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30 aprile 2009 4 30 /04 /aprile /2009 12:41

Post n°1213 pubblicato il 30 Aprile 2009 da kudablog

 

 

 

Sui giornali messicani si leggono articoli che non arrivano sulla nostra stampa, in particolare rispetto alla nascita della febbre suina, che ad Israele vogliono ribattezzare febbre messicana, per non usare un nome di un animale impuro...

Per iniziare il primo caso di persona infetta non fu in Messico, ma in Texas nel settembre del 2008, un bambino di 10 anni. Dopo ci furono due casi in California ed un altro in Texas a metà di marzo. Poi i numeri dei morti le cifre parlano di 7 o 152 morti, non è proprio la stessa cosa. Il Los Angeles Times ricorda che l'ingluenza normale fa ogni anno più di 36.000 morti negli USA e tra i 500.000 e il milione nel mondo. Dopo i primi allarmi la borsa messicana è crollata con esclusione delle azioni delle cafe farmaceutiche.

I primi segnali che qualcosa non andava in Messico li hanno avuti ad inzio marzo nei pressi di una grossa fattoria statunitense dove sono allevati a cielo aperto migliaia di maiali la Granja Carroll a La Gloria. Chi viveva vicino all'allevamento a marzo ha iniziare ad accusare problemi respiratori e il municipio dovette provedere all'affumicamento della zona. Il tutto sembra nascere dalla laguna in cui l'impresa scarica senza filtri le feci dei maiali e dalle nubi di mosche che lì vi dimorano. L'impresa era stata denunciata per l'attività inquinante fin dal 2007, ma le autorità statali non hanno voluto adottare nessuna misura restrittiva. Granjas Carroll de México era stata multata ed espulsa dagli Stati Uniti (in North Carolina e in Virginia) già nel 2006 per il grave inquinamento ambientale provocato dai suoi impianti.

Ancora una volta le malattie colpiscono prima e soprattutto i poveri. E chi ci guadagna? Gli unici che festeggiano sono i dirigenti e gli azionisti delle due multinazionali farmaceutiche, la svizzera Roche e la britannica GlaxoSmithKline, produttrici dei farmaci antinfluenzali di cui tutti i governi del pianeta stanno facendo incetta in questi ultimi giorni: il Tamiflu (Roche) e il Relenza (Glaxo). Festeggiano anche le multinazionali farmaceutiche che hanno già preso accordi con l'Organizzazione mondiale per la sanità (Oms) per lo studio e la produzione di vaccini contro l'influenza suina: la francese Sanofi Aventis - che a inizio marzo aveva annunciato l'apertura, proprio in Messico, di uno stabilimento per la fabbricazione di un vaccino contro eventuali influenze pandemiche - la statunitense Baxter - recentemente coinvolta in un grave scandalo: aveva distribuito, in diciotto paesi, vaccini antinfluenzali contaminati dal virus dell'influenza aviaria - e la svizzera Novartis.

Intanto al confine con il Messico sono sempre più alte le grida di chi vuole esplellere tutti i latinos dagli USA, per non essere contagiati. Un corollario dell'emergenza medica: il razzismo.

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  • : La pressione dell’omologazione, l’egoismo altrui lo hanno spinto verso la più triste e irreversibile delle scelte Con lui si è chiusa l’epoca degli ideali della società nuova. Ora, in questa fase di passaggio, dove il ricordo di quegli ideali fluttua nell’aria, sta a noi restituire fiato alle travolgenti spinte del secolo scorso.
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