra, anche l’Egitto,
fondato da Narmer, emerse dall’acque come un obelisco,
ai raggi del sole, ma più non vi regnava l’asiatico
che abbozzò le piramidi e quella sfinge poi raffigurata
nella Tavolozza del protofaraone, come immersa
in petrose sabbie lungo le belle rive di papiro. E quelle
genti che fecero il lavoro duro di erigerne i monumenti
son coloro che il biblista chiama i Figli di Misraim.
Ma Misraim non è Mis-Rê, l’Egitto dinastico non è
il pre-dinastico Popolo del papiro! Oltre al geroglifico,
lingua conosciuta di allora fu una sola, scritta da nazioni:
il cuneiforme. E le sue parole, incise nella cruda argilla,
si adattavano a ogni vulgata, come ci testimonia Ebla.
Persino Mosè la conobbe, altrimenti come lo avrebbe
inteso uno di Madian quando fuggì da corte? L’accàdico,
ossia l’assiro-babilonese, era la lingua internazionale
di cui acuti faraoni come Ekh-en-Aton si servirono
in diplomazia e sempre in questa Nefertari, una moglie
di Ramses, aveva ottimi rapporti con la consorte del re
ittita, anni dopo quella di Qadesh. Qui perdere il filo
del discorso è molto facile, visto che il Genesi biblico,
tra tanti fatti mitologici, ci parla soltanto di una sola
lingua conosciuta ai tempi delle prime ziqqurat sì alte
come quella di Saqqara, ma nel labirinto di specchi
che è la parola, il nome Arianna significava Colei
che fu bella, poiché Ari significava avvenente e Ann
era suffisso del passato remoto del verbo essere. A noi,
pronipoti di un Noè di nome Deucalione, oggi dispersi
in ogni dove sulla faccia delle terre emerse, dette impulso
anche stirpe d’intrepidi Arii, che conquisero Hariyupeya,
una Harappā dei Rig-Veda. Tutto giusto fin qui? Il canto
mio è desolato, or più non siamo gli stessi di uno ieri,
e dove ritroveremo le nostre radici per guardare anche
alle verdi foglioline? Tutto è caduco, eracliteo “panta rei”
colma ogni buco. Smemoreremo? Si è fatta oscurità, ora,
sulla Terra, a causa di molte calamità l’Oriente soffre.
Chi, senza peccato d’orgoglio, ci guiderà su vie d’eternità,
a chi attingeremo vere perle di saggezza? Da coloro
che ballano la samba sugli altari e ti adescano ragazzini?
Vita, sinonimo di luce, ma molti preferiscono le tenebre
alla vera lampada di un’umanità interiore, si prendono
gioco del loro prossimo, perché adorano un vitello d’oro.
Lontani sono i mondi che noi attraverseremo, lassù,
senza saper bene dove l’inizio della nostra fine. Già
ci si son spalancate le porte dell’universo, lo scrutiamo,
e la polverosa luna è solo un sogno caro a romantici.
Lontani, i mondi lassù, ma non scorderemo il fine
che ci avrà spinto nell’oltre. E quel dì saremo come uno
strenuo fior del deserto, e bello agli occhi del dio Logos.

Presentazione

  • : Tutti contro.......!!!! by clod
  • Tutti contro.......!!!!  by clod
  • : La pressione dell’omologazione, l’egoismo altrui lo hanno spinto verso la più triste e irreversibile delle scelte Con lui si è chiusa l’epoca degli ideali della società nuova. Ora, in questa fase di passaggio, dove il ricordo di quegli ideali fluttua nell’aria, sta a noi restituire fiato alle travolgenti spinte del secolo scorso.
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